QUALE SARÀ LA TOP 10 DI FINE ANNO DELL’ATP 2014?

TENNIS - Proviamo ad immaginare come si assesterà il ranking del circuito Atp ad un anno da oggi tenendo conto delle principali variabili che guideranno gli attuali top 10. Chi sarà il prossimo year end number one?
giovedì, 26 Dicembre 2013

Tennis. Trascorso il Natale ci si prepara a salutare il 2013 con i dovuti festeggiamenti e ad accogliere il nuovo anno. Il tennis, fermo da metà novembre, non attenderà neanche il Capodanno per riprendere la sua marcia, il 30 dicembre tutti in campo a Brisbane, Doha e Chennai.

Nell’attesa proviamo, a mo’ di gioco natalizio, ad immaginare come potrebbe assestarsi la top 10 di fine 2014 tenendo conto delle principali variabili che guideranno i top players nel corso del prossimo anno (tra cui obiettivi principali, punti da difendere, stato di forma attuale e previsto). Non si tratta, non ci sarebbe neanche bisogno di dirlo, di previsioni da prendere per oro colato soprattutto perché stiamo parlando di uno sport che offre sempre sorprese inattese: ad esempio in pochi esattamente un anno fa avrebbero potuto pronosticare, neanche con una accesso di fantasia, la stagione di cui poi si è reso protagonista il rientrante Rafael Nadal. Dunque ogni prospetto va preso con le dovute cautele, ma è di sicuro un esercizio interessante anche per sondare quale tennista alla fine dell’anno ha sorpreso tutti oppure chi ha deluso ampiamente le aspettative.

Ecco dunque di seguito la (possibile) top 10 di fine 2014 della classifica mondiale Atp dalla decima alla prima posizione:

10. Jerzy Janowicz. Perché no? Il lungagnone polacco salito alla ribalta dopo la finale di Parigi-Bercy del 2012 potrebbe tranquillamente fare il suo ingresso trionfale in Top 10 alla fine del prossimo anno. Questo però dando per scontate alcune variabili. Le qualità tecniche del ragazzo sono sotto gli occhi di tutti: potenza al servizio, gran dritto e tocchi sotto rete pregevoli sono peculiarità che non lo farebbero di certo sfigurare nel gruppo degli eletti. Ma c’è un ma. Tra le caratteristiche necessarie all’affermazione ci devono essere anche una tenuta mentale abbastanza discreta da permettergli di reggere un match al meglio dei cinque set ed anche una tenuta fisica che lo tenga lontano da noie ed infortuni (il problema alla spalla sembra non essersi assorbito tanto che il polacco ha dovuto rinunciare alla partecipazione alla prossima Hopman Cup). Per il resto i numeri ci sono. Perché lui e non un Grigor Dimitrov? Il buon Jerzy ha dalla sua, oltre ad una finale di un Master 1000 anche la semifinale dell’ultimo Wimbledon e sembra per questo più vicino del bulgaro alla rampa di lancio per la consacrazione.

9. Richard Gasquet. Anche questa è una scommessa. Quest’anno il talento francese ha prodotto il massimo sforzo, ha voluto fortemente riappropriarsi della Top 10 e l’ha fatto centrando anche l’obiettivo prestigioso delle Finals di fine anno. La domanda è riuscirà a ripetersi su questi livelli? La tecnica non è in discussione, il problema al massimo potrà coincidere con la costanza: ha dalla sua una gran semifinale allo Us Open e a Miami, ma non è riuscito a proporre lo stesso livello negli altri Slam. Il cambio coach, un po’ a sorpresa, costituisce un altro punto interrogativo: riuscirà Sergi Bruguera, coadiuvato come sempre da Sebastien Grosjean, a fare meglio del buon Riccardo Piatti? Tanti interrogativi dunque per il transalpino. Dunque lo lasciamo al posto che occupa ora.

8. Roger Federer. Vero, non ha molti punti da difendere, ma pronti via ed avrà bisogno di eguagliare almeno la semifinale di Melbourne per non cominciare l’anno con il piede sbagliato e la cosa non sarà delle più semplici con questo Rafael Nadal e questo Novak Djokovic, senza contare un Juan Martin Del Potro sul piede di guerra ed il rientrante Andy Murray. Vero, alle Finals ha ottenuto una semifinale eroica dopo un round robin per uomini duri, ma non ci lasciamo abbindolare. Anche senza il consueto mal di schiena che lo ha limitato molto in diversi appuntamenti del 2013, lo svizzero non sembra avere la verve e la cattiveria agonistica di qualche anno fa, cosa naturalissima. Oltre tutto anche i movimenti in campo, gli spostamenti laterali sono quelli che sono. Morale della favola: la retrocessione di qualche altra casella (se non di più) è una triste, ma reale possibilità. Il 17 volte campione Slam misurerà le sue reali potenzialità al Melbourne Park, nella fossa dei leoni. Poi, a parte la semifinale di Dubai e la finale di Roma, le possibilità per migliorarsi in classifica sia al Roland Garros che, soprattutto, a Wimbledon ci saranno, starà a lui coglierle.

7. Tomas Berdych. Oramai diventato un classico che non passa mai. Alla fine di ogni anno un posto nella top 10 per lui c’è sempre. Altro anno con pochi, pochissimi acuti (così al volo torna alla mente solo il quarto di finale di Roma in cui ha estromesso un Djok0vic versione arakiri) e soprattutto nessun titolo messo in bacheca, unico top 10 rimasto a secco. Alle Finals le ha prese, meritatamente, anche dall’esordiente Stanislas Wawrinka. Berdych però sornione non se ne cura più di tanto: agli Slam bene o male i quarti li centra sempre, i suoi punti li mette in saccoccia ed a fine anno avrà per l’ennesima volta il posto in top 10 assicurato. E forse anche un’altra insalatiera.

