QUANDO SERENA SFIDÒ STEFFI

Con la conquista del 18esimo slam della carriera, Serena Williams ha raggiunto le due più grandi giocatrici americane di sempre, Evert e Navratilova. Ora davanti a lei nella classifica dell’era open c’è soltanto la Graf, a quota 22 major. Serena può raggiungere e superare anche Steffi? I bookmaker ci credono poco, ma l’impresa non sembra impossibile
martedì, 9 Settembre 2014

Uno Slam può salvare una stagione. Uno Slam, allo stesso tempo, può permettere di scrivere una pagina indelebile di quella storia del tennis, alla quale già appartenevi di diritto da anni, ma che attendeva di eleggerti ufficialmente  miglior giocatrice del tuo Paese. Lo sa bene Serena Williams quanto sia importante lo Slam che ha appena conquistato a New York e quanto possa significare, anche per il proseguimento della sua ormai leggendaria carriera.

Il 2014 per la numero uno del mondo è stato un anno disgraziato, almeno a livello di Major. Tra Melbourne, Parigi e Londra Serena non è mai andata oltre gli ottavi di finale. Proprio nell’anno in cui avrebbe dovuto superare di slancio il record americano di slam portati a casa in carriera e avrebbe dovuto lanciare la sfida ai 22 titoli della grande Steffi Graf, per prendersi ufficialmente quello scettro di giocatrice più forte di tutti i tempi, che molti le hanno già assegnato da qualche anno, anche senza il sostegno dei numeri.

A New York c’è stato il riscatto della campionessa, con un torneo più che dominato, portato a casa senza cedere l’ombra di un set e senza mai perdere più di tre games nel singolo parziale. È arrivato così, il terzo titolo consecutivo nella Grande Mela (non succedeva dalle quattro affermazioni di Chris Evert nel quadriennio 1975-78). Ma il sesto Us Open complessivo, per la numero uno del mondo, è anche il 18esimo major della carriera, quello che le permette di appaiare le due più grandi giocatrici della storia del tennis americano, Chris Evert e Martina Navratilova, al secondo posto nella classifica delle vincitrici di Slam dell’era open.

Ora, dopo aver affermato la propria supremazia nella storia del tennis a stelle e strisce, l’attenzione di Serena e dei media si sposta inevitabilmente sui 22 titoli di Steffi Graf e sull’assalto della campionessa nativa di Saginaw al record assoluto di Slam conquistati nell’era open. Ma è un’impresa realmente realizzabile quella di appaiare e magari anche superare la leggendaria Fraulein Forehand?

I bookmaker non concedono troppa fiducia alla campionessa americana, visto che la conquista del 23esimo titolo entro la fine del 2016, pagherebbe ben 10 volte la posta in gioco. Tuttavia, un’analisi razionale, supportata dalle statistiche, sembra suggerire che l’impresa di Serena non sia poi così improbabile. Non è peregrino pensare che la Williams possa superare la ex campionessa tedesca, se non proprio entro la fine del 2016, almeno entro la fine della sua carriera, che a questo punto sarà quasi totalmente incentrata sull’obiettivo di raggiungere lo Slam dei record, il 23esimo.

Se analizziamo l’andamento recente di Serena negli Slam, possiamo notare che nelle ultime dieci prove del poker, l’americana si è imposta nel 50% dei casi, con i cinque successi fatti registrare tra Wimbledon 2012 e lo Us Open appena portato a casa. Mantenendo questo ritmo, la Williams conquisterebbe il 23esimo titolo al Roland Garros del 2017, a 35 anni. Nessuna donna ha mai vinto prove dello Slam con costanza a quell’età, tuttavia almeno due fattori sembrano essere dalla parte di Serena. In primis, l’età media delle vincitrici di Slam si è molto alzata rispetto al passato e ormai non sorprende più vedere delle campionesse ultratrentenni. Inoltre, diciamoci la verità, il palcoscenico attuale del circuito femminile, non sembra offrire delle rivali capaci di fronteggiare validamente la Williams con grande continuità. La facilità con la quale la numero uno del mondo ha conquistato lo Us Open la dice lunga al riguardo.

La sensazione perciò, è che se Serena si mette in testa di lavorare seriamente per agguantare e superare il record di Steffi Graf, questo sia destinato a cadere nei prossimi anni, a dispetto dello scetticismo dei bookmakers. E francamente, la ferocia e la motivazione mostrata dalla Williams nel torneo appena concluso, lasciano pochi dubbi su quali siano le sue intenzioni.


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