ATP MIAMI: LE PAGELLE

Djokovic, quasi troppo facile. Rafa non convince, Roger delude, i carneadi ridono
lunedì, 4 Aprile 2011

Djokovic 24 – Ce la caviamo con questa boutade (per chi non lo sapesse, 24 sono i successi consecutivi di Nole in questo 2011) perche’ facciamo fatica a dare un voto a quanto espresso dal serbo in questo torneo. Mi si dirà: “E quale sarebbe il dubbio?”. E’ chiaro che sarebbe facile lanciarsi in voti iperbolici sulla base dell’ennesimo successo, della doppietta su Nadal, e del dominio stagionale, ma onestamente, visto in se’,  non ci sembra che il torneo del serbo a Miami meriti voti incredibilmente alti (i 10, per capirsi). Se svincolato dalla storia recente, il torneo del serbo appare facile, facilissimo, fino ad una finale bruttina contro un Nadal poco convincente. Sia chiaro, non è colpa di Novak se il tabellone gli ha riservato avversari poco temibili, ma non ce la facciamo ad emozionarci troppo per un torneo così.

Nadal 6,5 – Non basta battere il fantasma di Federer per meritare un voto straordinario, soprattutto se ci si chiama Rafael Nadal. Il torneo di Miami conferma molte delle perplessità destate a Indian Wells, sia da un punto di vista tecnico atletico e mentale. Al di là della retorica che lo circonda, lo spagnolo in questo torneo si è mostrato molto forte per un set, ma ha spesso avuto dei cali dovuti ad una combinazione tra una condizione sempre in calo e di un conseguente calo di intensità mentale. Con Berdych si è salvato, con Federer lo svizzero non ha saputo sfruttare le chance in apertura di secondo set, con Djokovic alla fine Rafa ha dovuto pagare. E, oggettivamente, nel terzo set della finale (ma anche nel secondo) il mancino di Manacor non si muoveva come l’avversario.

Federer 4,5 – Troppo male nella semifinale contro un Nadal lontano dalle sue vette per lasciarsi incantare da qualche buona sequenza contro Olivier Rochus e Radek Stepanek. Tenendo anche conto che i quarti di finale dello svizzero son durati solo tre games, francamente la semifinale non ci sembra  un bicchiere mezzo pieno per l’ex numero uno del mondo. La situazione non è buona, lo svizzero deve lavorare per ritrovare la condizione e la convinzione, al di là delle dichiarazioni fiduciose. Vien da se’ che i voti per il campione svizzero (ma anche per i due che lo precedono) tengono conto del rango del giocatore e non vanno confrontati con quelli che seguono.

Fish 8 – Tra tanti, troppi che deludono, uno che fa il proprio dovere, ed anzi lo supera. Il rude americano supera infatti Del Potro e Ferrer e si regala semifinale ed un primato americano che però serve soprattutto a dare la misura della crisi del tennis USA che con il crollo di Roddick non ha più tennisti tra i primi 10 del mondo (Mardy si è piazzato giusto un posto fuori dalla top-10). Il suo successo suggerisce anche che tutte le chiacchere sulla lentezza della superficie di Miami vanno forse ridimensionate. Credete forse che Mardy possa battere Ferrer su una terra battuta “mascherata”?

Simon 7 – Il suo l’ha fatto, con la bella ciliegina della rimonta su Tipsarevic. Purtroppo un torcicollo lo ha messo k.o. contro Federer, al quale avrebbe certamente fattto vedere i sorci verdi come al solito. Anzi, vista la capacità di andare fuori match mostrata dallo svizzero contro Nadal, le chance di vittoria per Gilles non sarebbero state poche. In ogni caso Gilles sta recuperando passo passo il suo rendimento e prima o poi ritroverà una delle sue settimane magiche.

K. Anderson 8 – Ecco un altro degli eroi di giornata, o degli avvoltoi che approfittano del malessere altrui per raggiungere vette impreviste. L’altissimo sudafricano raggiunge infatti i quarti di finale e con essi la 33-sima posizione mondiale, superando il fantasma di Davydenko, un Isner sempre meno re del servizio, Garcia-Lopez e la sorpresa Andujar. Non uno score incredibile, ma anche qui, la colpa non è di Kevin, che ha finito per arrendersi con dignità a Djokovic.

Ferrer 6 – Tra la crisi di Murray ed il passaggio a vuoto di Soderling per David si aprono scenari interessanti, e la quarta posizione mondiale non è più un miraggio. In quest’ottica la sconfitta con Mardy Fish è un passo falso abbastanza grave, che pregiudica il giudizio dell’atletico valenciano, passato da tre facili vittorie ad una debacle abbastanza netta contro il nuovo numero uno USA.

