QUANDO LA COPPA DAVIS NON TROVA CASA

La ITF ha deciso: Israele e Ucraina giocheranno fuori dai propri confini. Politica b. Tennis 6-0 6-0
mercoledì, 13 Agosto 2014

TENNIS. Quando la Coppa Davis è costretta ad emigrare, ritrovarsi “apolide” in campo neutro, è il tennis stesso a fallire. Pur avendocela messa tutta, pur cercando cioè in tutti i modi di aderire ai principi stessi della Coppa Davis, “guerra dei mondi” in cui l’unico confine è una rete tesa tra due porzioni del campo più bello che c’è. Quando la Coppa Davis è costretta a snaturarsi, occorre a malincuore darne notizia: a causa delle attuali e non certo idilliache situazioni politiche in giro per questo folle mondo, il match tra Israele e Argentina e quello tra Ucraina e Belgio del 12, 13 e 14 settembre, valevoli per i play off del World Group e inizialmente previsti, rispettivamente, alla Nokia Arena di Tel Aviv e al Palasport di Kiev, si disputeranno fuori dai confini israeliani e ucraini.

IL QUADRO Le tensioni sulla Striscia di Gaza nei giorni scorsi avevano già costretto il tennis al dietrofront, con l’annullamento del torneo di Tel Aviv. Troppo rischioso per l’ordine pubblico – il parere degli esperti – sebbene in Israele la vita e… le manifestazioni sportive continuino e il punto nevralgico delle tensioni sia focalizzato ben al di là di Tel Aviv. Ultima in ordine di tempo la decisione circa la partita che avrebbe dovuto tenersi nella turbolenta Ucraina.

L’ANNUNCIO Risale a ieri l’ultimo comunicato della ITF, per fare finalmente luce sulle due vicende. Il board della federazione internazionale riunito ieri ha anzitutto accolto il ricorso presentato dalla federazione belga che chiedeva appunto il cambio di sede, sebbene inizialmente la stessa ITF avesse deciso di restare a Kiev. “Decisione non unanime”, hanno scritto dal board per motivare il dietrofront. L’ITF ha dunque concesso cinque giorni lavorativi alla federazione ucraina per individuare un campo neutro, mantenendo tutti i diritti di cui gode la nazione ospitante. Se tale scelta non dovesse arrivare, la federazione avrà il potere di stabilire la location che, colpo di scena – potrebbe essere anche in terra belga. Nel caso di campo neutro, entrambe le nazionali sarebbero considerate ospiti; se invece si optasse per il Belgio, cambierebbe anche il Paese ospitante.

ISRAELE Al primo annuncio della ITF, che confermava Kiev, la federazione israeliana aveva esultato, certa che lo stesso metro sarebbe stato usato nel proprio caso. Macché, respinto allora il ricorso, con l’obbligo di scegliere anche qui una nuova sede entro domani. Idem come sopra: città alternativa; oppure neutro scelto dalla federazione; oppure, ancora, trasloco in Argentina.

Sì, quando la Coppa Davis è costretta a fare le valigie è tutto lo sport a perdere. E le parole del presidente dell’ITF, Francesco Ricci Bitti, sono quasi come una goccia nel mare: “E’ sempre una decisione sofferta quella da parte nostra di riassegnare il campo di un match di Davis. La competizione è stata creata allo scopo di migliorare i rapporti tra le nazioni e crediamo che in questi 114 anni abbia fatto molto in tal senso. Tuttavia, la sicurezza di giocatori, giudici e spettatori ha la priorità e il Board ha ritenuto non fosse prudente giocare in Ucraina e in Israele a causa dei disordini politici in questi Paesi nel presente e nel futuro prossimo”.

Appunto: questa si chiama sconfitta. Di tutti.


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