QUATTRO RAGAZZI E QUATTRO RAGAZZE

I tornei di singolare juniores arrivano alla stretta finale. Nelle semifinali pochi superstiti tra i favoriti, nessuno tra i francesi dopo la sconfitta di Mina. Tre quindicenni sorprendono tra le ragazze, mentre il torneo maschile è esclusiva dei nati nel 1992
giovedì, 3 Giugno 2010

Parigi 3 Giugno 2010 – E’ proprio il Roland Garros delle sorprese. Così come i tornei principali, anche i tornei juniores lasciano poco spazio ai giocatori più noti, e d aprono opportunità a tennisti meno esposti a livello di immagine.

E’ vero che fare pronostici nei tornei juniores è molto complesso, anche a causa del valore molto limitato del ranking. Ma trovare una sola testa di serie in gara in ciascuno dei due tabelloni di singolare, e nessun semifinalista in comune con l’Australian Open ci sembrano dati sufficienti per parlare di tabelloni sorprendenti. Andiamo a scoprire gli otto semifinalisti (ovviamente quattro ragazzi e quattro ragazze). Partiamo dal tabellone maschile e dalla sconfitta del favorito di casa.

Chi la fa l’aspetti. Il nome più noto, fra i singolaristi ancora in gara, era quello del transalpino Gianni Mina. Il giovanotto che a molti ricorda Monfis cercava la rivincita per la finale persa lo scorso anno contro Daniel Berta (eliminato in apertura quest’anno), ma le sue speranze si sono infrante contro un’altra, meno attesa, rivincita, quella di James Duckworth (nella foto). Di che parliamo? La sfida tra due diciottenni, l’australiano, numero 1036 del mondo, e il francese 655, era già andata in scena proprio nei quarti di finale dell’Australian Open. Un netto 6-2 6-4 per Mina che di certo non sorprese quasi nessuno, visto il pedigree del francese. Ma evidentemente James si è legato al dito la sconfitta davanti al pubblico di casa, ed ha atteso con pazienza il momento per la più crudele vendetta. Con l’aiuto del tabellone, la vendetta è stata servita con perfezione quasi chirurgica. Sconfitta di fronte al proprio pubblico, nello stesso turno, e quasi con lo stesso punteggio: 6-3 6-4. Non crediamo che Gianni si aspettasse che il suo torneo, iniziato al cospetto di Rafa Nadal, terminasse contro l’australiano che si ispira ad Andy Murray. Con Mina lascia il Roland Garros la Francia al termine di un’edizione disastrosa in tutti i tornei di singolare.

Niente Slam. Anche l’altro finalista dell’Australian Open, il vincitore Tiago Fernandes, ha dovuto abbandonare il torneo del Bois de Boulogne, e le (timide) speranze di Grande Slam. Numero 5 del tabellone, il brasiliano si è arreso per 7-6(9) 6-1 contro l’argentino Agustin Velotti, novanta posizioni avanti nella classifica ATP assoluta (610 contro 700). Il punteggio ci comunica chiaramente che tutto si è deciso nel primo set, una battaglia estenuante al termine di un set senza break. Persa la battaglia, il brasiliano si è apprestato a perdere anche la guerra, cedendo nettamente il secondo set dopo avere sfiorato il break in apertura. Velotti affronterà in semifinale proprio Duckworth.

Tabellone sudamericano. Oltre ai due tennisti già menzionati, il tabellone presentava altri due sudamericani “ufficiali” a cui va aggiunto l’argentino Andrea Collarini che pure scende in campo con la bandiera a stelle e striscie. E proprio grazie ad Andrea gli stati uniti rimangono in gara in un Roland Garros avaro di gioie. Collarini ha superato l’argentino Renzo Olivo in un incontro tra oriundi italiani. Olivo, più rodato a livello junior, ma indietro nel ranking ATP (905 contro 669), è partito benissimo, salendo 6-1 3-1 prima di accusare una crisi fisica a causa del calore che lo ha portato al tracollo. Da 3-1 a 3-6 2-5 per l’avversario. Su questo punteggio, ad un solo game della sconfitta Olivo si è ritirato.

L’avversario di Collarini sarà Duilio Beretta, numero 9, che ha faticato le proverbiali sette camicie per estromettere Mate Pavic. E dire che il peruviano sembrava destinato ad una rapida vittoria. Messo in cascina il primo set per 6-2, rimontava infatti un parziale di 0-3 portandosi a servire per il match sul 5-3. Persa l’occasione e il secondo set al tie-break, Beretta si riportava avanti fino al 4-1 per subire l’ennesima rimonta. Ma tutti gli sforzi del croato sono serviti solo a ritardare la sconfitta. Alla fine Beretta ha prevalso per 6-2 6-7 8-6. Con lui le semifinali diventano un’esclusiva dei nati nel 1992.

Cade la regina di Portorico. Almeno fino a stamane, il torneo femminile appariva più fedele alle gerarchie di quello maschile. Erano infatti ancora in gara la numero 1 Monica Puig, e la numero 3 Irina Khromacheva, ma solo la seconda è riuscita a raggiungere le semifinali, mentre la portoricana si è dovuta arrendere per 6-0 3-6 6-3 contro la meno quotata Silvia Njiric, esplosiva nel primo set ma anche brava a rintuzzare la rimonta della più esperta coetanea. La sedicenne Silvia supera finalmente i quarti di finale di uno slam junior, turno in cui si era fermata in Australia nel 2010 e a Wimbledon e Roland Garros 2009.

Fuori la Capra. L’avversaria della Njiric sarà un’altra sorpresa, la quindicenne ucraina Irina Svitolina, che a livello assoluto si è finora esibita solo nella nativa Kharkiv. La 1096 del mondo ha oggi interrotto una serie di 15 vittorie consecutive della ben più matura (ha già compiuto diciotto anni) Beatrice Capra, statunitense di evidenti origini italiane. 6-2 4-6 6-3 il punteggio per la slava, che ha controllato con una certa autorevolezza il punteggio, fatta l’ovvia eccezione del secondo set.

Quindicenni a confronto. Altra sorpresa la qualificazione della quindicenne tunisina Ons Jabeur, che ha disposto con relativa facilità della diciassettenne statunitense Sloane Stephens, che è alle soglie delle prime 300 posizioni mondiali. 6-3 6-4 il punteggio per la maghrebina, sempre avanti nel punteggio in entrambe le partite grazie al suo gioco intelligente che ha intrappolato i muscoli dell’avversaria.

Per la tunisina ora ci sarà la numero 3 del tabellone, Irina Khromacheva (priva però di ranking WTA assoluto). Una sfida tra quindicenni a cui si arriva dopo la vittoria per 6-3 6-3 della russa sulla spagola Maria Teresa Torro-Flor, numero 328 del ranking assoluto. A differenza del torneo maschile dominato dal sudamerica, il baricentro geografico del torneo femminile è quindi l’est europeo, che porta ben tre giocatrici in semifinale, con l’eccezione della Jabeur.


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