POSPISIL: “GLI ARBITRI A WIMBLEDON TUTELANO I ‘BIG’”

Dopo la sconfitta contro Murray nei quarti di finale dello Slam londinese, nella quale ha ricevuto due "warning" per perdita di tempo al servizio, il tennista canadese ha lanciato qualche accusa nei confronti dei giudici di sedia
domenica, 12 Luglio 2015

TENNIS – Anche l’edizione 2015 di Wimbledon è arrivata al suo epilogo, eppure non manca qualche frecciata polemica che farà sicuramente discutere gli addetti ai lavori, soprattutto perché il “j’accuse” arriva da parte di un giocatore che sull’erba londinese quest’anno ha fatto vedere ottime cose.

Vasek Pospisil infatti, estromesso dalla corsa al titolo soltanto da Andy Murray nei quarti di finale, non le ha mandate a dire (attraverso alcune dichiarazioni raccolte da ESPN) ai giudici di sedia, nello specifico proprio a quello del suo match con lo scozzese. Secondo il canadese infatti, quello in particolare ma anche gli altri arbitri impegnati a Londra, avrebbero tenuto un atteggiamento troppo referenziale nei confronti dei “big” del circuito mondiale, compreso quindi Andy Murray nella sfida che per Pospisil valeva un posto in semifinale.

In quella partita il canadese ha ricevuto due “warning” per perdita di tempo mentre si apprestava a servire, il primo sul 5-5 e 30-30 del primo set, l’altro sul 4-4 del terzo parziale, e a distanza di alcuni giorni da quella che poi è diventata una sconfitta, Pospisil non l’ha mandata ancora giù, scagliando le proorie “ire” contro il giudice di sedia Pascal Maria.

“Non sono assolutamente d’accordo – ha affermato il tennista canadese – con quella decisione, soprattutto per il momento in cui mi è stato dato il primo warning. E’ stato un qualcosa di assurdo, anche perché quando ti viene assegnato un provvedimento del genere gli effetti si sentono, eccome”. Non a caso infatti, Pospisil ha perso entrambi i turni di servizio nei quali ha ricevuto i due “warning”, e la partita naturalmente ha preso la direzione di Murray.

“Se sei un arbitro – ha proseguito il numero 56 del mondo – devi utilizzare un po’ di buon senso in base al momento della partita. Ero sul punto di servire, non è che dovessi ancora prendere la pallina in mano, e la fase del match era molto delicata: non capisco quindi perché abbia preso quella decisione. A volte basta solo usare un po’ di criterio, e cercare di evitare di voler mettere in mostra il proprio ego”.

E’ questa infatti, l’altra “accusa” che Pospisil rivolge ai giudici di sedia. “Molte volte – ha concluso – sembra che gli arbitri vogliano soltanto farsi notare. Ho tardato 30 secondi, ma quante volte succede ai giocatori che sono in cima al ranking mondiale senza che vengano mai ripresi? In alcune occasioni lo fanno anche nei momenti topici delle partite, ma non succede niente, a me invece è andata diversamente. Non so perché ma purtroppo è così”.

Nella foto Vasek Pospisil durante i quarti di finale del torneo di Wimbledon 2015 (www.zimbio.com)


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