RAFAEL NADAL: “QUEST’ANNO HO SUBITO UN «INFORTUNIO MENTALE»”

Il maiorchino ammette che, in questo 2015, a condizionare le sue prestazioni è stata più la testa che i problemi fisici: “Per la prima volta nella mia carriera non sono riuscito a controllare le emozioni quando ero in campo”.
martedì, 10 Novembre 2015

Tennis – Il tempo dei bilanci è arrivato anche per Rafael Nadal. Il maiorchino, durante un evento organizzato dai suoi sponsor all’Auditorium di Palma di Maiorca, ha cercato di fare il punto sulla sua stagione in un’intervista a puntodebreak.com. Una stagione avara di successi, che solo nel finale sembra essersi parzialmente risollevata. L’ex numero 1 del mondo è ormai un tennista maturo, in grado di percepire i cambiamenti nel suo fisico e soprattutto nella sua mente. E con la sua onestà conferma di essersi trovato a fare i conti più con le emozioni e con la condizione mentale che con problemi fisici: “Per la prima volta in carriera non sono stato padrone delle mie emozioni. Non riuscivo a controllare i miei nervi e ho vissuto momenti difficili. Ma ora ne sono più consapevole”.

Il punto di rottura è stata, come confessa il nove volte vincitore del Roland Garros, la partita contro Fabio Fognini agli Us Open. Non a caso, da quella sconfitta i risultati messi in cascina sono stati decisamente migliori rispetto alla restante parte di stagione. Lo testimoniano le finali giocate e Pechino e Basilea (perse rispettivamente contro Novak Djokovic e Roger Federer), cui si aggiungono la semifinale di Shanghai (persa contro Jo-Wilfred Tsonga) e i quarti a Parigi Bercy (sconfitta contro Stan Wawrinka). “Ero tormentato. Ma da due mesi ho trovato la condizione mentale perfetta. Mi sento meglio in questo momento. Ho meno ansie e riesco a godermi al meglio il campo e la competizione”.

Entrando nel merito della questione, il mancino di Manacor confessa di essersi sentito molto condizionato dopo gli infortuni del 2014 e di aver perso tempo – 7 mesi circa – a ritrovare le giuste sensazioni per affrontare le battaglie in campo. È vero, in questo frangente sono arrivati gli unici tre titoli di questo 2015 (Buenor Aires, Stoccarda e Amburgo), ma sono arrivate anche tante brutte sconfitte (Roma, Parigi, Wimbledon). E le sensazioni non erano quelle giuste: “Avevo perso ogni sicurezza – insiste Rafa – e le cose sono diventate difficili. Sono stati mesi duri e ho fatto molta fatica a recuperare mentalmente”.

Ma, identificata la causa, è sempre più facile risolvere il problema. E Rafa, ormai abituato da a lottare, a cadere e rialzarsi, a fermarsi e ripartire, si dimostra ancora ottimista per il proprio futuro. Quello immediato è rappresentato dalle Atp Finals di Londra: “Ho grandi motivazioni. Non so cosa può succedere – dice – ma farò del mio meglio per giocare al massimo e tentare di indirizzare le partite nella direzione che mi permette di esprimermi al meglio”.

Inevitabile, infine, una riflessione sul tennis attuale. Un tennis dominato sempre più dai grandi colpitori: “Sta diventando uno sport di velocità e potenza pura. C’è poco spazio per la tattica e i giovani ne risentono parecchio”.

Foto: Rafael Nadal sfodera il suo diritto mancino (www.zimbio.com)


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