6. Stanislas Wawrinka. Dopo il tennis stellare espresso durante tutto l’arco dell’anno e dopo la grandissima figura rimediata alle Finals, merita tutta la fiducia di questo mondo. L’anno prossimo potrà togliersi anche altre soddisfazioni e migliorare ulteriormente il proprio ranking. In campo diverte e si diverte grazie agli influssi davvero benefici apportati al suo gioco da Magnus Norman, davvero un duo da favola quello costituito con lo svedese. Se il prossimo anno continuerà a migliorare e rendere più saldo il dritto, che in qualche occasione ha tremato questa stagione, si porterà sicuramente a ridosso della top 5. I punti da difendere saranno molti certo, ma Stan adesso ha le armi per potersela giocare fino in fondo con chiunque (vedi match maratona all’Australian Open con Djokovic).

5. David Ferrer. Piccola retrocessione per il buon Ferru che dopo aver toccato l’apice incamerando la casella numero 3 del ranking, nel 2014 si troverà ad affrontare sfide ancora più dure contro avversari ancora più agguerriti. Dalla sua non ha di certo la carta d’identità, ma lo spirito di sacrificio e le grandi doti di lavoratore infaticabile gli permetteranno di gestirsi al meglio e, pur non riuscendo a replicare i grandi risultati ottenuti quest’anno, sarà ancora in grado di imporsi sulla maggior parte dei tennisti del circuito senza tremare davanti ai più giovani. La finale del Roland Garros ora come ora sembra un miraggio, la semifinale dell’Australian Open quasi, ma aspettiamo di vedere il tabellone. Come per Gasquet il punto interrogativo più grosso è costituito dal cambio di coach: da qualche giorno Javier Piles, lo storico allenatore, ha fatto sorprendentemente posto a Jose Altur. Vedremo come si amalgameranno i due.

4. Juan Martin Del Potro. Migliora di una posizione il suo ranking di fine anno, ed il suo best placement, il gigante di Tandil sempre più in fiducia e sempre più solido anche contro avversari rinomati. Nel 2013 ha battuto tutti i fab four dimostrando di essere a suo agio anche su superfici non veloci come la terra rossa e sull’erba di Wimbledon. Si è trattato comunque di una stagione di alti e bassi ed è lecito chiedersi quale sia il vero Del Potro: quello che ha perso male ed in maniera inattesa a Melbourne ed a New York oppure quello che ha incantato, pur perdendo, nella semifinale di Wimbledon con Djokovic e nella semifinale di Shanghai in cui non ha fatto vedere pallina a Nadal? Decidiamo di puntare sul secondo Palito che già dall’Australian Open può migliorarsi (fece terzo turno lo scorso anno) ed insidiare il feudo di quei tre lissù.

3. Andy Murray. Terzo posto ottenuto al fotofinish, ma conteso sino all’ultimo torneo con Del Potro. Alla fine la spunta lo scozzese perché nella fase finale della stagione non ha punti da difendere ed avrà modo di operare senza pressione (la sua condizione ideale) e fare bene a Shanghai ed alle Finals. Sarà un inizio di stagione da testare per lo scozzese rientrante dopo l’operazione alla schiena. Pronti via e ci sono la vittoria di Brisbane e, soprattutto, la finale di Melbourne da difendere e non sarà facile data la concorrenza. Altra incognita sarà la stagione sulla terra rossa dove quest’anno ha racimolato poco a livello di punti e, dovesse ripetersi, potrebbe rivelarsi una zavorra non indifferente a livello di classifica. E poi c’è Wimbledon…

2. Novak Djokovic. Seconda piazza per il secondo anno consecutivo per il serbo. Replicare per la quinta volta a Melbourne non sarà per niente facile quest’anno soprattutto tenendo conto che ha dato davvero tutto nell’ultima parte di 2013 per riprendersi la prima posizione del ranking (non c’è riuscito di un soffio pur avendo lasciato le briciole da Pechino in poi). Altra nota dolente è la stagione sul rosso dove non riesce a tenere un ritmo costante dall’inizio alla fine, mentre il Roland Garros continua ad essere un tabù. Resta comunque una macchina da guerra, il giocatore da battere ed il pezzo forte del circuito. Peccato solo per quell’indemoniato lassù.

1. Rafael Nadal. Sì, alla fine del 2014 c’è la forte possibilità che la vetta rimanga invariata. Troppo conta il fatto che a Melbourne il maiorchino non abbia punti da difendere e vincendolo (cosa possibilissima) potrebbe quasi campare di rendita per buona parte della stagione. Idem per Wimbledon, dove è ipotizzabile altamente che possa far meglio del secondo turno dello scorso anno, e Miami dove ha deciso di tornare nel 2014. Insomma tanta roba, tanti tornei importanti da giocare senza pressioni ed il maiorchino ha dimostrato nella stagione appena conclusa di comportarsi bene in questo determinato contesto. Certo sulla terra rossa non dovrà sbagliare nulla (nel vero senso della parola), ma si sa che è la sua superficie e l’ecosistema ideale per farlo rendere al meglio. E si sa che se Rafa è al meglio non ci può neanche il serbo.


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