RAFAEL NADAL ED IL SUO ENNESIMO (TENTATIVO DI) RITORNO

Dopo il brutto inizio di stagione, il campione spagnolo Rafael Nadal si trova alle prese con un ritorno difficile ed una stagione sulla terra molto insidiosa
martedì, 31 Marzo 2015

Tennis. Non è un segreto che Rafael Nadal, ex N.1 del mondo e 14 volte campione Slam, abbia costruito la sua incredibile carriera sulle proprie capacita fisiche e tecniche, eppure l’inizio della stagione 2015 sembra potrebbe rivelarsi come l’ennesimo, se non il più importante, banco di prova per un giocatore che, nonostante abbia già vinto tutto, vede avvicinarsi inesorabilmente il critico step dei trent’anni.

Il paragone con un redivivo Roger Federer, che di anni ne ha quasi 34, è decisamente fuori luogo, anche perché la differenza di caratteristiche tra i due è evidente, eppure l’obiettivo di Nadal è sicuramente quello di riuscire a gestire il proprio patrimonio di abilità e classe anche con un fisico oramai segnato dal passare degli anni.

L’appendicectomia, il continuo stress portato sul ginocchio e le tante rincorse dopo i vari infortuni hanno indubbiamente lasciato il segno e, a detta dello stesso Nadal, a mettersi tra l’iberico e la miglior condizione possibile ci si mette anche l’aspetto mentale:”Non è un problema di gioco, anzi penso di essere migliorato molto nell’ultimo mese e mezzo. La questione non è l’efficacia del mio tennis, quanto piuttosto il fatto che non sono rilassato in campo, sono troppo nervoso nei momenti topici del match. Nella mia carriera ho sempre avuto la capacità di controllare il 90-95% delle emozioni, e se ora qualcosa è cambiato devo sforzarmi per tornare a quello status.”.

 

Con gli stop degli ultimi mesi ormai alle spalle, tra Berdych, Raonic, Berrer e Verdasco, ecco che l’inizio della stagione sulla terra rossa sembra contemporaneamente un toccasana e un’importante cartina al tornasole, per potersi confrontare con i top players sui campi a lui più congeniali e per permettere a tutto il circus tennistico di valutare effettivamente quali sono i margini di crescita di questo inedito Rafa Nadal.

 

Montecarlo, Madrid, Roma, Parigi, tutte tappe immancabili per il “re del rosso”, e anche se ci ha pensato lui a tranquillizzare tutti sul proprio stato di forma che parrebbe in crescita, è anche lapalissiano come la riuscita del suo gioco sia legata a doppio filo sia alla propria integrità che al timore suscitato negli avversari, derivante da una condizione che lo ha spesso visto uscire vittorioso senza versare più di tanto sudore.

Un Nadal battibile, come detto più volte sconfitto nell’ultimo periodo, deve trovare nuove soluzioni e tornare ad imporsi sfruttando quelle qualità che finora sembrerebbero essere andate scemando, dovendo anche andare a contrastare l’avversario di turno che potrebbe aggrapparsi alla speranza per trovare la partita della vita, un po’ come gli exploit degli ultimi anni dei vari Darcis, Rosol, Kyrgios e così via.

 

Miami è ormai alle spalle, e se il recente passato non è stato l’ennesimo periodo d’oro per Nadal, ormai siamo abituati a trovarci davanti un nuovo giocatore, rinvigorito e capace di sorprendere tutti da un torneo all’altro. Insomma il solito ritorno alla vittoria di Nadal, ma sarà ancora così?


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