RAFA NADAL, RISALIRE LA CHINA PER SORPRENDERE ANCORA

Il maiorchino ha forzato il rientro alle Olimpiadi, ma malgrado i problemi fisici è riuscito a sfiorare una medaglia. La stagione nord-americana, avara di soddisfazioni, potrebbe fare da preludio ad una nuova rinascita: New York ci dirà di più
sabato, 20 Agosto 2016

TENNIS – I lottatori, per natura, non accettano la sconfitta. Lasciano ogni goccia di sudore sul terreno di gioco, danno sempre il massimo, non si arrendono mai e, soprattutto, riescono ad esaltarsi nelle situazioni di pericolo e difficoltà.. I lottatori, proprio perché non possono farne a meno, cadono e si rialzano, sempre con la stessa voglia, sempre con la stessa costanza, sempre con la stessa determinazione.

Rafael Nadal, superata la soglia dei 30 anni, ha dato l’ennesima dimostrazione della sua tenacia e della sua volontà, in un momento poco positivo, pieno di insidie, sconfitte e delusioni. L’ex numero uno del mondo ha abituato a lunghi periodi di stop e ad ancora più lunghi periodi di successi, ha vinto praticamente tutto quello che c’era da vincere, ha scritto pagine indelebili della storia del tennis, eppure continua a soffrire. Soffre maledettamente. Ha forzato il rientro alle Olimpiadi, dopo aver rinunciato a Parigi e Londra, ha giocato un torneo incredibile, si è arreso a Juan Martin Del Potro in semifinale dopo una battaglia di quasi tre ore, ha disputato la finalina per il bronzo con umiltà, ha recuperato uno svantaggio di 2-6 2-5 e alla fine si è arreso solo al terzo set, tra lacrime e sudore. Ma con la consapevolezza di aver dato tutto.

Rafa, anche se nel 2016 ha centrato la doppietta Montecarlo-Barcellona, è incappato in un infortunio al polso proprio nel momento sbagliato, quando stava ritornando a vincere, competere e lottare. La sensazione, comunque, è che la sconfitta a Cincinnati dopo le fatiche brasiliane non abbia assolutamente intaccato la voglia del maiorchino, ancora affamato: “Non era la situazione ideale per tornare a competere: in una settimana sono passato dall’allenarmi poco o nulla a giocare 23 ore nell’arco di 8 giorni. Sarebbe stato meglio tornare piu’ gradualmente ma non e’ stato possibile per via delle Olimpiadi che hanno ulteriormente ristretto il calendario. E ora l’ho pagato a caro prezzo” – ha affermato Rafa dopo la prematura uscita dal torneo di Cincinnati per mano di Borna Coric – “Avevo dolori un po’ dappertutto ma non tanto da pensare di ritirarmi. Il polso e soprattutto la spalla sono indolenziti e ovviamente giocare con palle diverse rispetto alla settimana scorsa non ha aiutato.”

Qualche settimane per ricaricare le batterie e pronti, partenza, via: Flushing Meadows. Rafa, che nel 2010 ha chiuso il Carrer Grand Slam proprio a New York, è reduce da una stagione sul cemento nord-americano ridotta all’osso, ha nelle gambe poche partite e nella testa tanti dubbi. E’ vivo il ricordo della sconfitta contro Fognini dodici mesi fa,  ma è vivo anche il ricordo del successo nel 2013 dopo la doppietta Montreal-Cincinnati. Insomma, alle porte dell’ultimo Slam dell’anno, il numero uno di Spagna deve recuperare totalmente la condizione fisica e giocarsi tutte le cartucce fino all’ultimo quindici della sua carriera. Al riguardo, comunque, non c’è alcun dubbio.


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