“QUALI” US OPEN: TRA GLI AZZURRI SI SALVANO LA GIORGI E FABBIANO

TENNIS- Per accedere al prestigioso torneo newyorkese ogni tennista farebbe “carte false”. Ma c'è il torneo delle qualificazioni a fare una severa selezione; un "torneo nel torneo" dal quale escono solo quelli coi nervi più saldi e la migliore condizione fisica. I soli a sopravvivere e ad approdare al main draw principale sono Thomas Fabbiano e Camila Giorgi.
sabato, 24 Agosto 2013

Tennis. Si avvicina l’inizio degli US Open di New York, quarta ed ultima tappa del grande slam del 2013. Per noi appassionati un momento fondamentale perché sappiamo bene che, una volta calato il sipario sul torneo di Flushing Meadows, la stagione tennistica si avvia al termine, sia pure con alcuni appuntamenti ancora prestigiosi; ma gli slam sono unici e, per ritrovarne l’emozione e l’adrenalina bisogna attendere il nuovo anno, con quasi cinque mesi di astinenza.

Immaginiamo, quindi, per i tennisti quanto possa essere importante e cruciale questo appuntamento! Dietro i big, di cui sempre si parla e di cui tutto si sa, si muove un oceano di giocatori semi-sconosciuti, che non raggiungeranno mai la gloria tennistica, per i quali poter entrare, magari per una sola volta nella vita, fra i 128 eletti del tabellone principale di uno slam, rappresenterebbe il coronamento di un sogno. Ma per farlo bisogna passare attraverso le insidie del torneo delle qualificazioni, dove i tennisti cosiddetti minori si affrontano e si sbranano per conquistare una piccola fetta della enorme torta newyorkese: un assegno che si aggira intorno ai 23.000 dollari, questo il premio per chi perde al primo turno.

E in questa sede vogliamo dare un po’ di notorietà ad alcuni di questi anonimi protagonisti i cui volti e le cui gesta sono ai più sconosciuti ricordando che, senza di loro, le imprese dei campioni non esisterebbero come tali e non ne potremmo celebrare la grandezza. Alcuni sono giovani o giovanissime promesse appena usciti dai tornei juniores che, grazie a brillanti risultati ottenuti già in tenera età, sono strettamente monitorati dagli addetti ai lavori che tentano di accaparrarsene la gestione in vista di successi imminenti; ma non mancano i “nobili decaduti”, quelli, cioè, che hanno avuto una carriera importante ma che sono scivolati in basso, per varie cause, e cercano di risalire. Per farlo devono scendere nell’arena dove spesso si combatte senza esclusione di colpi (in tutti i sensi) e le regole del fair play, rispettate (più o meno) quando si è sotto i grandi riflettori, vengono spesso dimenticate e sacrificate di fronte all’obiettivo della vittoria a tutti i costi. E non è raro trovare nomi di ex enfant prodige, mai sbocciati e maturati che hanno deciso di fare il “mestiere” del tennista e si parla di loro solo come di promesse non mantenute. Sono ormai confinati ai tornei di qualificazioni da cui difficilmente escono vincitori, loro che una volta, raccomandati dalle federazioni, entravano nei main draw dalla porta principale grazie alle wild card.

Per quanto riguarda i giocatori italiani, la nostra pattuglia era composta da cinque ragazzi e quattro ragazze: tra gli uomini l’unico ad avercela fatta è Thomas Fabbiano, bravissimo a battere due giocatori esperti come Veic e Zverev più il giovane americano Jenkins; per lui un risultato meritato e prestigioso. Fuori subito, invece Matteo Viola e Riccardo Belotti, e al secondo turno si è fermato l’esperto Flavio Cipolla già protagonista di un fantastico US Open 2008 dove perse al terzo turno al quinto set da Wawrinka. Bravo ma sfortunato Andrea Arnaboldi, sconfitto solo al tie break del terzo set all’ultimo turno dal brasiliano Dutra da Silva, praticamente a un passo dal traguardo. Tra le ragazze missione compiuta solo per Camila Giorgi che, probabilmente, senza l’infortunio alla spalla che l’ha tenuta ferma per quasi due mesi, avrebbe avuto tutte le possibilità di entrare nel main draw per diritti di classifica vista la sua buona attitudine alle superfici veloci. Niente da fare, invece per Nastassja Burnett, Corinna Dentoni e la veterana Maria Elena Camerin, eliminate all’esordio.

Per concludere facciamo il punto della situazione definitiva su entrambi i tornei di “quali”. Essendosi conclusi nella notte italiana tra venerdì e sabato gli ultimi e decisivi match, abbiamo tutti i nomi di coloro che hanno guadagnato l’accesso al prestigioso tabellone dello US Open 2013: nel maschile ce l’hanno fatta Karlovic, Robert, M.Gonzalez, Kukushkin, Devvarman, Fabbiano, Kyrgios, Petzschner, Serra, Young, Soeda, Dancevic, Gojowczyk, Dutra da Silva, Evans e Olivetti.Nel femminile invece invece troviamo Duval, Lucic, Larcher de Brito, Nara, Koehler, Dellacqua, Fichman, Min, Vandeweghe, Duan Y, Glushko, Simmonds, Giorgi, Tomljanovic, Krunic e Dushevina. Nomi nuovi e totalmente sconosciuti insieme a vecchie conoscenze di cui si erano perse le tracce sui quali sarebbe interessante tornare a parlare. A tutti questi tennisti “minori” l’augurio è di accedere (o di tornare) quanto prima nell’elite del grande tennis. Certo, nello sport, come nella vita, solo uno su mille ce la fa, ma il copione da comprimari scritto per loro può essere sovvertito con volontà e fortuna. La storia ci ha mostrato tanti casi di qualificati divenuti protagonisti nel corso del torneo.

 


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