RAFA E I 13 DISPIACERI SULLA TERRA ROSSA

TENNIS - Una speciale classifica stilata da Tennis.com che ha voluto ordinare per importanza e clamore generato le 12 sconfitte patite dall'iberico mancino in carriera sulla amata terra rossa. Con in aggiunta quella fresca fresca sopraggiunta ieri a Barcelona
domenica, 27 Aprile 2014

Tennis. Terra tanto amata quanto temuta ed odiata dai suoi avversari. Terra che ha riservato tante, immense gioie. Terra che per molto, molto tempo è stata sinonimo di un solo ed unico nome. Rafael Nadal è di sicuro uno dei più grandi tennisti dell’era moderna, un’atleta completo che ha trionfato su quasi tutte le superfici, ma che ha cominciato a suggellare il suo status di campione riempiendo la sua bacheca di Manacor di titoli vinti su terra rossa. Per lui un parziale maturato di 274 vittorie sul mattone tritato a fronte di sole 13 sconfitte. Per questa volta però ci concentreremo proprio su queste ultime, l’ultima delle quali arrivata un paio di giorni fa a Barcelona ultimo feudo maiorchino a cadere in questa stagione finora con più bassi che alti per il mancino numero uno del mondo. Difatti le ultime due battute d’arresto dell’iberico a Montecarlo ed ora in Spagna ci danno il la per andare a rivisitare tutte e 13 le cadute del gigante spagnolo sull’amata superficie. Ci viene in soccorso il sito Tennis.com che ha stilato uno speciale ranking mettendole in ordine crescente per importanza e clamore suscitato perché ogni volta che il mancino capitola sulla terra il mondo tennistico quasi si ferma. Eccole dunque tutte dalla prima all’ultima con l’aggiunta della più recente patita per mano di Nicolas Almagro.

12. Gaston Gaudio, quarti di finale Buenos Aires 2005. 0-6 6-0 6-1. Risale a nove anni fa il primo passaggio a vuoto di un Rafa giovane e con tanta voglia di mangiare il mondo intero. Il mancino non era ancora un campione affermato, il suo sfidante, l’argentino Gaudio, aveva vinto a Parigi l’anno precedente. Per di più quest’ultimo giocava in casa dunque non deve sorprendere il modo in cui il sudamericano ha ribaltato l’esito del match. Nulla da fare allora per Nadal non ancora soprannominato Re della Terra, sebbene quel 6-0 del primo set avesse fatto immaginare già qual cosina.

11. Igor Andreev, quarti di finale Valencia 2005. 7-5 6-2. Siamo sempre nel 2005. Dopo la sconfitta con Gaudio arriva un filotto di 15 vittorie consecutive per lo spagnolo esauritosi solo di fronte a Roger Federer che lo batte nella storica finale di Miami di quell’anno. Subito dopo l’amara sconfitta Rafa si ributta sul rosso e va a Valencia, ma arrivato ai quarti la benzina finisce al cospetto del russo Andreev, altro specialista della superficie. Incassata questa battuta d’arresto passeranno due anni e più prima che il mancino torni a perdere sul mattone tritato.

10. Juan Carlos Ferrero, secondo turno Roma 2008. 7-5 6-1. Decima posizione per l’unica sconfitta sulla terra per Nadal targata 2008. Meriterebbe forse un posto migliore simbolicamente parlando, ma per come maturò no. Lo spagnolo infatti aveva dimostrato dall’inizio della settimana di non essere al top della forma ed infatti contro il connazionale Ferrero ha capitolato rumorosamente in due set. Subito dopo Roma cominciò il trattamento contro le vesciche che gli dilaniavano il piede sinistro, primo capitolo di un lungo romanzo sugli infortuni dell’iberico.

9. David Ferrer, quarti di finale Montecarlo 2014. 7-6(1) 6-4. Ecco il capolavoro di Ferru, grande e rispettoso amico e compagno di Davis del mancino, che sulla terra ha raccolto le briciole del più talentuoso connazionale. Con il maiorchino vanta un parziale di 0-8 nelle finali su terra e prima dell’acuto di Montecarlo di qualche settimana fa l’unica sua vittoria su clay risaliva al primo incontro in carriera con Nadal ben 10 anni fa. Negli ultimi quattro incroci su terra aveva portatoa casa un set a malapena, ma nel Principato si è riscoperto giocatore d’attacco cogliendo un successo meritatissimo.

8. Novak Djokovic, finale Montecarlo 2013. 6-2 7-6(1). All’ottava posizione ecco il serbo che più di tutti ha dato dispiaceri a Nadal su tutte le superfici e dunque anche sul tappeto rosso. Lo scorso anno Nole mise fine in maniera spietata al filotto di 43 vittorie consecutive dello spagnolo nel Principato dominato per otto lunghi anni. E dire che Djokovic aveva approcciato il torneo con molti dubbi riguardo la caviglia malconcia dopo un infortunio procuratosi in Coppa Davis. Nel match finale si è però visto un solo giocatore in campo con l’iberico totalmente annichilito.

