RAFA E TONY NADAL: “NEL 2016 SI TORNA AL VERTICE…ALMENO SULLA TERRA”

L’ex numero 1 del mondo: “Sono deciso a lavorare duro, ma senza ossessioni. L’obiettivo è quello di tornare numero 1 sulla terra”. Gli fa eco zio Tony: “La sua fiducia si basa su quello. Il suo gioco è costruito sulla terra“.
martedì, 13 Ottobre 2015

Tennis – Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli. Una citazione letteraria che calza a pennello per Rafael Nadal. Il maiorchino quest’anno ha spesso occupato le pagine di giornale e i post sui social network, ma non per le solite ragioni. Il 14 volte vincitore di Slam non ha vinto nessun titolo di prestigio per la prima volta negli ultimi dieci anni e non è mai andato oltre i quarti di finale negli Slam in questo 2015.

Tuttavia, in un’intervista concessa da Rafa e zio Tony a Sport Illustrated, il tennista spagnolo si dice poco impressionato dal tanto parlare sulle sue prestazioni: “È normale. Quando vinci tanto ti portano sulla luna. E quando vinci poco o non vinci resti a terra. Fa parte dello spettacolo. Io accetto tutto e so quello che ho fatto nel mondo del tennis. Tutti sanno quanto sia stato difficile fare ciò che ho realizzato io. Sono felice e orgoglioso di dove sono arrivato oggi e di tutto il lavoro affrontato per arrivare a essere il giocatore che sono. E si dimostra altresì fiducioso per il futuro prossimo: “Io continuo a lavorare sodo, in attesa di avere altre possibilità in futuro. E credo che ce la farò”.

Si è tanto parlato dello stato d’animo del mancino di Manacor. Ma da campione navigato l’ex numero 1 del mondo sa come lasciarsi scivolare addosso il brusio di sottofondo dei media: “Sono numero 8 del mondo, non sono numero 100. Sembra che sono numero 200 a ogni conferenza stampa” aveva detto dopo la sconfitta al secondo turno agli Us Open. Ma dopo la finale giocata al China Open di Pechino la fiducia per la stagione 2016 si sta incrementando. Parola di zio Tony: “Rafa ha giocato male in questa stagione ma è ancora numero 7 della Race. È la cosa migliore che potesse venir fuori. Mentalmente non è stato facile perché non è certo abituato a perdere, ma bisogna accettarlo. Stiamo cercando di guardare avanti, di migliorare la concentrazione e l’intensità. E sono sicuro del fatto che tornerà al 100% nel 2016”.

Anche il 14 volte campione di Slam sembra pensarla come il suo mentore e storico allenatore: “Più tempo giochi male e più tempo ci vuole per tornare a giocare bene. Lo accetto e sto lavorando duro. Mi sento felice a ogni miglioramento che faccio e anche per il modo in cui mi sto allenando. Credo di essere sulla strada giusta, con un atteggiamento positivo da parte di tutto il team. E credo anche di poter tornare al vertice”.

Ma di inchiostro sulle prospettive di gioco e prestazioni di Rafa per gli anni a venire ne è stato sprecato tanto. Tony Nadal cerca di non creare pesanti aspettative sul team e sul nipote: “Sarebbe soddisfacente ritrovare il livello del 2013 ma con un’evoluzione anche dal punto di vista del gioco”. Ma è meno ottimista sulla rivalità con Novak Djokovic: “Al momento siamo troppo lontani da lui. Dobbiamo ritrovare il gioco degli anni passati e allora saremo competitivi con tutti. Ma non dobbiamo dimenticare che ci sono molti giovani talenti in crescita e non sarà facile. Tuttavia – insiste Tony – se sei mentalmente forte tutto è possibile”.

Il comportamento di Rafa nel torneo di Pechino sembra andare in questa direzione, ma è lui stesso a chiarire di non avere alcuna ossessione: “Sono decisissimo a lavorare duro e ho deciso di fare tutto quanto sia necessario per tornare a un certo livello. Ma senza ossessioni. Così le cose sono più facili e posso godermi questo sport al meglio”.

Il re della terra battuta ci tiene anche a chiarire che le tante sconfitte del 2015 non hanno intaccato le sue motivazioni e l’obiettivo principale del 2016 è quello di tornare a far bene sulla terra battuta. Gli fa eco zio Tony: “La sua fiducia si basa su quello. Il suo gioco è costruito sulla terra. E per recuperare bene c’è bisogno di tornare forti sul rosso. È chiaro che non dobbiamo aspettare la stagione sulla terra per giocare bene, ma l’obiettivo primario è tornare a essere numero 1 sulla terra rossa”.

Il piano per i prossimi mesi è già messo a punto: “Nel 2013 il suo livello era più alto perché aveva più potenza – insiste Tony – le gambe giravano meglio e giocava più avanti. In questa stagione le gambe hanno un po’ rallentato, ma penso di sapere come tornare a farle andare al massimo. Stiamo lavorando sui movimenti e soprattutto sul diritto, che quest’anno è mancato. Nelle ultime settimane lo stiamo ritrovando, ma dobbiamo essere certi che sia sempre efficace durante gli scambi”.

Inevitabile una riflessione sul metodo di coaching di Rafa, sui suoi allenamenti, sul suo stile di gioco e anche sul suo allenatore, più volte nel mirino durante questa stagione. È lo stesso Tony a rispondere alle critiche che gli piovono addosso un giorno sì e l’altro pure: “È facile parlare. E molte persone parlano di un sacco di cose e molte volte o fanno senza saperlo. Per comprendere bisogna assistere a una sessione di allenamento e sapere cosa l’allenatore dice al suo assistito” prosegue Tony Nadal. E poi torna sulla prospettiva di non essere più l’allenatore del nipote: “Vedremo se Rafa deciderà di cambiare e prendere un altro allenatore. Se io sapessi con certezza che cambiare lo riporterebbe in alto non esiterei a defilarmi. Io non voglio il meglio per me, solo per lui. Sono allenatore, ma sono anche zio. Se mi dicessero che sta per arrivare Nastase e io avessi la certezza che Rafa tornerebbe a vincere il Roland Garros direi a Ilie di venire e sarei molto contento”.

C’è spazio infine per il più grande progetto che zio e nipote Nadal concretizzeranno al di fuori delle vittorie e della carriera di Rafa: il varo dell’Accademia di tennis di Manacor, un’idea che avrà sua manifestazione nel 2016 e che avrà lo scopo di insegnare ai bambini il gioco del tennis e che permetterà loro di andare a scuola e all’università. “Stiamo lavorando sodo per cercare di assicurare a molti ragazzi un buon futuro nel tennis e nella vita” dice orgoglioso Rafael Nadal. “Siamo preparati ad affrontare quest’avventura grazie alla nostra esperienza nel circuito. Ho visto la trasformazione di un bambino nel tennista numero 1 del mondo” ribatte Tony Nadal riferendosi a Rafa. Che per chiudere torna ancora sulle prospettive del 2016: “Il tennis è la vita di Rafael. Ha guadagnato abbastanza soldi e ha potuto scegliere ciò che voleva. E ha scelto ancora il tennis. Perché lo ama”.

Foto: Rafa Nadal e zio Tony durante una sessione di allenamento (www.zimbio.com)


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