QUINZI, QUANDO L’EDUCAZIONE DIVENTA UN OPTIONAL

TENNIS – Polemiche e veleni nel tanto atteso derby al challenger di San Marino. Un match, quello tra Filippo Volandri e Gialuigi Quinzi che premia il toscano nel punteggio e che mostra la parte dei nostri giovani che mai vorremmo vedere. Dure le parole del veterano livornese nei confronti del 17enne.
mercoledì, 7 Agosto 2013

Tennis, San Marino – Sarà il troppo vigore derivante dalla vittoria a Wimbledon, sarà l’attenzione delle telecamere catapultategli in casa sarà perché è ancora il pupillo di Nick Bollettieri, sta di fatto che il nostro piccolo campione Gianluigi Quinzi sta davvero mostrando il peggio di sé. La scorsa settimana si è permesso, durante un’intervista riportata dalla Gazzetta, di sparare a zero sul numero uno del mondo Novak Djokovic insinuando dubbi circa i suoi veloci recuperi tra un torneo e l’altro e circa le sue incredibili prestazioni fisiche. E finchè c’è di mezzo un professionista come Djokovic, che si fa una risata e se ne dimentica nel giro di 5 minuti, può anche andargli bene visto che di acqua sotto i ponti ne deve ancora passare prima di vedere Gianluigi competere ad un certo livello e con un certo impegno mentale oltre che fisico. Capirà. Ma quando ti trovi a giocare un challenger contro un compagno che, seppur divisi da 15 anni di differenza, ha fatto tanta gavetta e ha sudato sette camice per rimanere a galla in uno sport duro e difficile nel quale affermarsi allora il discorso cambia.

Nel tanto atteso derby azzurro di ieri al Challenger di San Marino il livornese Filippo Volandri si è imposto su Quinzi con il punteggio di 6-3, 3-6, 6-3 in un match che oltre a qualche colpo interessante ha mostrato in primis veleni e polemiche, non solo tra gli sfidanti in campo ma anche tra i rispettivi box ed il pubblico schierato dall’una o dall’altra parte. Qualche episodio controverso contribuisce ovviamente ad accendere il fuoco. L’episodio che accende la miccia è una palla fuori chiamata a Volandri che accetta il verdetto del giudice di sedia ma non dimentica e al cambio campo si precipita a controllare il segno della palle, notevolmente ‘in’ e si infuria. Nulla di trascendentale, il solito Volandri, ma il giovane Quinzi non ci sta e inizia a inviare sguardi furbi ed auto-incitarsi con continui e fastidiosi “Vamos!” diretti platealmente all’avversario, con il sostegno di una parte di pubblico che augurava robe e lanciava improperi della peggio specie a Volandri. Non che il livornese si sia comportato in modo tale da placare gli animi quando ha urlato a Medica, coach di Gianluigi qualcosa del tipo: “Gliela insegni tu l’educazione al ragazzino o ci penso io?”.

Ad un set pari, come se non bastasse, ci si mette anche la corrente elettrica. A metà della terza partita saltano infatti le luci e l’impianto rimane semi-illuminato, condizione che di certo non favorisce i giocatori. Volandri chiede all’arbitro una sospensione del match, cosa non gradita dal pubblico che aumentail sound dell’insulto quando Quinzi si posiziona per continuare comunque il match senza prendersi la briga di avvicinarsi per chiedere spiegazioni. A tutto ciò segue un colorito scambio di opinioni mentre Medica si appresta a ‘richiamare’ il suo atleta quando la situazione sta per diventare insostenibile e il 17enne inizia a lamentarsi vistosamente ed inopportunamente della perdita di tempo.

Certo che tutti avrebbero gradito un rimprovero leggermente prima del terzo set, magari per evitare l’incattivirsi di una così bella partita. Ripristinata l’illuminazione il match prosegue e l’esperienza e il sangue freddo (o raffreddato dal coach) di Volandri fanno la differenza, consentendogli di portare a casa il match della discordia. L’ultimo atto vede l’intervista post match del livornese che ad una breve analisi della partita aggiunge: “Quinzi gioca molto bene, se non arriva tra i primi dieci è un fallimento per lui. Basta che impari un po’ di educazione andrà alla grande”.


10 Commenti per “QUINZI, QUANDO L’EDUCAZIONE DIVENTA UN OPTIONAL”


  1. ValerioS ha detto:

    Bellissima favola raccontata nell’articolo complimenti all’autore…

  2. Consuelo Motta ha detto:

    Grazie al cielo ognuno ha la libertà di scrivere quello che pensa, come ognuno di voi ha la libertà di commentare facendo lo stesso. L’accaduto è chiaro a tutti, se i punti di vista su un determinato fatto sono differenti non per forza qualcuno deve avere ragione e l’altro deve avere torto.

  3. marco ha detto:

    Azionare il cervello prima di scrivere o contare fino a 10 no eh ? informarsi neanche vero ?

  4. MarcoD ha detto:

    Ma chi è la sorella di Volandri che ha scritto l’articolo?!? Mai sentite tante idiozie, soprattutto sul fatto che Volandri abbia sudato sette camice..la sua storia è l’esatto contrario, un talento immane sprecato per mancanza di dedizione..si fosse allenato sul serio parleremmo di uno che poteva vincere il Roland Garros..è proprio vero che internet da proprio a tutti una possibilita

  5. Consuelo Motta ha detto:

    Si, infatti mi ha arricchito 🙂
    Volandri ha davvero poco da dare al tennis italiano ormai,se ci si ‘accanisce’, in un certo senso, contro Quinzi è perchè vorremmo ‘aggiustarlo’ già da adesso viste le sue grosse potenzialità e la sua forza. Se questo non si evince dal pezzo mi dispiace.

  6. The Boss ha detto:

    Ma il “giornalista” è stato pagato da Volandri?
    Articolo osceno ed in palese malafede per i toni usati.

  7. Selene ha detto:

    piano Gianluigi che a rovinarsi ci vuole un attimo!!!

  8. enri ha detto:

    Nonostante non abbia visto la partita, mi pare un articolo parecchio fazioso, cosa che evinco dai toni esagerati nella descrizione di taluni episodi e atteggiamenti, a mio parere non cosi gravi.

  9. tennisfan ha detto:

    versione distorta di quanto avvenuto

  10. fabio ha detto:

    Parole sacrosante di Volandri!! Io c’ero e confermo tutto l’accaduto! Cmq Quinzi gioca veramente bene, speriamo non inciampi per strada…! ! Forza Filo!


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.