PETE SAMPRAS, ECCO IL TRAGUARDO DELLE 45 CANDELINE

Lo statunitense figlio di emigrati greci è una delle leggende del tennis: oggi Pete Sampras festeggia 45 anni votati alla racchetta e all’eleganza
venerdì, 12 Agosto 2016

TENNIS – Quando un giornalista chiese ad Andrè Agassi chi fossero i cinque migliori tennisti nella storia, l’americano ebbe un’unica risposta, tanto laconica quanto efficace: «Sampras, Sampras, Sampras, Sampras e Sampras». L’americano figlio di genitori che hanno lasciato la Grecia per vivere il sogno a stelle e strisce è una delle leggende del tennis, e oggi spegne 45 candeline. Sono i numeri da capogiro ad incoronare Sampras come uno dei totem della racchetta, un uomo che era in grado di stupire tutti con un talento innato, che riusciva a far convivere nel suo modo di giocare eleganza, aggressività e delicatezza.

Nonostante i 64 trionfi di una carriera infinita, la dote più grande di “Pistol Pete” resta l’umiltà di un uomo capace di parlare più in campo con i fatti che davanti ad una telecamera, come evidenziato da una dichiarazione che è rimasta immortale: «Non starò qui seduto a dirvi sono il più grande di sempre. Avete mai sentito Laver dire una frase del genere?». Un concentrato di caratteristiche così diverse tra di loro non hanno impedito al fuoriclasse statunitense di riscrivere la storia del tennis e di imprimere il suo marchio sugli anni ’90. Proprio lui, quello “Sweet Pete” che è stato in gradi di vincere ben 14 titoli del Grande Slam e di diventare fonte di ispirazione per due protagonisti del tennis attuale, quei Roger Federer e Novak Djokovic che rappresentano passato, presente e futuro della disciplina e che non smettono di lasciare il proprio segno. Sampras è l’uomo del serve and volley che ha passato l’ideale testimone a “King Roger” a Wimbledon, a quel  talento che 15 anni fa era poco più di un ragazzino cresciuto a pane, tennis e Sampras. La “Disfida” del Church Road del 2001 ha segnato un passaggio epocale nel tennis, in una disciplina fatta da cannibali per cannibali.

Proprio come Sampras, che certamente non potrà essere dimenticato nonostante i suoi record siano stati infranti dallo svizzero.  L’uomo dei sette Wimbledon, uno dei più vincenti non è però mai riuscito a vincere al Roland Garros, ma a lui probabilmente importa davvero poco: ha scritto la storia, e ora starà apprezzando le gesta dei suoi eredi dall’alto di un prize money di oltre 43 milioni di dollari e di quegli 8858 ace messi a segno durante la sua carriera. Dal 2007 Sampras fa parte della Hall of Fame del tennis, il giusto riconoscimento ad un monumento della disciplina, che nonostante il ritiro datato 2002 resta ancora nel cuore di tanti appassionati della racchetta, dei tanti nostalgici di un eroe atipico come “Pistol Pete”.


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