RAFAEL NADAL: “HO LAVORATO DURO PER OTTENERE QUESTO SUCCESSO”

Con queste parole il maiorchino ha celebrato la vittoria del Master 1000 di Monte Carlo e ha chiuso due anni poveri di trofei e soddisfazioni. Due anni in cui persino lui, probabilmente, ha dubitato di poter tornare ai livelli di tennis messi in luce durante la settimana monegasca.
lunedì, 18 Aprile 2016

Tennis – Non è la nona vittoria a Monte Carlo. Non è la ventottesima in un Master 1000. È la prima vittoria dopo il periodo più buio della sua carriera. E – frase fatta o no – è la migliore medicina per tornare a vincere come ai vecchi tempi. Insomma, la vittoria del torneo del Principato, di fatto, rappresenta il ritorno di Rafa: “Questa settimana è stata molto importante per me. Già all’inizio della stagione mi sentivo molto bene, ma dovevo dimostrarlo con i risultati. Ora sono molto felice, questo è un torneo che significa molto per me e Monte Carlo è uno dei luoghi più importanti della mia carriera. Tornare alla vittoria qui lo rende ancora più speciale” ha detto il numero 5 del mondo al termine della cerimonia di premiazione.

Il periodo buio sembra ora alle spalle, anche perché Rafael Nadal ha giocato bene anche nelle settimane passate. In tanti, non più di sei o dodici mesi fa, si chiedevano se e quando sarebbe tornato alla vittoria, se e quando sarebbe stato competitivo con i migliori, se e quando sarebbe tornato a vincere un titolo del Grande Slam. E, come al solito, ci ha pensato proprio Rafael Nadal a mettere tutti d’accordo. E lo ha fatto nella maniera più convincente possibile, con una vittoria in un Master 1000 sull’amata terra rossa: “Ho lavorato molto duro per ottenere questo trofeo. Adesso riesco persino ad apprezzare i momenti difficili che ho vissuto. Fanno parte della vita e dello sport. A Indian Wells avevo trovato un buon livello di tennis, ma non credevo che sarei riuscito a ottenere la mia nona vittoria qui”. Non conta tanto la statistica, quanto il ritorno al successo. Una cosa che si evince dalle parole dello stesso Rafa: “È vero, è la nona vittoria, ma mi sembra una cosa straordinaria”. E questo la dice lunga quanto possano essere mancati momenti di questo genere al numero 5 Atp.

Ma conferma anche il fatto che chi diceva che Rafa non avrebbe più vinto aveva torto. Le sue condizioni fisiche non sono state al top nelle ultime due stagioni e questo ne ha pregiudicato le prestazioni. Il tempi di recupero per un tennista che il 3 giugno spegnerà 30 candeline non sono più quelli di un ragazzino di 18 anni e quindi era legittimo aspettarsi un periodo di difficoltà. Ma il Rafa osservato nelle ultime due stagioni sembrava aver perso anche la voglia di lottare. Le voci di un suo ritiro imminente si inseguivano, i risultati non arrivavano mentre arrivavano in quantità impressionante delusioni e batoste. Rafa, però, ha ingoiato tutto, dalle critiche rivolte al suo gioco non più sostenuto dal fisico a quelle rivolte a zio Toni, dai consigli dei vari Bollettieri e Lendl alle critiche di Sampras e McEnroe, dai “bollito” ai “dopato”, il mancino di Manacor è riuscito a digerire persino il più amaro dei bocconi, la sconfitta ai quarti di finale del Roland Garros contro Novak Djokovic rimediata lo scorso anno.

E il Rafael Nadal che il Rolex Master di Monte Carlo restituisce a tifosi e immancabili detrattori è un tennista nuovo, con nuove motivazioni e soprattutto nuova linfa, nuova voglia di lottare e vincere ancora. Il momento difficile è ormai alle spalle e dopo aver gustato ancora il sapore della vittoria per lui dovrebbe essere facile proseguire quantomeno a dimostrare di essere all’altezza dei migliori. Dopo il Roland Garros 2015, le difficoltà mostrate in estate e i segni confortanti del finale di stagione in molti si aspettavano un acuto sulla sua superficie preferita. Bene, questo acuto è arrivato alla prima occasione importante. E la stagione sul rosso è lunga e potrebbe riservargli altre importanti soddisfazioni.

La parola passa ora ai detrattori. Si dirà che la finale contro Gael Monfils non è stata certo un esempio probante. Si dirà che Novak Djokovic e Roger Federer non erano al meglio e che solo contro di loro la vittoria avrebbe avuto senso. La verità sta sempre in mezzo. Prima di tutto per il fatto che Rafael Nadal ha battuto il numero 2 del mondo Andy Murray in semifinale. E scusate se è poco. Poi perché il Monfils visto in formato deluxe nel Principato non è stato avversario facile nemmeno per il giocatore più forte della storia sulla terra battuta, che così ha commentato la prestazione del suo avversario: “Ha giocato molto bene e per me è stato più difficile batterlo rispetto alle occasioni precedenti. Adesso è più costante nell’arco del match. Inoltre ha vinto facilmente per tutta la settimana dimostrando una maggiore consistenza rispetto al passato”. E se a qualcuno venisse in mente di dire che rendere l’onore delle armi all’avversario dopo la finale di un torneo è una pratica comune a tutti gli sport, allora è opportuno ricordare che il tennista francese ha perso un numero di set uguale a zero in tutta la settimana monegasca, cedendo soltanto 10 game tra quarti di finale e semifinale.

È dunque legittimo pensare che Rafael Nadal sia tornato. Non sarà certo lo schiacciasassi di qualche anno fa, ma lo spirito sembra quello dei giorni migliori, le motivazioni sembrano ritrovate e allo stsso modo sembra ritrovata la voglia di lottare. E poi c’è un Roland Garros numero 10 da alzare al cielo. Non si sa se Rafael Nadal ci arriverà da favorito e non si sa nemmeno se lo vincerà. Ma se questo Nadal avrà una sola possibilità proverà a giocarsela al 100%. E il torneo di Monte Carlo può aiutarlo a costruirsela.

Foto: Rafael Nadal non vinceva un Master 1000 da due anni (www.zimbio.com)


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