QUALI WIMBLEDON: VANNI CHE PECCATO, ITALIA OUT

Ultimo turno di qualificazione amaro per gli azzurri. Vanni manca un match point e perde al quinto, Arnaboldi e Donati ko in tre set

TENNIS – Roehampton (Londra). Turno decisivo amarissimo per gli azzurri impegnati nel tabellone di qualificazione di Wimbledon. I tre nostri portabandiera sopravvissuti e giunti all’ultimo ostacolo prima del main draw si sono tutti arresi a pochi passi dal prestigioso traguardo, che tutti e tre avrebbero raggiunto per la prima volta in carriera, in quel di Wimbledon. Quello che più di tutti si è avvicinato alla qualificazione è stato senza dubbio Luca Vanni, che si è fatto rimontare due set di vantaggio dall’australiano, classe ’94, Luke Saville, ex numero uno juniores. Il giovane aussie ha avuto la meglio per 4-6 4-6 6-3 7-6(7) 6-4 in più di tre ore e mezza di gioco. Ad aumentare i rimpianti del gigante toscano, c’è anche un match point, che “Lucone” ha sprecato con il proprio servizio nel quarto parziale, quando il punteggio del tiebreak lo vedeva avanti per 7-6. È stata quella di fatto, la svolta decisiva del match, poi risolto in favore di Saville, che ha così conquistato il diritto di partecipare al terzo major della sua carriera. Vanni può comunque ancora sperare in un ripescaggio essendo il secondo giocatore con la testa di serie più alta eliminata nel turno decisivo. In caso di due ritiri dal main draw infatti, il toscano sarebbe ammesso come lucky loser.

Nulla da fare anche per Matteo Donati, che alla prima esperienza nel tabellone di qualificazione di uno slam, fallisce all’ultimo ostacolo l’assalto al main draw. Il ventenne alessandrino si è arreso al cospetto del giapponese Hoyumi Moriya, che forte di 51 posizioni in più nel ranking Atp e di un bagaglio esperienzale ben più pesante di quello del talento azzurro, ha avuto la meglio comodamente, in tre set, conclusi con il punteggio di 6-4 6-3 6-2, in meno di un’ora  e mezzo di gioco. Probabilmente, sulle spalle di Matteo, hanno pesato i sei set disputati nei giorni scorsi per approdare al turno decisivo, altrimenti, almeno una partita più combattuta ed in bilico, sarebbe sicuramente stata nelle corde di Donati, che comunque può salutare la sua prima esperienza slam con il sorriso sulle labbra e la convinzione che il meglio deve ancora venire, ma non è poi così lontano.

Esce di scena a pochi km dal traguardo infine, anche l’ultimo italiano, Andrea Arnaboldi, che dopo le imprese del Roland Garros, non riesce a centrare la prima qualificazione in carriera a Wimbledon. A frenare la corsa del canturino, è stato uno dei giocatori più pericolosi presenti nel tabellone cadetto, il tedesco Dustin Brown, testa di serie numero 12 e numero 102 della classifica mondiale, capace di esprimere sull’erba un livello di tennis ben più alto di quello che potrebbe essere lecito attendersi da un giocatore con la sua classifica. L’istrionico giocatore di origine giamaicana si è imposto in tre set con il punteggio di 7-6(1) 6-3 6-4, maturato in un’ora e 45 minuti di gioco.


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