RADEK STEPANEK: “SAREI SORPRESO SE QUALCHE TENNISTA SI DOPASSE”

Secondo il ceco ex numero 8 del mondo è difficile sfuggire alla severità di controlli cui deve sottoporsi un tennista: “Non ho idea di come si possano assumere sostanze dopanti senza essere beccati”.
giovedì, 25 Febbraio 2016

Tennis – A 37 anni Radek Stepanek non pensa minimamente al ritiro. Il tennista ceco è da poco tornato insieme alla ex moglie Nicole Vaidisova, venendo meno alla posizione che lui stesso aveva preso quando il rapporto con la connazionale si era interrotto: “Non starò mai più con una collega”. Adesso, intervistato da puntodebreak.com, fa una considerazione più morbida: “Nella vita non si sa mai. Avevo detto quelle parole senza pensarci. Ero arrabbiato” dice. Ma il buon Radek si prende tutto il tempo che gli serve anche per parlare del suo sport, il tennis e del suo amico Novak Djokovic, non tirandosi indietro nemmeno quando gli argomenti sono il doping e il caso scommesse.

Il tennista nato a Karvina, attualmente, sta giocando più tornei di doppio che di singolare e per lui le competizioni individuali sono diventate un puro divertimento: “Sono sceso molto in classifica, quindi non mi viene facile andare avanti nei tornei”. Ma c’è ancora qualcuno che lo considera forte e competitivo, soprattutto quando ci si avvicina alla rete. È il numero 1 del mondo Novak Djokovic, che recentemente ha detto che Stepanek è ancora il miglior giocatore di volo in circolazione: “È molto bello sentirlo dire da un numero 1 che praticamente non ha punti deboli. Mi è piaciuto leggere quelle parole anche perché ci siamo allenati spesso insieme. E mi piace pensare anche che quei momenti passati in campo gli siano serviti a raffinare il suo gioco. Al momento nessuno colpisce la palla come lui”. Poi il numero 37 del mondo esagera: ”Il suo dominio è il più grande della storia del tennis”.

Così si arriva all’argomento doping, una questione sempre molto scottante. E per un veterano come Radek Stepanek arriva il tempo dei confronti con il tennis di 15 anni fa: “Sarei sorpreso di vedere un giocatore di tennis che si dopa. I controlli sono molto severi e non ho idea di come si possa riuscire a sfuggire. Ad ogni modo, per me il doping è una enorme frode”. Chiaramente il tennis è cambiato rispetto a 15 anni fa, ora è molto più fisico: “È vero, ci sono stati molti progressi nella preparazione, nella fisioterapia. I giocatori oggi possono recuperare con più facilità e hanno livelli di prestazioni molto più alti rispetto a una volta”.

E questo porta spesso a pensare che qualcuno abbia fatto ricorso a sostanze proibite per incrementare le proprie di prestazioni. Ma il tennista ex numero 8 del mondo liquida immediatamente la questione: “È una domanda mi viene posta ogni volta che un tennista si infortuna per sei mesi e poi torna a giocare più forte di prima. Ma secondo me sono solo speculazioni. Se non ci sono prove contro di lui non è per niente giusto fare questo tipo di discorsi”.

Si parla di doping e di frodi. Inevitabile anche una riflessione su quanto successo a inizio anno, con l’inchiesta della BBC sulle partite truccate. La posizione di uno dei protagonisti della vittoria in Coppa Davis della Repubblica Ceca, stagione 2012, ha una posizione particolare: “Penso che siano tutte chiacchiere. Non credo che per certi giocatori sia positivo vedere il proprio nome associato a delle partite truccate senza alcuna prova a sostegno. Se invece le prove ci sono, allora è necessario che si dica tutto: quali sono i giocatori, quali le partite in questione e quanti soldi sono stati puntati su quei risultati concordati”. Giudizio netto. Meno netto quello sul lavoro dell’Atp: “Spero sia vero che stanno facendo delle ricerche in merito. Noi tutti vogliamo uno sport pulito. Per questo se ci sono tennisti realmente coinvolti vanno banditi a vita da questo mondo”.

Infine una considerazione sul giocatore più carismatico della storia del tennis: “Adoravo John McEnroe, Jimmy Connors e Andre Agassi. Ma anche Marat Safin aveva una grande personalità e un certo carattere. Tuttavia, quando ero piccolo apprezzavo molto Ivan Lendl, che era l’esatto contrario. Molto concentrato, disciplinato, con una faccia da giocatore di poker e un istinto assassino che metteva paura. Adesso ci sono molti giocatori divertenti. Il tennis è molto più seguito nel mondo e gli spettatori meritano spettacolo. Il giocatore che sa intrattenere il pubblico sarà sempre il mio preferito”.

Foto: Radek Stepanek (www.zimbio.com)


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