RAFA NADAL: “HO SMESSO DI LOTTARE CONTRO L’ATP”

TENNIS – Lo spagnolo Rafa Nadal, prima del torneo di Shanghai, confessa di essersi stancato di chiedere tutela per la salute dei giocatori. Secondo lui l’ATP dovrebbe accorciare la stagione e inserire più tornei su terra rossa. Supportato da Djokovic e Murray, il maiorchino però non è mai stato ascoltato e adesso preferisce concentrarsi sul tennis giocato.
mercoledì, 9 Ottobre 2013

Tennis, Shanghai (Cina) – Rafael Nadal rimane sulle sue posizioni. Lo spagnolo ribadisce, in un’intervista riportata da AP, la sua convinzione che si giochino troppi tornei sul cemento e questo suo pensiero non è cambiato nonostante i suoi successi di quest’anno su questa superficie, ha semplicemente smesso di cercare di cambiare il sistema. Lo spagnolo, che si è ripreso il n°1 del ranking ai danni di Novak Djokovic questa settimana, ha messo a segno un record di 27-1 sul veloce quest’anno, vincendo tra le altre cose il suo secondo US Open e tre titoli Master 1000.

Il successo del maiorchino su questa superficie sono stati la parte più sorprendente del suo ritorno da uno stop di sette mesi a causa di un infortunio al ginocchio sinistro, e molti credevano che ciò avrebbe limitato il suo gioco sui campi in veloci. Nadal ha detto martedì, prima del suo esordio al torneo Masters di Shanghai, che crede ancora che troppi tornei si giochino su questa superficie, ma che ha finito di cercare di influenzare la politica ATP: “Sono veramente fuori e non voglio più essere coinvolto nella politica del tennis. Anche se hai idee forti e anche se credi che i cambiamenti siano possibili, c’è sempre un muro impossibile da superare, ha detto.

Il vincitore 13 volte vincitore di tornei del Grande Slam ha a lungo lottato per un programma più breve e più tornei sulla terra rossa per diminuire l’usura dei corpi dei giocatori e prevenire il pericolo di infortuni in carriera, come quello alle ginocchia contro cui ha lottato negli ultimi anni: “Lo dico perché è qualcosa che penso sia giusto per le prossime generazioni, così saranno in grado di giocare su una superficie più facile per il corpo, per cercare di avere una carriera più lunga, per cercare di essere più sani a fine carriera”, ha detto. “E’ qualcosa che probabilmente io non avrò la fortuna di avere.”

Anche Djokovic concorda con lo spagnolo. Ha confessato poco dopo le dichiarazioni di Nadal, di condividere le sue frustrazioni a causa del ritmo lento verso i cambiamento ai vertici di questo sport: “E’ da più di cinque anni che tutti noi abbiamo cercato in diversi modi di proporre alcune cose per quanto riguarda il calendario, i tornei, formati differenti,” ha detto il serbo. “Ma il sistema è profondamente radicato e molto difficile cambiare. Capisco perché Rafa ne ha abbastanza, perché alla fine non puoi fare tutto da solo. È molto più di quello.”

Nadal e Andy Murray sono stati i più espliciti nelle critiche al tour ATP in questi ultimi anni, con lo scozzese che, due anni fa, ha anche lanciato l’idea di uno sciopero dei giocatori se gli organizzatori non avessero preso sul serio le loro denunce. Nadal ha poi criticato Roger Federer alla vigilia degli scorsi Australian Open per non aver appoggiato gli altri giocatori in questa battaglia, rimanendo al di sopra della mischia per mantenere la sua buona reputazione. Ora sembra che anche lo spagnolo abbia rinunciato a lottare: “Quello che sto dicendo lo sto dicendo perché è una cosa che sento,” ha detto. “Se qualcuno dall’ATP mi chiederà , dirò le stesse cose. Ma, come è sempre accaduto, non cambierà nulla.”

Nadal dice che sta concentrandosi su come mantenere il suo slancio fino alla fine della stagione e alle ATP World Tour Finals di Londra, in un periodo dell’anno in cui lo spagnolo ha sempre lottato contro la fatica e gli infortuni. Non ha mai vinto il Masters di Shanghai e negli ultimi sette anni, ha vinto solo un torneo dopo l’US Open, a Tokyo nel 2010: “So che in passato questa parte della stagione è stata difficile per me, ma sono fiducioso di poter continuare a giocare bene. Sto facendo le cose giuste per essere pronto.”


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