WEEKEND DI FUOCO

Si prospetta all’insegna della più totale incertezza il nuovo turno di Coppa Davis, che andrà in scena a partire dal prossimo venerdì: sfide in cui l’indecisione regna sovrana e dalle quali usciranno i nomi delle quattro semifinaliste
lunedì, 5 Luglio 2010

Roma – Andata in soffitta la stagione su erba – se si esclude la propaggine statunitense di Newport, perlopiù snobbata dai big – ed in attesa di addentrarci nelle calde manifestazioni estive, il circuito ATP cede il passo alla Davis Cup, nella settimana che decreterà quali saranno le quattro squadre che conseguiranno l’accesso per le semifinali settembrine. Un weekend che si preannuncia sin da ora ricco di spunti e di riflessioni, che cercheremo di anticipare nell’articolo che segue, una guida irrinunciabile per tutti quelli che volessero saperne di più sull’edizione 2010 del torneo che regala alla nazione più meritevole la famosa insalatiera. Mai come in quest’occasione, le classiche parole di rito – “sfide all’ultimo sangue”, “incontri intrisi di pathos” – si prestano a descrivere perfettamente la situazione che andrà a crearsi dal prossimo venerdì e presto vi esplicheremo nei minimi dettagli quali saranno le ragioni della grande attesa che sprigionano questi quarti di finali.

Decimo sigillo. Non sarà un weekend per numeri 1 quello di Clermont Ferrand, nel cui palazzetto “Zenith Grande Halle d’Auvergne” verrà ospitata la sfida tra la Francia e la Spagna. Dopo il forfait di Rafa Nadal, è giunta nella giornata di venerdì scorso anche quello di Jo-Wilfried Tsonga, primo singolarista transalpino, che ha accusato un risentimento al tendine rotuleo dopo il match contro Andy Murray – a Wimbledon – tale da spingerlo ad un precauzionale riposo. Il suo posto, dopo diversi tentennamenti, è stato preso dal redivivo Gilles Simon – con Jeremy Chardy primo sostituito – che si era in un primo momento chiamato fuori, salvo accettare la richiesta di Guy Forget, trovatosi con poche frecce selezionabili dalla sua pur fornita faretra (anche Gasquet e Mathieu non erano convocabili). Non sarà comunque questa rinuncia a rendere meno equilibrata la sfida che, nei progetti del quartetto di Albert Costa, dovrebbe costituire il decimo successo consecutivo dell’invincibile armata iberica, mentre i transalpini si augurano di interrompere la striscia di cinque sconfitte consecutive che fa pendere la bilancia dei precedenti nettamente in favore degli spagnoli (1-5). E se il capoluogo della regione dell’Alvernia sarà una nuova Deauville, dove nel 1923 i francesi sconfissero la Spagna, molto dipenderà quindi da Gael Monfils, che, da numero 1 della squadra di casa, dovrà mettere la sfida sui binari giusti. Il terreno indoor, ma soprattutto l’atmosfera casalinga, potrebbe esaltarlo, unitamente alle vittorie che ha ottenuto sui due presumibili singolaristi iberici, Fernando Verdasco e David Ferrer, contro cui vanta un unico incontro, vittorioso, in tutta la carriera, sempre nel 2008, sempre in terre di lingue francese (Roland Garros contro Ferrer, MonteCarlo contro Verdasco), anche se sono cambiate tante cose da allora. Diversa la situazione per Julien Benneteau, che con ogni probabilità rivestirà il ruolo di secondo singolarista – dopo il brillante esordio contro i tedeschi nello scorso marzo, in cui ha contribuito ad assicurare alla propria squadra ben due punti – sebbene sia differente il passato convissuto con i due protagonisti della legione iberica: 3 sconfitte su 3 contro Verdasco, un equilibrato 3-3 contro Ferrer, con ben due successi sue due tentativi sul terreno veloce. Sarebbe una buona notizia, se Ferrer dal canto suo non veleggiasse forte di una serie di vittorie consecutive in Davis Cup che ha raggiunto quota 8, mentre in qualche sconfitta è incappato Verdasco, l’eroe di Mar del Plata nella finale del 2008, che dovrebbe anche fare coppia con Feliciano Lopez nel doppio, dove però la presenza di Michael Llodra potrebbe essere decisiva per la causa francese. Il trentenne parigino sta inoltre attraversando un buonissimo stato di forma, per cui non è da escludere anche un suo eventuale impiego nei singolari. La squadra francese, dopo la rinuncia di Tsonga, è un piccolo cantiere in via definizione, dal canto loro gli spagnoli, pur privi di Nadal, paiono ben più decisi nella propria strategia – col quarto uomo Almagro che resterà probabilmente a guardare: per tale ragione questi ultimi si lasciano preferire in sede di pronostico, pur permanendo forti i crismi dell’incertezza.

