QUANDO NOLE PERSE LE STAFFE. E CHIESE SCUSA

Proprio un torneo da dimenticare il Masters 2014. Mancava lo screzio tra Novak Djokovic e il pubblico della O2 Arena: "Ma io ho sbagliato, è giusto che la gente faccia il tifo per chi vuole"
martedì, 18 Novembre 2014

TENNIS – Anche il numero 1 del mondo si arrabbia. Come in un noto spot televisivo in onda di questi tempi, perde il controllo, gli saltano i nervi e buonanotte. Sì, è umano anche Novak Djokovic, protagonista all’ultimo Masters londinese di un episodio di cui non si è parlato molto ma che tuttavia ha provocato abbastanza imbarazzo al giocatore serbo.

La vicenda è avvenuta nel corso della semifinale contro Kei Nishikori. Semifinale alla quale Nole si è presentato dopo aver concesso appena nove game ai propri avversari nella fase del round robin. Al pupillo di Michael Chang serve un intervento celeste per sovvertire un pronostico imbarazzante, contro questo treno merci proveniente da Belgrado. Il pubblico teme di essere costretto a seguire l’ennesimo match senza storia di un’edizione delle Finals che non passerà certo alla storia come la più avvincente, e allora inizia a tifare per il giapponese. A dire il vero va anche oltre: nel secondo set, sul doppio fallo di Djokovic che porta il punteggio sul 2-2, la gente esulta. Per tutta risposta, il serbo applaude sarcasticamente battendo una mano sulle corde della racchetta i 17.000 tifosi presenti, sentendosi ingiustamente beccato. La O2 Arena, esasperata, tifava per avere una partita, Nole ha frainteso e, nella struttura londinese, è calato il gelo. E’ finita 6-1, 3-6, 6-0 per il numero 1 del mondo. Il numero 1 nel tennis e, in questo caso, nella rabbia.

Ancor prima di arrivare a quella finale che poi non è stata nemmeno disputata, sostituita da un'”esibizione di racchettoni indoor” con Andy Murray per via del forfait di Roger Federer, Novak si è scusato. “E’ lo sport e loro volevano soltanto assistere a un match più interessante – ha detto il serbo commentando l’accaduto – Ho commesso un errore e lasciato andare le mie emozioni. Ho perso la concentrazione. Non voglio fare più una cosa simile”. E ancora: “Il pubblico ha tutto il diritto di fare il tifo per chi vuole. Qualcuno magari ha passato il segno ma io avrei dovuto reagire meglio”.

Insomma, in questa strana edizione delle Finals, in questa assurda e troppo spesso soporifera versione di uno degli appuntamenti tennistici più attesi di tutta la stagione, mancava anche questo. Ossia gente esasperata da partite a senso unico, affamata di tennis (lecito in un Masters…), che calca la mano in quella tradizione vecchia almeno quanto lo sport di sostenere, in assenza di un beniamino di casa, il giocatore sulla carta più debole. L’applauso su un bel passante di Nishikori, per esempio, anziché su un doppio fallo del suo avversario avrebbe avuto significato diverso. A Nole la cosa non è andata giù, ma l’errore è stato suo e si è scusato. Alla luce di questo e di altri episodi avvenuti, facciamo un gioco? Facciamo finta che le Atp Finals 2014 non siano mai esistite? Grazie.


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