7. Fernando Verdasco, sedicesimi di finale Madrid 2012. 6-3 3-6 7-5. “Se le cose non cambieranno dal prossimo anno avrò un torneo in meno nel mio programma annuale”, così si era espresso un frustrato Nadal nella conferenza stampa seguita alla sconfitta rimediata  dal connazionale Fernando Verdasco. Siamo sulla terra blu della discordia, quella che Ion Tiriac direttore del torneo di Madrid aveva fatto installare in uno slancio (esagerato?) di innovazione. Una settimana da dimenticare per il mancino che pur trovandosi 5-2 nel terzo set con Nando finì col perdere. In sala stampa diede voce alle perplessità di tutti i suoi colleghi denunciando la superficie eccessivamente scivolosa.

6. Novak Djokovic, finale Roma 2011. 6-4 6-4. Ritorna Djoker e qui ci troviamo nel suo anno di grazia. A quel punto della stagione tutti si resero conto di essere testimoni dell’ascesa di un grande campione. Dopo la vittoria a Roma il serbo era arrivato ad un totale di 37 vittorie consecutive, si sarebbe arreso solo a Roger Federer nella semi di Parigi. Il commento di Nadal a fine partite disse tutto sullo stato dei rapporti di forza tra i due: “Sto facendo tutto quello che posso. Non posso chiedere di più a me stesso al momento”.

5. Roger Federer, finale Madrid 2009. 6-4 6-4. Entriamo in top 5 e troviamo per la prima volta Roger Federer. In un anno dominato da Nadal sulla terra con Djokovic che aveva fatto semplicemente di tutto per scardinare il fortino iberico ecco che ci riesce il re svizzero il quale nella finale di Madrid interruppe un ruolino di quattro sconfitte consecutive con l’amato/odiato spagnolo, due di questo occorse in finali Slam. Con questo doppio 6-4 l’elvetico si assicurò così il primo e tanto atteso trofeo annuale.

4. Horacio Zeballos, finale Vina del Mar 2013. 6-7(2) 7-6(6) 6-4. In quarta posizione troviamo l’outsider Zeballos. Se qualcuno gli avesse detto qualche anno prima che sarebbe entrato nel ristrettissimo gruppo, sebbene ora sia in fase di allargamento, di carnefici di Nadal sulla terra probabilmente non ci avrebbe creduto. Ed invece una fortunata sequenza di eventi ha fatto sì che anche il sudamericano avesse il suo momento di gloria in quello che è ancora l’unico torneo messo in bacheca. “È la partita più importante della mia vita” si espresse così il tennista argentino alla fine di un match molto combattuto che Nadal avrebbe potuto far suo nel secondo set. Tant’è in quel momento gli dei del tennis erano con il buon Horacio.

3. Roger Federer, finale Amburgo 2007. 2-6 6-2 6-0. Entriamo nella zona calda con la prima vittoria di Federer in ordine cronologico sulla terra nei confronti dello spagnolo. Probabilmente considerata dallo stesso Roger una delle più prestigiose in carriera o comunque quella più emozionante riportata su di uno spagnolo che già dominava il mattone tritato. Ottimo inizio come spesso capita per l’iberico che intasca un primo set senza colpo ferire, dopo però comincia l’assolo svizzero con Federer che perde solo due giochi nei successivi due parziali.

2. Novak Djokovic, finale Madrid 2011. 7-5 6-4.  Un Djokovic mostruoso che prese a pallate Nadal in maniera incredibile, come lo stesso serbo ammise a fine partita. Siamo sempre nel fantastico 2011 di Nole che dopo un inizio di anno ineccepibile si appropinquava alla stagione sul rosso conscio di essere sotto di brutto nei confronti con lo spagnolo su quella superficie (9-0). Tradizione subito smentita dal rovescio vulcanico del serbo che semplicemente disinnescò un pur ottimo Rafa. Fu l’inizio della rincorsa alla posizione numero uno del ranking.

1. Robin Soderling, sedicesimi di finale Roland Garros 2009. 6-2 6-7 6-4 7-6. La sconfitta più cocente e più clamorosa nella carriera di Rafa Nadal su terra rossa gliela inflisse il collega che meno di tutti ha amato nel circuito. In effetti Nadal e Robin Soderling non si sono mai presi, sebbene negli ultimi tempi prima del ritiro dello svedese i rapporti si fossero un po’ distesi. A Parigi nel regno dell’iberico Soderling mise in campo una delle sue migliori prestazioni facendo apparire per la prima e per ora unica volta Nadal debole, attaccabile, vulnerabile. E dire che l’iberico aveva rifilato un 6-1 6-0 perentorio allo svedese qualche giorno prima a Roma. In quel giorno però a Parigi Soderling era in stato di grazia, difatti fece finale quell’anno.

3/bis. Nicolas Almagro, quarti di finale Barcelona 2014. 2-6 7-6(5) 6-4. A pari merito con quella subita da Federer ad Amburgo inseriamo l’ultimissima arrivata da Barcelona. Il redivivo Nicolas Almagro dopo 10 sconfitte consecutive patite dal connazionale mancino è riuscito a capovolgere il quarto di finale del 500 catalano centrando una incredibile semifinale, che ha poi perso ieri da Santiago Giraldo. Sconfitta cocente anche questa per Rafa che vede esaurirsi anche l’ultimo grande dominio in un torneo su terra rossa. 42-1 era il parziale del maiorchino in quel di Barcelona.


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