QUANTA IMPORTANZA DANNO I TENNISTI ALLE OLIMPIADI?

Solo 30 dei primi 50 giocatori del mondo saranno presenti a Rio per l'edizione numero 26 delle Olimpiadi. Le speranze di Novak Djokovic, Rafael Nadal e Andy Murray fanno da specchio ad una realtà decisamente negativa: che sia boicottaggio, che sia paura del virus zika, quanto conta davvero vincere una medaglia d'oro per un tennista?
martedì, 2 Agosto 2016

TENNIS – La gloria illumina il cammino di ogni sportivo: ne traccia le traiettorie e ne distrugge le barriere. Vincere una medaglia d’oro alle Olimpiadi, nella stragrande maggioranza dei casi, rappresenta proprio raggiungere l’agognata e desiderata gloria, la gemma che si insegue dall’alba dei tempi. Per venire ricordati, per entrare nell’Olimpo, per tracciare ineguagliabilmente la storia di una disciplina. A pochi giorni dalla cerimonia d’apertura che darà il via all’edizione numero trentuno delle Olimpiadi, sorge un dubbio che riguarda direttamente il golf, e di conseguenza il tennis, inserito per la prima volta dal 1904 tra gli sport olimpici.

E IL TENNIS? D’accordo o meno, lo sport che ha reso celebri Tiger Woods e Rory Mcllroy assegnerà la bellezza di 6 medaglie, 3 nel maschile e 3 nel femminile. Sorge spontaneo un quesito alla luce di questa decisione: un altro sport che ha nei quattro major i tornei più importanti dell’anno, vede davvero nelle Olimpiadi la sua espressione più alta? Lo logica farebbe supporre che non è così, ma inevitabilmente si finisce per cadere nel campo del tennis. E il tennis? Appunto, il tennis con Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e Us Open si ritrova addirittura con Davis Cup e Fed Cup nonché Finals al maschile e al femminile ad avere nel corso dei 12 mesi una serie di eventi che vengono preferiti ad altri.  Piaccia o meno, anche in questo caso, il boicottaggio Olimpico alla luce del Virus Zika fa sorgere ancora più dubbi.

DECISIONI – Che sia solo il Virus, che sia solo psicosi, che sia boicottaggio, che sia più semplicemente bisogno di preservare il fisico in vista degli altri impegni sul cemento americano, l’entry list definitiva del torneo di tennis a Rio ha mostrato che ben 20 dei primi 50 giocatori  del mondo non ci saranno. Si potrebbe incolpare la sfortuna, in altri casi essere più scettici, ma sarebbe troppo facile. La verità forse sta nel mezzo e Djokovic non ha avuto problemi a spiegare la sua posizione quando interpellato: “Credo ci siano altre ragioni dietro i ritiri dei giocatori” e forse non è nemmeno troppo difficile pensare che il torneo Olimpico non interessa così tanto ai tennisti quanto può interessare giocare sui prati di Church Road. Complice la formula e anche probabilmente la decisione di non assegnare punti ATP. Basti pensare che il compromesso che si era fatto nel 2011, e che aveva reso il torneo Olimpico un ibrido tra un 1000 e un 500 anche in termini di punti, aveva invogliato in un certo senso a partecipare.

BANDIERE – E allora, inevitabilmente, ci si domanda cosa sia diventato il tennis alle Olimpiadi. Se veramente il campo di partecipazione si sia ridotto a causa delle nuove regole dell’ITF, se veramente vincere una medaglia d’oro non ha più la stessa importanza, se veramente si attribuisce un determinato valore ad un torneo solo in relazione ai soldi e ai punti. Discorsi del genere, che avrebbero senso di esistere durante tutto l’anno, dovrebbero smettere di farlo quando si parla di rappresentare la propria nazione nella più grande manifestazione del globo, quelle che intervallava la guerra in antichità, quella per la quale c’è chi ha dato la vita e la morte. Perché sono casi i rari dei tennisti che preferirebbero vincere la medaglia d’oro e non uno Slam ed arrivati ad un certo punto sarebbe impossibile anche biasimarli.

 


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