RACCHETTOPOLI, CHE NATALE CI ASPETTA?

A gennaio dovrebbe arrivare la chiusura delle indagini preliminari, forse in estate i primi rinvii a giudizio. Bolelli intanto si chiama fuori e si aspettano gli interrogatori degli stranieri. Sarà un Natale di sorprese?
lunedì, 8 Dicembre 2014

TENNIS – A ottobre la pubblicazione delle prime intercettazioni. Lì, tra le altre, spuntò anche quella parola, “crema”, indicata quale sinonimo di partita da taroccare. Ebbene da “crema” alla Procura di Cremona il percorso è stato breve. E breve potrebbe essere anche il tragitto verso la chiusura delle indagini preliminari dell’inchiesta sulle presunte combine nel mondo del tennis. In ottobre, i più ottimisti indicavano Natale quale data di riferimento. Due settimane fa eravamo passati a gennaio inoltrato. E gennaio inoltrato viene confermato oggi: ciò significa che le richieste di rinvio a giudizio potrebbero arrivare in estate. Dunque sono questi i tempi per quella che è stata ribattezzata “Racchettopoli”, ossia la costola dell’inchiesta sul calcioscommesse che coinvolge altri “mondi” all’infuori di quello del Pallone e che al momento mette sul banco una decina di indagati.

E’ un Natale particolare quello che si avvicina. Un Natale tra intercettazioni, indagini e audizioni. Un Natale che, per quanto concerne Simone Bolelli, potrà essere sereno. Almeno da ciò che si apprende circa la deposizione rilasciata dal bolognese venerdì scorso al pm Roberto Di Martino. Secondo quanto riportato dalla “Gazzetta dello Sport”, il giocatore sarebbe riuscito a dimostrare la propria estraneità al sistema, o all'”associazione” come viene chiamata dagli inquirenti. Dunque, nel 2007, l’allora 22enne Bolelli non ebbe contatti con nessuno per taroccare i match. Di questo passo il giocatore, che venerdì era accompagnato dall’avvocato Bruno Catalanotti e che ha sostenuto di non aver mai scommesso in vita sua, va verso l’archiviazione.

Bolelli è spuntato fuori dalle conversazioni tra il commercialista dell’ex calciatore Beppe Signori, Manlio Bruni, e Daniele Bracciali, con il primo che avrebbe chiesto all’altro di chiamare in causa il giocatore. Circostanza però negata da Bracciali nel suo interrogatorio. “Se accetta siamo a posto per i prossimi dieci anni”, dice invece Bruni in un’altra intercettazione.

Da chiarire restano ancora le posizioni nella vicenda dello stesso Bracciali, di Potito Starace e dello svedese Tomas Nydahl, spesso citato. Detto di Bracciali, Starace ha sempre negato qualsiasi ipotesi di combine. I match sospetti sarebbero l’oramai famosa finale di Casablanca, nel 2011, contro Andujar, e il primo turno al torneo di Barcellona dello stesso anno, contro Traver. Per quanto concerne Nydahl, invece, sempre da quanto si apprende dalla “Gazzetta dello Sport”, Di Martino sta studiando la possibilità di ricorrere a rogatorie internazionali per ascoltare sia il giocatore, chiamato “Il Maestro” da Bruni, che gli altri stranieri indicati in sms e chat. E, in questo caso, potrebbe anche essere un Natale all’insegna delle sorprese.


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