RAONIC ED IL SOGNO SLAM. CI SIAMO?

Il talento canadese, reduce dal grandissimo quarto di finale vinto ad Indian Wells contro Monfils punta in alto, magari ad uno Slam entro fine anno.
venerdì, 18 Marzo 2016

TENNIS – Milos Raonic sembra, in questo inizio stagione un giocatore nuovo, totalmente distante da quello dello scorso anno che, però va detto, ha dovuto convivere con più di un problema fisico. Prima la semifinale agguantata agli Australian Open poi (purtroppo) l’ennesimo acciacco che gli ha impedito di allenarsi con continuità restituendolo al circuito proprio ad Indian Wells, torneo cui proprio nella scorsa notte italiana lo ha visto super protagonista nel match poi vinto contro Gael Monfils. Il numero 14 del mondo, grazie all’apporto dello staff capitanato dalla saggezza ed esperienza di Riccardo Piatti, ha aggiunto al suo arco una freccia del calibro di Carlos Moya, l’ex numero uno iberico che, a quanto pare, sembra aver trovato le giuste chiavi per poter sprigionare il tennis miscellaneo del gigante di Podgorica.

In una recente intervista il canadese ha parlato delle sue (più che legittime) chances di vittoria Slam già quest’anno e di quanto sia importante per uno col suo fisico riuscire a non incappare più in guai fisici.

“Riuscire a giocare il mio tennis agli Australian Open mi ha caricato parecchio, c’è il rammarico per come siano andate le cose in quel match perso ma posso ritenermi assai soddisfatto per il livello espresso. Mi sto muovendo molto meglio sul campo, non accuso nessun tipo di dolore e questo lascia la mia testa sgombra da retro pensieri pericolosi per un tennista. Adesso posso affermare che ci sia una grandissima differenza tra il Milos versione 2015 e questo”, ha esordito il canadese.

Capitolo infortuni a raffica, Anche qui Milos ‘gioca’ sulla leggerezza.

“Ho impiegato qualche settimana per non pensare più alla semi contro Andy a Melbourne. Il tennis, come anche altri sport, purtroppo ti porta spesso e volentieri ad un passo dalla gloria salvo poi in un attimo toglierti tutto quanto conquistato con fatica l’attimo prima. Adesso per me è importante lavorare senza nessun tipo di malanno fisico e poter lavorare col mio staff al meglio”.

Quanta differenza ci sia ancora tra il canadese e colori che lo precedono in classifica? E’ lo stesso allievo di Piatti a rispondere con la consueta lucidità.

“Bisogna essere ambiziosi sempre ma allo stesso tempo guardare a Nole sarebbe, adesso come adesso, un suicidio. Certo, il mio obiettivo da qui a fine anno sarà quello di giocare al meglio ogni torneo e perchè no tentare il colpo in qualche torneo dello Slam ma la classifica non è altro che una logica conseguenza delle tue prestazioni. Niente di più niente di meno. Djokovic è un avversario difficile da battere ma non impossibile. Ricordo il match a Roma sul rosso contro di lui giocando quasi alla pari, bisogna credere sempre in se stessi”.

A chi gli chiede del binomio Piatti e Moya, il classe ’90 di origini montenegrine non può che ribadire la sua enorme soddisfazione.

“Con Carlos ho un rapporto molto più incentrato sulla fase psicologica. Lui mi guida nei tornei, con lui gestisco le varie fasi del match quelle più a stretto giro con le questioni emozionali. Con Riccardo, invece, svolgo il lavoro sul campo. Quest’ultimo, non devo scoprirlo certo io, è il massimo che un atleta possa disporre. Un vero e proprio guru, oltre che una persona dotata di estrema sensibilità e competenza. Con lui trascorro circa sei ore al giorno in allenamento”. 

 


Nessun Commento per “RAONIC ED IL SOGNO SLAM. CI SIAMO?”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.