POSPISIL E RAONIC, IL CANADA AVANZA

TENNIS - L'exploit di Pospisil e la conferma di Raonic rendono il Canada una delle nazioni più temibili del tennis mondiale. Frutto di un programma di lavoro ben definito e ben attuato.
venerdì, 9 Agosto 2013

Montreal, Canada. Sono le cinque di un assolato pomeriggio e dal Granstand del “Rexall Centre” provengono boati da parte del pubblico. Non sta giocando Roger Federer oppure Rafael Nadal, non si tratta della finale del torneo di Montreal, ma di un semplice ottavo di finale della Rogers Cup che si è prolungat0 fino al terzo set.
Il protagonista che sta infiammando il pubblico ha solo 23 anni ed il suo nome è Vasek Pospisil e si sta giocando la qualificazione ai quarti di finale contro Tomas Berdych. Si va al tie-break del terzo set e Pospisil si procura un match point avanti 6-5. Il ceco va a servire, ottima prima la sua, ma l’idolo di casa risponde egregiamente ed il numero 6 del mondo non può che sparacchiare fuori e concedere il match al giovane canadese.

Il pubblico esplode, ma non sa ancora che qualche ora più tardi, anche il secondo idolo di casa, il bombardiere Milos Raonic, approderà ai quarti, sconfiggendo il temibile argentino Juan Martin Del Potro, che, seppur probabilmente limitato da problemi fisici alla schiena, resta un ottimo giocatore, sempre pericoloso su superfici come il cemento di Montreal.

Raonic, Pospisil, ma non solo. La squadra canadese, oltre all’esperto Frank Dancevic, che ha conteso fino all’ultimo il match contro Jerzy Janowicz, ma che resta un buon giocatore di Davis, nulla di più, può contare anche sulla freschezza di Filip Peliwo, 18 anni a dicembre, che ben ha impressionato durante la Rogers Cup, nonostante la sconfitta in tre set subita da Denis Istomin.
Peliwo, già numero 1 Juniores, vanta due slam conquistati nel circuito minore, Wimbledon e US Open, entrambi nel 2012, che lo hanno proiettato in alto nella classifica delle migliori promesse del tennis mondiale. Filip, il minore di tre fratelli e l’unico ad essere nato in Canada (i due fratelli ed i genitori sono polacchi), si ispira a Novak Djokovic, di cui ammira il gioco molto solido e completo, ma ammette che i suoi veri idoli sono stati Agassi e Pete Sampras.
Sicuramente, questo ragazzo ha le idee chiare e, nonostante il raggiungimento della prima posizione Juniores alla fine dello scorso anno, ha deciso di non forzare subito il passaggio nei professionisti, in modo tale da effettuarlo gradualmente, senza rischiare di “bruciarsi” come accaduto ad alcuni giovani promesse.

Tornando al movimento canadese, i risultati di Raonic e Pospisil non sono casuali, bensì il frutto di un progetto serio ed intenso, messo in atto dai vertici della federazione, al fine di rendere competitiva una nazione che per lungo tempo non ha avuto un suo rappresentante tra i primi in classifica.
Gli investimenti ci sono stati, la federazione infatti ha dedicato più di 9 milioni di dollari l’anno con l’obiettivo di aiutare i giovani tennisti canadesi a migliorare, con lo scopo di poter diventare i futuri campioni del tennis di domani. Strutture moderne ed uno staff ben qualificato hanno aiutato la riuscita di questo progetto, che pone il Canada come una delle nazioni dal futuro più limpido, con Raonic, Pospisil e Peliwo, le tre punte di diamante delle “foglie d’acero”, nati non prima del 1990, perciò in grado di poter giocare ad alti livelli per almeno una decina d’anni.

Se di Raonic si è sempre parlato molto fin dal suo esordio, lo stesso non si può dire di Vasek Pospisil. Nasce a Vernon nel giugno del 1990 e comincia a giocare a tennis all’età di 5 anni, in una città dove, probabilmente, non si conosceva neanche l’esistenza delle racchette, ma solo tavole da snowboard.
All’età di 15 anni si trasferisce in Repubblica Ceca, dove si allena per tre anni, prima di spostare la residenza a Freeport, nelle Bahamas. Viaggia tra Challenger e Futures, vincendone qualcuno ogni tanto, senza, tuttavia, impressionare gli addetti ai lavori.
La svolta coincide con la fine del 2012, Vasek contrae la mononucleosi ed è costretto a fermarsi prima del termine della stagione, saltando anche l’Australian Open del 2013, torneo al quale non ha mai partecipato.
Nel frattempo, il cambio di coach, dal padre Milos al francese Fredric Fontang riesce a migliorare i metodi di allenamento ed alcune caratteristiche del gioco del 22enne, che viene alla ribalta in occasione della Coppa Davis contro l’Italia, nel corso della quale si mette in luce nel primo singolare opposto ad Andreas Seppi e trascina il doppio con Daniel Nestor alla vittoria decisiva per il Canada, che approda dunque in semifinale.

Quella semifinale che il Canada dovrà andare a giocare a Belgrado, contro la Serbia di Novak Djokovic, ma se la formazione dovesse essere in forma, come in questo momento, potrebbe non fermarsi qui l’exploit canadese, in quanto per i serbi, Djokovic ci sarà, ma Troicki è squalificato e Tipsarevic in grandissima crisi di risultati.
Chissà che quel progetto a lungo termine non dia i suoi frutti fin da subito, perché si sa, non bisogna mai illudersi, ma le condizioni per fare bene ci sono tutte.

Comunque vada la Coppa Davis, i giocatori canadesi stanno crescendo e, piano piano, ne arriveranno altri in grado di lottare per le posizioni di vertice. Adesso bisogna solo aspettare e vedere, sapendo che Raonic, ma soprattutto il più completo Pospisil, non hanno ancora finito di stupire.


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