Un altro miracolo nelle “terre fredde”? Piuttosto eretico parlare climaticamente di qualcosa che non ricordi l’accalorata stagione che stiamo vivendo, eppure ben diverse erano le condizioni meteorologiche lo scorso mese di marzo, quando l’Argentina andò a vincere un incontro insperato in Svezia, grazie alla “toccata e fuga” di David Nalbandian, presentatosi meno di 24 ore prima del via della contesa e decisivo nella vittoria dell’Albiceleste. Verrà meno l’effetto a sorpresa, questa volta, quando la formazione di Tito Vazquez dovrà nuovamente fare rotta verso il nord-Europa, per fermarsi questa volta a Mosca, nello Stadio Olimpico, dove ad attenderli c’è l’eterno Shamil Tarpishev con il suo quartetto. Oltre al fattore campo ed ad una squadra più insidiosa rispetto a quella scandinava, gli argentini dovranno anche fare i conti con la scaramanzia. Perché i russi, tutte le volte che hanno affrontato i sudamericani, in casa, hanno poi vinto la competizione e questo avvenimento, per ora avveratosi nel 2002 e nel 2006, si è ripetuto con perfetta rigorosità, come si auto-evidenzia, ogni quattro anni. Ed inoltre, le condizioni di Nalbandian, fermo da MonteCarlo, sono ancora tutte da valutare: con lui la caratura della squadra assumerebbe ben altro valore. Basti pensare che Davydenko, contro i restanti componenti della squadra argentina, non ha disputato alcun incontro, mentre Mikhail Youzhny ha finora affrontato soltanto una volta, battendolo, Horacio Zeballos – a Mosca, lo scorso anno – essendo pure lui a secco di confronti con Leonardo Mayer, che dovrebbe fungere da primo singolarista della formazione di Vazquez, e Eduardo Schwank. Una partita che lega il suo interesse ad un unico fattore: con Nalbandian, in vantaggio 3-1 negli scontri diretti indoor con Davydenko e 6-5 in generale, l’Argentina potrebbe avere delle chances altrimenti impensabili, per cui è necessario capire bene quali siano le condizioni di David, divenuto fattore fondamentale della sua formazione, già falcidiata dalla lungodegenza di Juan Martin Del Potro. Dal canto loro i russi possono contare sul reintegrato Davydenko, assente dal 2008, proprio dalla trasferta in Argentina, e su uno Youzhny che nelle sfide casalinghe vanta un bel record di 6 vittorie e 1 sconfitta in singolare, col solo rovescio subito da Fernando Gonzalez nel lontano 2005. A Teimuraz Gabashvili, reduce da un brillantissimo periodo, e Igor Kunitsyn l’onore di completare la rosa della formazione che con ogni probabilità si qualificherà per la semifinale.

Passione nei Balcani. Sarà la citta di Spalato a ospitare quello che si candida ad essere il quarto di finale più interessante, sia per l’equilibrio sia per le implicazioni politiche che un match come Serbia-Croazia riserva. E, purtroppo, non sono solo parole di circostanza, perché già la sola scelta del campo, la Spaladium Arena di Spalato, ha suscitato non poche polemiche: tra i più accesi ci fu lo stesso capitano della Serbia, Bogdan Obradovic, che avrebbe preferito che l’incontro di cartello fosse ospitato nella “più pacifica” Zagabria, visto che la città dalmata è spesso e volentieri scenario di episodi di violenza, soprattutto legati ai sostenitori delle squadre calcistiche della città. Cadute nel silenzio le parole di Obradovic – mitigate peraltro dallo stesso Novak Djokovic – un altro problema che si è creato è stato quello legato alla mancata presenza, quantomeno sulla panchina serba, di Niki Pilic, consigliere della squadra di Belgrado dal 2007, che aveva chiaramente detto da subito che non avrebbe ottemperato al suo incarico nel caso in cui Djokovic e compagni fossero stati chiamati a giocare a Spalato, la città che gli diede i natali 71 anni fa. Nonostante queste premesse, di natura meno pericolosa dell’incidente che costò l’espulsione a 150 tifosi delle due nazionalità nell’immediata vigilia del match tra il serbo Ilija Bozoljac e il croato Marin Cilic durante l’Australian Open del 2007, non è da sottovalutare le emozioni che un incontro come questo potrebbe suscitare, visto il valore dei giocatori in campo. Certamente i croati non stanno attraversando un periodo roseo, vista l’eliminazione al primo turno nel torneo di Wimbledon di Marin Cilic e di Ivan Ljubicic, che torna a rispondere ad una chiamata del capitano Goran Prpic a distanza di tre anni dall’ultima occasione: chiudono il quartetto, come nel precedente impegno, Ivan Dodig e Antonio Veic, mentre nel ruolo di sparring partner sono comunque presenti Ivo Karlovic e Nikola Mektic. Se Zagabria piange, non ride di certo Belgrado, presa dai dolori del giovane Novak Djokovic, oggi tornato alla seconda posizione della classifica mondiale, sebbene pecchi sempre nei momenti importanti, e dalle incertezze di Viktor Troicki, mentre Janko Tipsarevic ha sì fatto finale a Hertogenbosch, ma in mezzo a mesi di vuoto assoluto. Bene sta Nenad Zimonjic, dall’alto della classifica mondiale di doppio, ma il suo apporto si limiterà appunto alla specialità a coppie, con Ilja Bozoljac, involontaria causa scatenante dello scontro sopra riportato, a ricoprire il ruolo di prima riserva. La totale parità nei valori in campo si trascina perfino nell’analisi dei precedenti, dove Marin Cilic vanta un record perfetto contro Viktor Troicki (4-0), mentre è a secco contro Novak Djokovic (0-4), e Ivan Ljubicic, pur sotto con Djokovic per 5-2, è 2-2 contro Troicki – sempre che siano questi i singolaristi, ma l’unica possibile modifica dovrebbe riguardare un eventuale inserimento di Tipsarevic al posto di Viktor. Valutando poi che la presenza di Zimonjic in doppio favorirà i serbi nella giornata di sabato e che il catino infuocato della Spaladium Arena darà una mano ai campioni dell’edizione 2005 della Davis Cup, si può dire che l’esito dell’incontro tra Croazia e Serbia è al di sopra di ogni pronostico. Che vincano i migliori.