Berdych 6 – Il risultato finale, quarti di finale, è buono, quello che compete al numero 7 del mondo. Gli avversari incontrati sulla strada non sono stati certo i più temibili, ma il lato positivo è che il ceco ha lottato per superare Berlocq e Florian Mayer, prima di impegnare Nadal nei quarti, complice anche un passaggio a vuoto notevole del numero uno del mondo. Alla fine la somma algebrica dei vari fattori si compensa, e Tomas torna a casa con una sufficienza.

Soderling 5 – Con Del Potro si può perdere, ma un 6-3 6-2 per un giocatore dal servizio dello svedese è veramente un po’ troppo. Robin sembra avere calibrato male la parabola della propria condizione, arrivando scarico ai Masters 1000 americani. Il tutto gli è costato la quarta posizione mondiale, in cui si è infilato il debilitato Murray, ovviamente solo a causa di diversi risultati dell’anno precedente.

Murray  pietà – Cosa possiamo scrivere dello scozzese, ormai ridotto ad una organizzazione assistenziale che tenta di rivitalizzare le ex promesse a stelle e strisce? Dopo Young, tocca a Bogomolov Jr. Misteri della mente umana, ripensando all’Australian Open.

Del Potro 6,5 – Contro Soderling l’argentinone sembrava confermare il suo recupero ai massimi livelli o quasi. La sconfitta con Fish placa un po’ gli entusiasmi, ma forse va imputata alla scarsa abitudine a giocare molti match in poco tempo. Per il Del Potro di fine 2009 sarebbe stata una settimana insufficiente, per il 2011 ci sembra giusto promuovere l’omone di Tandil.

Roddick s.v. – Abbandonato dal suo fisico, Andy cede in un solo colpo 1000 punti e sprofonda in classifica. A 28 anni diventa sempre più difficile ripartire, auguriamo a Roddick di farcela.

Granollers 8 – Uno dei più vituperati tennisti del circuito fa fuori Wawrinka e Llodra (più Becker) e col suo tennis geometrico rientra tra i primi 50 del mondo. L’8 ci sta tutto.

O. Rochus 7,5 – Chi si rivede! Dopo avere recuperato una classifica decente grazie al circuito minore, il piccolo belga torna a far parlare di se’ anche in un Masters 1000. Si qualifica, batte Youzhny e Baghdatis. Poi con Roger non ripete le prestazioni del passato, ma la settimana ci pare nettamente positiva.

Dolgopolov 6,5 – Settimana interlocutorio per l’imprevedibile ucraino. Buona la vittoria nella battaglia con Tsonga, troppo duro tornare in campo contro Nadal a fine gioranata.

F. Mayer 7 – Karlovic, Montanes e Almagro, e per poco non arriva anche Berdych. Un bel palmarès per lo strampalato teutonico che intanto arriva al numero 36 del mondo.

Verdasco 3 – Fuori subito contro Andujar. E guadagna pure una posizione, bisogna compensare con un voto adeguato.

Melzer 5 – Lascia strada al compagno di doppio Petzschner senza lottare. Non è il suo momento, ma almeno i punti rimangono in famiglia.


2 Commenti per “ATP MIAMI: LE PAGELLE”


  1. Massimo Capone ha detto:

    Caro Fabio,
    grazie del commento. Magari mi sono fatto prendere la mano con la definzione “bruttina”. Il messaggio che volevo trasmettere è che (ovviamente a mio parere) la finale è stata meno bella di quanto il punteggio, le premesse, la condizione di Djokovic e le qualità di Nadal potessero far pensare.

    Mi è sembrato che tutti e due fossero un po’ sotto gli standard (per Djokovic mi riferisco agli standard del 2011, per Nadal ovviamente a quelli di tutti questi anni). In sostanza è un messaggio di stima per entrambi. Nadal per me può giocare parecchio meglio (dopo il primo set è calato, ed ha commesso diverse ingenuità), e Djokovic quest’anno ha fatto di meglio. Spero di vedere un altro 7-6 al terzo che mi soddisfi di più, e credo ci siano i margini per sperarci, insomma.

    Riguardo alla seconda parte, siamo d’accordo, forse mi sono espresso male. Non penso che Djokovic abbia dominato, ma solo che Nadal non abbia dato il meglio.

  2. fabio ha detto:

    (su djokovic) finale bruttina?? ma scherziamo? l’ho vista e m’è sembrata una bellissima partita di tennis come non se ne vedevano da mesi, e devo dire che Nole è forte ma Nadal secondo me non ha demeritato, non dimentichiamo che djokovic ha perso il primo set malamente e ha vinto al tie break dopo aver subito due mini-break, quindi tutto sto dominio non lo vedo


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