RAFA VS NOLE, UNA POLTRONA PER DUE

TENNIS- La stagione di Rafael Nadal è stata strepitosa e il suo primato in classifica ne è la naturale conseguenza. Tuttavia la reazione di Novak Djokovic, imbattuto dalla finale degli US Open è stata immediata, e tutto lascia pensare che la corona di numero uno sarà contesa da due re.

Tennis. Al termine di una bellissima stagione tennistica si tirano le somme e si decretano vincitori e vinti. Fin troppo logico individuare il trionfatore in Rafael Nadal i cui successi, non stiamo qui a ricordarli, sono andati oltre le più rosee previsioni del suo più accanito tifoso. Tra i fab four, ancora protagonisti in assenza di giovani veramente convincenti in grado di ripercorrerne le gesta, il più in difficoltà è certamente Roger Federer, vincitore di un solo torneo e gravato da un palmares troppo importante da poter essere confermato anno dopo anno. La stagione di Andy Murray si è fermata a Wimbledon, un trofeo troppo illustre e desiderato per lasciare spazio ad altre motivazioni.

Ma che dire di Novak Djokovic? L’ultimo dei fab four è certamente il più indiziato a primeggiare tra i quattro ma, dopo il 2011 stellare era sembrato leggermente meno dominante e affamato, il che è anche comprensibile. Il finale di stagione, però, ci ha detto esattamente l’opposto: dalla sconfitta a New York Nole ha infilato una striscia di 23 vittorie consecutive, quattro importanti tornei , Pechino, Shanghai, Parigi Bercy e Master di Londra. Ha inoltre vinto con sicurezza i suoi due match di singolare nella finale di Coppa Davis, pur senza riuscire ad alzare la preziosa insalatiera, per “colpa” dei suoi connazionali Lajovic, Zimonijc e Bozoljac. E, ciò che forse conta di più, ha regolato per ben due volte, in finale, un Rafa Nadal fino a settembre imbattuto sul veloce, ristabilendo quanto meno la parità negli head to head del 2013 (3 a 3).

Insomma il finale di 2013 ci manda in “vacanza” dal tennis giocato con un dubbio che sembrava dissipato. Chi è veramente il numero uno? Il primo posto ATP di Nadal è certamente meritato e sacrosanto, ma il ritorno di Nole è stato veemente, da campione di razza, e ha gettato le premesse per un nuovo sorpasso. In pratica è stato l’unico a rispondere all’allungo di Rafa e questo ci lascia immaginare un 2014 ricco di interesse per la sfida che verrà. Per adesso l’iberico può dormire sonni tranquilli perché, agli Australian Open dell’anno scorso era assente e quindi potrà allungare il suo vantaggio in classifica ma, da febbraio in poi, anche per lui scadranno le cambiali importanti e molti sono pronti a scommettere che non potrà ripetere quanto ha fatto nel 2013, almeno sul cemento. E a quel punto, chi se non Nole, col il gioco equilibrato e completo su ogni superficie potrebbe approfittarne?

Aggiungerei un dato statistico anch’esso molto interessante: la rivalità tra i due campioni ha prodotto già 39 sfide dirette; l’attuale bilancio è di 22 a 17 per Rafa ma l’aspetto più singolare è che il numero dei loro match è già superiore a tutte le altre rivalità dell’era open ( Lendl e McEnroe si fermarono a 37) e tutto lascia pensare che questo numero è destinato a crescere ancora parecchio. Sarà certamente la sfida al maschile più ricca di episodi, lontana solo dalle mitiche Navratilova ed Evert con i loro 80 match ormai consegnati alla storia!

Tanto ancora si potrebbe dire sulle differenze tecniche e caratteriali tra i due, sui loro record raggiunti e i pochi traguardi ancora negati a due carriere comunque da sogno; nessuno dubita che, già oggi i due sono fra i più grandi tennisti all times senza contare le tante altre imprese che certamente aggiungeranno alle loro bacheche. Molto si potrebbe dibattere su chi potrebbe inserirsi nel dominio di questi due numeri uno ora che i rivali più accreditati e blasonati sembrano in evidente difficoltà mentre i più giovani ed emergenti sono, al momento, ancora immaturi sia mentalmente che fisicamente al cospetto di due campioni che, invece, a livello di testa e di fisico sono quasi disumani.

Certo, nessuno può prevedere il futuro ed anzi situazioni imprevedibili sono sempre possibile oltre che auspicabili, ma tutto lascia pensare che, nell’immediato, si va incontro ad un duopolio serbo-iberico. Tanti vorrebbero inserirsi e smentire questa previsione ma, per farlo, bisogna spingere le proprie capacità a livelli vicini alla perfezione. Chi se la sente scagli la prima palla!

 

 

 

 

 


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