RACCHETTOPOLI, L’INCHIESTA ENTRA NEL VIVO

Ascoltato nei giorni scorsi Daniele Bracciali. "Ha ammesso alcune cose, ne ha negate altre", riferisce il pm Di Martino. E si apre il fronte stranieri: tra le audizioni quella di Tomas Nydahl. Sorprese in vista?
giovedì, 6 Novembre 2014

TENNIS – Il caso scommesse nel tennis, battezzato con italica efficacia “Racchettopoli”, è un gran mal di testa. Emicrania continua nel seguire questo complesso universo. E a nulla è servito, nei giorni scorsi, che qualcuno parlasse di prescrizione, estinzione del reato, che nel tennis oggi subentra dopo otto anni, ma che prima della riforma arrivava a cinque anni e l’innalzamento della soglia non è retroattivo. Una vicenda che prende ora slancio dall’audizione di un giocatore (Daniele Bracciali) e che potrebbe vedere il coinvolgimento di diversi tennisti stranieri (lo svedese Tomas Nydahl su tutti). Facciamo il punto.

La novità. Nell’audizione di qualche giorno fa dinanzi al pm Roberto Di Martino, l’ex azzurro di Davis ha negato qualsiasi coinvolgimento nello scandalo delle partite combinate. Fino a ieri, ragionavamo esclusivamente sul filone d’inchiesta relativo al 2007: gli eventuali reati, dunque, sono già caduti in prescrizione per quanto concerne la giustizia sportiva. Tuttavia, come riportano stamani anche i quotidiani italiani, nelle carte della Procura di Cremona esistono trascrizioni di sms inviati o ricevuti dal cellulare di Bracciali ai commercialisti Manlio Bruni (ascoltato ieri per sei ore) e Francesco Giannone, anche loro al centro dell’inchiesta, datati 2011. Pertanto ancora perseguibili, come indicato dalla normativa sportiva. Proprio al 10 aprile 2011 risalirebbero i messaggi in cui si parlerebbe della finale di Casablanca tra Potito Starace e Pablo Andujar.

E dal giocatore sarebbero arrivate parziali ammissioni. Così ha dichiarato lo stesso Di Martino all’Associated Press: “Ha ammesso alcune cose, ne ha negate altre”. E, tra quelle negate, si parla proprio del coinvolgimento di altri tennisti. Eppure nelle intercettazioni viene riportato anzitutto il nome di Nydahl (“Nidalone”, nelle conversazioni), la cui ultima partita da giocatore risale al 21 agosto 2000. E non è detto che lo svedese sarà l’unico straniero a essere sentito. Anzi. Dunque sorprese in vista? “Nel tennis – ha detto ancora il pm – è stato raggiunto un livello mondiale”.

Tanto che, sempre sulle carte, i nomi che si leggono sono tanti e altisonanti. Bruni, ex commercialista di Beppe Signori, cita ad esempio Philipp Kohlschreiber ma anche il numero uno del mondo Novak Djokovic. Circostanza, quest’ultima, riportata quasi con sdegno dai media serbi. Nole e il tedesco restano soltanto presenti nelle trascrizioni. Nulla più.

L’inchiesta prosegue. Cremona resta il fulcro dell’inchiesta sul caos scommesse. E da Cremona quell’inchiesta entra nel vivo. “Fare subito luce su quanto accaduto”, l’ordine perentorio dei vertici della federtennis. Giustizia ordinaria e sportiva che si intrecciano. Audizioni, parziali ammissioni e nomi su nomi, che vengono fuori da pc e smartphone. Mentre si prospetta un Natale caldissimo sul fronte delle indagini.


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