SOLO NADAL SUPERA LA PROVA DEL NOVE

Nono titolo degli Internazionali per "Rafa" Nadal, che per la prima volta ha rifilato un umiliante 6/0 ad un Djokovic alla sua nona finale romana.

Tennis – “Oggi è stata una partita difficile – dice Nadal a fine match-clou – il torneo di Madrid l’hai vinto tu e oggi è toccato a me. Ti voglio comunque fare gli in bocca al lupo per il Roland Garros, Novak”, dichiarazione da vero gentleman per il rivale di sempre Djokovic, oggi decisamente sottotono. “Per me è sempre un onore partecipare a questo torneo – continua – Roma è la meravigliosa città che tutti conoscono… Mi ricordo ancora il mio primo successo nel 2005, e trovarmi sul centrale con il nono trofeo degli Internazionali in mano vuol dire tutto per me!“. Chi più di “Rafa” può prendere in prestito la frase tormentone di Mara Venier a Domenica In “E già, io sono ancora qua”, dopo mille infortuni e mille increbili rinascite.

Record negativo per Novak Djokovic, invece, che per la prima volta in 54 scontri diretti col suo più acerrimo avversario spagnolo, di cui 28 vinti, ha perso un set a zero, o “in bianco” che dir si voglia. Un “Bagel”, come lo chiamano gli americani riferendosi alla loro amata ciambella, a dir poco inaspettato date le qualità anche mentali del serbo. Ed è proprio su quelle che “Nole” contava oggi in apertura di finale, la sua nona al Foro Italico a fronte di 4 trionfi, visto che il suo corpo di 32enne (compirà gli anni mercoledì prossimo) si era dovuto sobbarcare due maratone serali, entrambe di 3 set, sia nel match di quarti che in quello di semifinale.

Altra storia per Nadal, sempre tosto come il toro che porta stilizzato sulla maglietta. Sarà pure “Un infortunato che gioca a tennis”, come sostiene suo zio Toni che è stato suo coach fino al 2017, ma appare più in forma e più determinato che mai. Un ostacolo insormontabile, così di primo acchito per Djokovic che, dapprima impotente ai colpi del rivale, con l’inizio della seconda manche riesce a tenere finalmente il turno di servizio e a buttarsi nella mischia cominciando a tirare pure lui “schiaffoni” da fondocampo e ad inventarsi punti da chiudere il più in fretta possibile.

La partita si rimette in equilibrio e il set scorre regolare tra strepitose gesta atletiche e gli applausi del pubblico. In tribuna autorità, oltre al presidente del Coni Malagò e a quello della Fit Binaghi, agli ex campionissimi Lea Pericoli e Roberta Vinci, Nicola Pietrangeli e “Guga” Kuerten, ci sono il solito Fiorello che tifa per l’amico Novak, l’ex ministro Giuliano Amato e Bruno Vespa tirato a lucido neanche fosse a “Porta a Porta”. Djokovic ritrova il bandolo della matassa, dicevamo, ma in un momento clou sul 5/4 per lui, servizio Nadal, 30 pari, azzarda una palla corta che sbaglia. Dall’altra parte del campo il maiorchino ha però perso un po’ di precisione e gli regala prima la palla break e poi anche la seconda frazione per 6/4.

Neanche il tempo di compiacersi e il serbo si fa breakkare subito dal un rivale caparbio che non ci sta. Forza il “Toro” nell’arena e si porta 2 a 0. “Nole” sembra restare in partita, invece non è lucido: tenta soluzioni che non gli portano frutti, palle corte che escono oppure che non segue a dovere. Subisce quindi il secondo break, appare di nuovo spompato anche se dal cilindro ogni tanto tira fuori una gran fucilata che sorprende Nadal. Poi il suo gioco diventa sempre più impreciso, molti dei suoi colpi cadono fuori dalle righe, e si trova a servire sul 5 a 1. Gli spettatori lo incitano, vogliono prolungare questo momento agonistico tra due grandissimi fuoriclasse. E’ tutto inutile. Un soffio ed è tutto finito!

“Non voglio parlare di stanchezza – dichiara sportivamente il n.1 del mondo al microfono a bordo campo – semplicemente lui è stato troppo forte per me. Congratulazioni a te “Rafa” e alla tua squadra. Spero che la partita vi sia piaciuta, siete un pubblico fenomenale! Mi regalate molte emozioni e io mi sento sempre più a casa qui. Forse parlo anche un po’ meglio italiano!”. Ma la sua ultima affermazione “Vi amo bene”, lo smentisce alla grande. Povero “Nole”, non è proprio giornata!


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