POLEMICA FOGNINI: “QUELLO DI PIETRANGELI NON ERA TENNIS”

Roland Garros, Fabio felice per la vittoria nel derby su Seppi, ma quando gli chiedono di parlare del tennis che fu è categorico: "Noi siamo professionisti, Pietrangeli non lo era"
venerdì, 2 Giugno 2017

di Enrico Milani

Ieri, nella conferenza stampa seguita al successo al Roland Garros di Fabio Fognini nel derby con Andreas Seppi, la risposta del ligure a una domanda del giornalista Gianni Clerici ha sollevato un autentico polverone. “Come De Morpurgo e De Stefani, Pietrangeli e Sirola, oggi derby italiano tra Fabio Fognini e Andreas Seppi – ha detto ‘lo Scriba’ – che almeno sono amici, più sicuramente (eufemismo) di Panatta e Barazzutti”. “Dai, non era tennis quello. Quello di Pietrangeli non era tennis, noi oggi siamo professionisti”.

Polemiche a parte, Fognini è comprensibilmente felice per il passaggio del turno. “Andreas mi ha regalato molto, specialmente nei momenti importanti. Io ho cercato di fare il mio spingendo la palla, e ho pensato anche alla partita contro Tiafoe. Sono stati due match diversi e quando con Andreas mi sono trovato di nuovo due set ed un break avanti non ho avuto pause. Lui all’inizio del terzo cercava di giocare più veloce e quando fa cosi, con in piedi in campo, fa male. Sono stato lì, ho sofferto, ho annullato palle break e sono stato premiato. Nei momenti importanti ho giovato con più tranquillità”.

Lucido allora Fabio Fognini che si qualifica per la quarta volta al terzo turno del Roland Garros (miglior risultato quarti di finale nel 2011). Ma non dimentica il rapporto di amicizia con Seppi. “Siamo amici nel tour e in nazionale. Con Simone c’è un rapporto più stretto, ma anche con Andreas ci troviamo bene. Tra l’altro, da quando si è fidanzato e poi sposato, è cambiato in meglio, prima era un crucco. Le condizioni del campo erano migliori rispetto a quelle dei primi due giorni, ma i campi esterni non sono buoni. Talvolta prendevamo una buca. Sono stato anche fortunato perché un buco (a mio vantaggio) l’ho preso sul set point. Si scivola molto, la terra è dura e sembra quasi cemento”.

Ora c’è Stan Wawrinka. “Sarà un’altra partita, contro un giocatore che qui ha vinto. Per lui parlano i risultati. Cercherò di fare il mio gioco, ma sono tranquillo, so che non parto favorito. Vorrei giocare una partita alla pari e offrire il mio tennis. Bisogna essere sinceri e guardare la realtà in faccia. Io sto giocando bene, ma il favorito è lui. Spero di potermi giocare le mie carte nel migliore dei modi. Il ranking, il nome e i risultati parlano più per lui che per me”.

In più, per “Fogna”, c’è una responsabilità in più… “Ancora non me ne rendo troppo conto perché sono stato poco a casa. Ma il bimbo sta bene, Flavia è contenta e questa è la cosa più importante”. 


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