RAFAEL NADAL: “GRAZIE A TUTTI. TORNO PRESTO”

Il maiorchino, grande assente agli Us Open, ringrazia i suoi tifosi con un post su Facebook. La domanda, però, è lecita: che Us Open avrebbe disputato il numero 2 del mondo?
venerdì, 5 Settembre 2014

Tennis – Di Rafael Nadal, in queste due settimane di Us Open, non si è molto parlato. Il maiorchino ha rinunciato, causa infortunio al polso destro, a tutti i tornei estivi sul cemento americano. Ma cosa sarebbe successo se fosse stato presente?

Dal canto suo, Rafa ha inoltrato sul suo profilo Facebook un messaggio a tutti i tifosi: “Grazie tanto per i vostri messaggi di sostegno, mi aiutano a lavorare per tornare prima possibile. Sto proseguendo nel recupero e spero di tornare presto nel circuito”. I rumors lo vogliono di nuovo in campo nel mese di ottobre per prender parte ai tornei di Pechino e Shanghai e lui non ha esitato a rivolgere un pensiero a tutti quanti lo stanno sostenendo e stanno pensando a lui ora che gli Us Open si avviano verso la conclusione.

È legittimo, a questo punto, pensare che un Rafael Nadal presente a Flushing Meadows avrebbe potuto giocare un ruolo da protagonista. Il numero 2 del mondo, a livello di slam, stava disputando una stagione analoga a quella precedente, con l’affermazione a Parigi e un torneo non brillantissimo a Wimbledon. L’anno passato Nadal si era portato a casa anche la cosiddetta Us Open Tennis Series mettendo in bacheca i tornei di Montreal e Cincinnati e alzando al cielo anche la corona a New York. Quindi, anche saltando Toronto e Cincinnati, la sua partecipazione agli Us Open sarebbe stata accompagnata dal ruolo di favorito o quantomeno di protagonista.

I motivi alla base di questo ragionamento sono almeno tre. Il primo è il fatto di essere il detentore del titolo di New York con tutto ciò che ne consegue. Il campione uscente, soprattutto quando si tratta di uno come Rafa, viene sempre elevato al ruolo di protagonista se non addirittura di favorito. Rafael Nadal non è uno che si fa prendere dalle emozioni e si sarebbe tranquillamente preso in carico l’onere di mantenere questo ruolo durante tutte le due settimane di torneo. Con i se e con i ma non si va avanti, chiaro. Ma uno che ha vinto 14 prove major porta in dote, già sin dai primi turni, almeno il 20% di possibilità di vincere una prova dello slam quando vi prende parte. Una percentuale che di solito è destinata ad aumentare quando ci si avvicina ai turni conclusivi.

Il secondo motivo è strettamente legato al primo. Sei il campione uscente e hai anche un tabellone relativamente facile. Per informazioni chiedere a Roger Federer, che solo contro Gael Monfils ha rischiato di capitolare annullando due match point al quarto set. Bene, il tabellone di Nadal, che sarebbe stato inserito proprio dalla parte dello svizzero, lo avrebbe condotto senza alcun patema d’animo verso la semifinale. E se in semifinale il mancino di Manacor avesse trovato Federer avrebbe giocato come al solito una delle sue magistrali partite in versione “martello pneumatico”. Se poi la solita ricetta per battere Federer non avesse funzionato gli sarebbe comunque rimasta in cascina una semifinale slam, risultato che rappresenta un passo indietro per per un campione uscente, ma che per gli umani del circuito è un punto di arrivo di proporzioni sconsiderate.

Terzo motivo. Nadal favorito agli Us Open? Affermativo. Quando praticamente non giochi da inizio giugno (Roland Garros), anche se il tuo fisico si sta logorando inesorabilmente, hai avuto il tempo di recuperare le forze e lo smalto. E quando non vinci da inizio giugno, cosa ancora peggiore, la fame di vittorie per uno abituato ad allargare la propria bacheca praticamente ogni mese diventa insopportabile. Ecco perché Nadal avrebbe potuto sicuramente far bene a New York. Non si sa in quali condizioni fisiche si sarebbe presentato a Flushing Meadows, quali altri problemi avrebbero potuto influenzarlo (le ginocchia, la schiena) ma si sa soltanto che Rafa quando entra in campo lo fa per vincere, non per fare la comparsa e nemmeno per accontentare tifosi, sponsor e organizzazione.

Uno slam senza Nadal, cosi come senza Djokovic o Federer, è uno slam monco, come il Real Madrid senza Cristiano Ronaldo o Gareth Bale, come il Barcelona senza Messi, come il Psg senza Ibrahimovic. Il tennis, come tutti gli sport, ha bisogno dei suoi protagonisti. Buona guarigione Rafael Nadal.


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