PANATTA: “CHE NOIA DJOKOVIC E NADAL”

Il campione azzurro dice la sua sul tennis attuale e i suoi protagonisti

Tennis. Torna a parlare Panatta e non è mai banale. Il campione di Parigi nel 1976 ha fatto il punto sul tennis moderno e i suoi giocatori più rappresentativi.

“Ai miei tempi, negli anni ‘70, il tennis era pop, i Beatles, Jimi Hendrix, rock e melodia. Ora non si capisce più niente, è tutto così elettrico, così metal. Ammiro molto Roger Federer, è un misto di Tony Bennett, McCartney, i Pink Floyd. Uno spettacolo. Federer mi stupisce ancora. Rafael Nadal tira forte e ha un grande agonismo, Novak Djokovic recupera tutto, ma il loro gioco è noioso. Oggi i tennisti giocano bene, ma sono marcantoni che picchiano forte. Ai miei tempi era diverso, vuoi mettere la poesia di una volèe”.

Sui grandi protagonisti passati e presenti del tennis azzurro: “Nicola è stato un personaggio importante, ma le nostre carriere si sono sovrapposte solo per due anni, quando io ne avevo ventiSiamo amici, anche se abbiamo caratteri diversi. Certo lui è polemico, ma è una brava persona. Confesso che seguo poco Fognini, ma è un bel giocatore che avrebbe i colpi per stare nei primi dieci al mondo. Le sue défaillance sono caratteriali, a volte il suo atteggiamento è davvero indisponente”.

Sul nuovo Panatta, glissa:  “Non può esistere, noi giocavamo a un certo ritmo, ora va tutto più veloce non c’è nemmeno il tempo per pensare, solo Federer lo fa. La più bella partita penso sia stata la semifinale di Parigi del ‘76 con Dibbs, ho giocato meglio che in finale, mi entrava tutto. Ma anche a Flushing Meadows con Connors, nonostante abbia perso. Il tennis mi ha dato tutto. Immense soddisfazioni, il successo, lo possibilità di girare il mondo facendo ciò che mi piaceva. Forse mi ha tolto un po’ di amici, ma soprattutto la vicinanza dei figli quando erano piccoli e io giocavo quasi tutto l’anno”. 


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