Cambio di programma.
Quando il tabellone fu composto, nello scorso mese di marzo, quello tra Repubblica Ceca e Cile sembrava l’incontro più scontato, perché i cechi, forti di due singolaristi del livello di Tomas Berdych e Radek Stepanek, avrebbero potuto facilmente disporre di un Cile che poteva fare affidamento su un unico giocatore di un certo spessore, Fernando Gonzalez. Quante cose sono cambiate da allora! Berdych si è effettivamente consacrato come una delle maggiori attrazioni del circuito ATP, mentre Stepanek e Gonzalez sono ai margini dei palcoscenici del tennis che conta. Eppure la sorte li riunisce nella defezione che i tre hanno dato all’evento che avrà luogo nell’”Enjoy Tennis Center” di Coquimbo, scompaginando quindi tutti i pronostici che erano stati forniti allora. Nicolas Massu dovrà quindi assumersi tutte le responsabilità, nel quartetto capitanato da Hans Gildemeister, e provare a respingere gli assalti apportati da Jan Hajek e Ivo Minar, i due singolaristi che quasi certamente verranno scelti da Jaroslav Navratil per provare a regalare una nuova semifinale alla Repubblica Ceca. Nomi che non lasciano comunque tranquilli i tifosi cechi, data la scarsa dimestichezza che i due vantano nella coppa internazionale a squadre, unita a record tutt’altro che lodevoli: 1-2 quello di Hajek, 0-2 quello di Minar, che ricordiamo aver scontato una squalifica per doping di 8 mesi tra luglio 2009 e marzo 2010. Un’esperienza davvero limitata, se paragonata a quella di Nicolas Massu, il cui esordio si perde addirittura nel 1996 e nel frattempo ha già fatto in tempo ad inserire nel suo palmares 32 vittorie e 18 sconfitte (22-9 in singolare); resta invece da valutare se, come numero 2, Gildemeister preferirà sfruttare la maggiore freschezza atletica di Jorge Aguilar, che sarebbe al suo esordio in un match di singolare valido ai fini della qualificazione, oppure l’esperienza di Paul Capdeville, che insieme dovrebbero formare la coppia di doppio, nettamente sfavorita contro il top-ten del ranking mondiale di categoria Lukas Dlouhy e il trentaquatrenne Frantisek Cermak. Chiuderà il novero dei convocati cileni il giovane Cristobal Saavedra-Corvalan, unico degli otto alla prima chiamata, che spera di poter scendere in campo, magari quando il risultato finale sarà già definito. Sperano invece, in Cile, di poter dare seguito alla propria corsa, che da prevaricata si è improvvisamente rivelata molto più agevole; un popolo in cerca di riscatto, dopo il disastroso terremoto dello scorso febbraio, che si augura che i propri beniamini con la racchetta arrivino fin dove la nazionale di calcio, pur valorosissima, non è riuscita a giungere ai Mondiali di calcio in Sud Africa. A proposito di Mondiali: Fernando Gonzalez, dopo aver assistito ad alcuni degli incontri della suddetta manifestazione, ha deciso di unirsi ai suoi compagni, sebbene sia in fase di recupero dal problema al ginocchio che lo ha attanagliato. Cercherà di sosternerli, affinchè ripetano quanto fatto dai propri avi 43 anni fa, quando riuscirono nell’impresa di sconfiggere la Cecolosvacchia di un giovanissimo Jan Kodes per 3-2 a Praga.

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