RAONIC E MOYA UN BINOMIO PERFETTO?

Milos Raonic che affronterà Tommy Robredo nel prossimo turno agli Australian open parla della sua collaborazione con Moya.
mercoledì, 20 Gennaio 2016

TENNIS – Tra i molti cambi di coach durante la pre-season ha fatto ‘discutere’ senza dubbio la fine della collaborazione tra Milos Raonic e Ivan Ljubicic, quest’ultimo passato alla corte di Roger Federer. Il gigante di Podgorica, però, spinto anche da Riccardo Piatti, lui si ancora in sella al suo team, ha fatto ‘spallucce’ e continuando a lavorare sodo pare esser tornato il giocatore che tutti avevamo imparato ad ammirare prima dell’infortunio che lo ha costretto, nel 2015, più ai box che in campo, ma c’è di più. Oltre a Piatti, Zimaglia, Sirola, il team di Milos si è arricchito, anche, della sapienza e dell’esperienza di Carlos Moya, ex mai dimenticato che potrebbe aiutare sicuramente il canadese durante l’anno. Milos, tra l’altro, ha ben impressionato nel primo turno agli Australian Open dove ha battuto, in maniera piuttosto agevole, il talentino francese Lucas Pouille.

Dopo il match, Raonic ha chiarito il perchè della scelta di Moya (quest’ultimo semifinalista agli AO anni fa) nonostante lo spagnolo, prima d’oggi non avesse mai allenato nessun giocatore:

Perché avete scelto Carlos Moya come allenatore? Che cosa vuoi imparare da lui?

“Credo che Carlos possa aiutarmi nel velocizzare il mio gioco, soprattutto durante certe situazioni. Io penso che possa anche rendermi tantissima esperienza che, per un giovane come me, è di fondamentale importanza. In un torneo come questo, ad esempio che si svolge al meglio delle due settimane, saper gestire le energie sia fisiche che psicologiche può far tutta la differenza del mondo”.

Quando è arrivata l’idea Moya? E’ stata una scelta improvvisa o studiata?

“No. Le prime chiacchiere con lui sono state nel mese di dicembre poi, dopo l’addio di Ljubicic il tutto si è concretizzato e adesso siamo al completo. Dopo la decisione di Ivan avevo bisogno di una spalla anche e soprattutto emotiva che potesse tranquillizzarmi nei momenti in cui le cose non dovessero andare per il verso giusto. Il tennis è anche e soprattutto uno sport psicologico. Non è stata assolutamente una scelta affrettata ma studiata bene ed in concerto con Riccardo e gli altri dello staff. Ho avuto modo di conoscere meglio Carlos durante l’IPTL, lì abbiamo trascorso un po’ di tempo assieme giusto per conoscerci e scambiare le nostre opinioni, sono convinto che Moya possa farmi fare un salto di qualità, è un ragazzo che ha una carica positiva incredibile, insomma proprio quello di cui avevo bisogno. Il fatto stesso che, dopo due-tre giorni dal comunicato di Ljubo io abbia ufficializzato Moya la dice lunga sulla voglia che avevo ed ho di lavorare con un campione come lui. le cose stanno andando bene, speriamo possano migliorare ancor di più perchè vorrebbe dire aver alzato al cielo titoli su titoli”. 

 


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