PARIGI-BERCY: SENZA AFFANNI NADAL E FEDERER

Seconda parte di secondi turni dell'ultimo Masters 1000 stagionale: Rafa e Kohlschreiber vincono i loro derby nazionali contro Granollers e Haas, bene Roger e Berdych.

Tennis. Seconda parte di secondi turni nel martedì di Parigi-Bercy, dove prende luogo l’ultimo Masters 1000 della stagione. In campo sul cemento indoor francese molti bye del primo turno, che hanno approfittato del proprio alto ranking per esordire proprio dai sedicesimi di finale.

In primo luogo, ovviamente, il secchione della classe, Rafa Nadal, chiaramente prima testa di serie del seeding dopo il moderno cambio di vertice nel ranking ATP. Dopo una stagione giocata a livelli mostruosi, il manacorino ha abbassato leggermente la guardia in questo rush finale di season, giocando un pò sotto tono e trovando “solo” finali e semifinali nella tournèe asiatica di tappa a Pechino e Shanghai. Certo, comunque lasciandoci le penne contro avversari di primissimo livello – Djokovic e Del Potro sono insieme a Rafa il top del tennis mondiale del momento. Dunque, nel derby iberico di secondo turno poco può incrociare le dita Marcel Granollers-Pujol, nonostante un buon primo turno nel quale ha affrontato e battuto il semifinalista dell’ATP 500 di Valencia Dmitry Tursunov, nello sperare che la luna del connazionale oggi più che storta sia completamente ribaltata.

Di fatti, seppur non giocando un grandissimo tennis, Nadal non ha problemi nel regolare la faida spagnola. Nonostante non tenga premuto costantemente il piede sull’accelleratore, il nuovo numero uno al mondo non mette praticamente mai in discussione la vittoria odierna ai danni di Marcel, seppur conquistando i break necessari per aggiudicarsi l’incontro solo sui finali di set; break forse tardivi, ma decisamente inevitabili in un incontro in cui Nadal viaggia spedito sul proprio servizio e mette in costante difficoltà l’avversario sui suoi turni di battuta. Unico estante di esitazione, per Rafa, la palla per il controbreak immediato in favore di Granollers nel game successivo a quello del break, sul 6-5, con Nadal pronto a servire per portare a casa il primo parziale. Pericolo sventato, comunque, il tennista mancino completa la missione, per poi dominare in lungo e in largo durante la seconda partita, seppur vinta – anche in questo caso – togliendo solo una volta il servizio al giocatore dall’altra parte della rete. Prossimo avversario di Rafa, la testa di serie numero 14 del torneo, Jerzy Janowicz.

Se Nadal viaggia spedito nella sua rincorsa verso la finale, supera il primo passo anche il rivale storico dello spagnolo, Roger Federer, rappresentato a Parigi con la testa di serie numero cinque del tabellone. Per lui, dopo la sfida avvincente e impegnativa della finale giocata contro Del Potro, altra prova importante da affrontare quando si troverà avanti per i saluti di rito Kevin Anderson, 27enne sudafricano numero 21 al mondo, entrato nei sedicesimi grazie al ritiro del vincitore del torneo di Valencia Youzhny nel turno precedente.

In ogni caso, Roger vuole dare continuità a quanto di buono s’era visto nella sua Nazione e nel suo torneo natale, giocando un primo set devoto all’attacco e all’aggressività: il break conquistatosi nel primo game di gioco gli spiana la strada verso la conquista del primo parziale, nel quale serve alla perfezione e blinda i propri turni di battuta. A questo punto, sembra tutto un gioco facilissimo per il proseguio del match per lo svizzero, che quasi scherza con quel che rimane del sudafricano: due break di fila ottenuti a 15 consentono Roger di portarsi sul 5-2 in proprio favore, con tanto di servizio per chiudere definitivamente i giochi.

A questo punto, però, Federer va praticamente in blackout, lasciando uno spiraglio aperto che via via si allarga sempre di più all’avversario sudafricano: non solo Anderson recupera uno dei due break subìti in un lungo game combattuto fino ai vantaggi, ma in occasione del secondo tentativo del GOAT di servire per l’incontro, Kevin, portando il punteggio sul 15-40, si procura altre due opportunità per pareggiare il conto dei game e dei break. E’ qui che Federer rinsavisce, evitando di mandare un match perfetto all’aria per via di un momento di distrazione: quattro punti consecutivi gli consentono di concludere l’incontro senza ulteriori affanni.

Prossimo avversario dello svizzero, il tedesco Philipp Kohlschreiber. Il 30enne di Augsburg, piazzato alla 23esima posizione del singles ranking, dopo aver sbattuto fuori dal torneo il nostro Andreas Seppi al primo turno, ha infatti battuto oggi anche la testa di serie numero 11 del tabellone, Tommy Haas, in uno spettacolare derby tedesco e di rovesci ad una mano. Tommy era inoltre in cerca di vendetta nei confronti del collega tennista, dopo la sconfitta subita proprio per mano del connazionale la settimana scorsa, nel primo turno di Valencia. Il destino, però, ha voluto che la storia si ripetesse, e addirittura ribadendola in maniera ancor più netta: è con un doppio 6-2 che infatti Kohlschreiber riafferma la propria legge su Haas.

Match spettacolare e avvincente, ma sul quale è proprio Philipp il primo a metterci un’impronta: controllando con sicurezza i propri turni di servizio, si prende invece immediatamente quello dell’avversario, per poi raddoppiare il break nel settimo gioco, portandosi in vantaggio per 5 game a 2 nel primo parziale. Solo allora Haas inizia ad ostacolare i piani del connazionale: nel game in cui serviva per portare a casa il primo set, infatti, Kohlschreiber concede due palle break consecutive per rimettere in carreggiata l’avversario, ma alla fine in un game combattutissimo ribalta la situazione e si aggiudica il parziale al quarto set point. Il copione si ripete più o meno identico nel secondo set: due break di vantaggio per Kohl, opportunità per rientrare in partita in favore di Haas quando oramai è già troppo tardi. E’ dunque con un doppio 6-2 che Philipp si prende di forza un posto negli ottavi di finale del torneo.

Infine, avanza senza alcuna difficoltà anche Thomas Berdych, numero sei del seeding. Per il ceco, tutto troppo facile contro Andujar, semifinalista nel Masters 1000 di Madrid su terra rossa di qualche mese fa ma entrato nel main event del torneo francese solamente da lucky loser, dopo la prematura dipartita di Gael Monfils. In ogni caso, lo spagnolo non si da per vinto sin da subito, approfittando di un Berdych non proprio in serata di grazia sul suo servizio: nel primo set pareggia rapidamente il break appena subito nel secondo game, mentre nel successivo parziale è addirittura lo spagnolo a prendere l’iniziativa e a trovare prima dell’avversario il break. Peccato che in entrambe le occasoni venga rimontato, e abbastanza in scioltezza, dal ceco, che vince in un’ora e ventuno minuti di gioco e si guadagna agli ottavi di finale uno tra Raonic e Haase.


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