PAES, UNA VITA PER IL TENNIS

Leander Paes, dopo aver vinto l’ennesimo titolo a Wimbledon nel misto, ci ha raccontato perché a 37 anni non ha intenzione di appendere la racchetta al chiodo, spinto dalla passione e l’amore per il tennis.
martedì, 6 Luglio 2010

New York (USA) – Questa è stata la quinta vittoria per lui a Londra,( un doppio maschile, tre doppi misti, e il titolo junior del torneo nel 1990). Con l’ultima vittoria Paes ha all’attivo 12 slam, sei nel doppio maschile e sei nel doppio misto. Il giorno dopo l’indiano è volato a New York per giocare la “World Tennis Team Championship”, una sorta di campionato nazionale a squadre miste americano, formato da 10 team divise in due conference, a cui partecipano molti esponenti del tennis di ieri e di oggi, come le Williams, Roddick, Blake, ma anche la Hings  e la Davenport. Ci Sarà anche Lui, che farà parte del team dei ” Washington Kastles “ insieme alle sorelle Williams e Bobby Reynolds. A poche ora dalla prossima sfida, l’indiano racconta la sua passione enorme per il tennis e per il suo paese, che lo spinge a continuare sempre, nonostante l’età.
Complimenti per la grande vittoria a Wimbledon.

Grazie.

Come ci si sente con una vittoria in più ? Continui a stabilire record.

Bene, mi da la spinta per continuarci a provarci, la mia gente continua a dirmi provaci ancora,  questo è il tuo 12 ° slam, ne vogliamo un altro. Credo che la longevità è stata ed è la mia forza. Questa è stata la mia 23a finale in uno slam ed è una cosa davvero speciale, questo è quello che mi piace fare.

Come hai festeggiato?

Nulla di che, ho fatto un po’ di festa con i miei amici indiani, ma siamo andati a letto presto, visto che l’indomani avevamo sveglia alle 6 del mattino per volare  qui in New York.

Sei arrivato a New York poche ore fa e anche se il livello è un po’ diverso, sei pronto giocare?

Il livello è piuttosto alto, perché molti di questi giocatori hanno giocato Wimbledon di recente e l’intensità sarà alta. Comunque c’è molta armonia di gruppo, che rende  tutti più rilassati. Io amo tutto ciò che è tennis, dal vincere un torneo dello slam fino a giocare con mia figlia.

Perché giocare questo tipo di torneo?

Perché ho grande rispetto per Billy Jean King (co-fondatore di WTT). Credo che incarna quello che un atleta dovrebbe essere. Quando Billy mi ha chiesto di giocare in questo torneo, ero un po ‘titubante, a causa dei vari impegni della stagione. Dopo Wimbledon e l’intero tour europeo, preferisco riposarmi un po’ e tornare a casa, ma stavolta ho detto si e poi c’è Mark Ein proprietario della squadra mio grande amico,non potevo rifiutare.

Hai fatto da poco 37 anni,  auguri.

Grazie!

Da dove prendi l’energia per continuare a giocare? Un sacco di giocatori alla tua età sarebbero già in pensione.

Ci sono due ragioni. Uno credo che viene da dentro (indica il cuore). E il secondo che non mi pongo obbiettivi, ne di età ne di vittorie. Ho fatto quattro olimpiadi, ho voluto fare la quinta, se gioco la quinta poi vuoi fare la sesta. La bellezza di questo è l’amore incondizionato che ricevo dai miei genitori. Continuano ad incoraggiarmi a vivere i miei sogni, qualunque essi siano; il tennis,  la famiglia, nuove attività commerciali o l’orfanotrofio di cui mi occuppo e aiuto. Loro mi hanno sempre sostenuto e mi hanno portato a credere che qualsiasi cosa nella vita è possibile, con un po’di perseveranza e duro lavoro.

Ma fisicamente come riesci a gestirti adesso, rispetto a quando eri più giovane?

Era più facile tempo fa (ride). Quando ero giovane mi allenavo un’ora e vedevo i risultati, ora devo allenarmi  tre volte di più.  Modifico spesso il mio allenamento, ogni sei mesi. Continuo a fare le cose che funzionano e cambio quelle che non funzionano,per esempio adesso sto facendo molto pilates, e yoga.

E poi il fatto di giocare il doppio ti aiuta.
Certo quello si, ti toglie molte meno energie rispetto al singolare.

Farai  gli  US Open, ?

Vado in India dopo il world tennis team. Faccio due settimane di pausa e poi  ritorno qui per gli US Open.

E la Coppa Davis?

Nel mese di settembre  giochiamo contro il Brasile a Chennai sul cemento,speriamo bene.

Qual è lo stato del tennis in India in questo momento?

Sta crescendo molto, abbiamo già una storia alle spalle. Senza dubbio è il secondo sport dopo il cricket. Il cricket è come una religione in India e non credo che qualche altro sport possa mai superarlo. Ma negli ultimi 20 anni il numero di bambini che si è avvicinato al tennis è cresciuto enormemente e questo per me è una cosa fantastica.  Molti  ragazzi provenienti dall’India vanno in Florida o in Spagna per allenarsi, perche i genitori iniziano a guardare il tennis  come un vero e proprio investimento per la vita del figlio come scelta professionale e di questo non posso che esserne contento.


2 Commenti per “PAES, UNA VITA PER IL TENNIS”


  1. Michele ha detto:

    Grazie Roby……un mito, e pensare che da bambino alle olimpiadi del 96 ad Atlanta l’ho odiato per un mese dopo che battè Furlan……:)

  2. Roberto Bontempi ha detto:

    Grande Leander. Dal 1993, quando praticamente da solo batté la Francia sulla terra in trasferta, è uno dei miei preferiti! Gran temperamento e gran volée!


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