RECORD DA DIYAS

Sul filo di lana la giovane tennista kazaka centra un risultato alla vigilia insperato e si appropria di un record datato 2010. Che bissa quello della stagione precedente...
domenica, 24 Ottobre 2010

Roma – Con la conclusione delle kermesse di Lussemburgo e Mosca, il circuito WTA esaurisce il suo calendario “regolare”: quale assist migliore per poter mettere sotto la lenta di ingrandimento alcuni fatti salienti? Aiutati proprio dalla Kremlin Cup, che ha chiuso i battenti nella giornata di oggi, prenderemo in esame una delle maggiori sorprese concretizzatesi nel corso della settimana, vale a dire l’eccezionale exploit di Zarina Diyas, tennista nata ad Almaty 17 anni fa, per la precisione il 18 ottobre, proprio il giorno in cui si aprivano le danze della manifestazione moscovita.

Zarina – che, in un particolare momento di rigoglio da parte del tennis della sua nazione grazie ai numerosi giocatori acquistati dalla federazione, può dirsi kazaka al 100% – ha raggiunto i quarti di finale del torneo Premier russo, dopo aver superato in maniera indenne le qualificazioni, in cui si è trovata la strada apparentemente sbarrata da giocatrici provenienti, come lei, da nazioni sorte dopo lo scioglimento dell’Unione Sovietica: l’ucraina Lesya Tsurenko, la russa Alexandra Panova e la bielorussa Ekaterina Dzehalevich. Trovato il pertugio giusto, così come era accaduto già il mese precedente nel torneo di Tashkent, la corsa di Diyas non si è questa volta fermata, nemmeno davanti all’esperienza dell’argentina Gisela Dulko, che proprio in un frangente in cui l’essere da diverso tempo sul circuito l’avrebbe dovuta agevolare, come un tie break nel set conclusivo, si è lasciata sorprendere dalla giovane avversaria. Non contenta, Diyas ha poi distrutto perfino la prima testa di serie del torneo, Jelena Jankovic, incapace di raccogliere più di tre giochi. Il giorno successivo Diyas non ha poi raccolto un bottino più ricco contro Maria Kirilenko, lasciandole così la strada libera, adducendo al’enorme stanchezza che l’aveva afflita dopo aver giocato così tante partite, ad alto livello, per la prima volta in carriera.

C’è sicuramente del vero, perché la giovane residente a Praga – che ha comunque già annunciato che non cambierà passaporto visti gli aiuti ricevuti dal Kazakhstan nei primi anni di carriera – mai si era trovata a giocare così tante partite in così poco tempo: e se a questo ci aggiungiamo anche il valore delle avversarie superate.. Però, c’è una cosa da sottolineare, che molto probabilmente ai più sarà sfuggita: non era questo il primo quarto di finale che Zarina coglieva a livello Wta. Ebbene, nonostante i 17 anni appena compiuti, la ragazza di Almaty poteva già vantare un risultato analogo, ottenuto nel corso dell’edizione 2009 del torneo di categoria International di Praga, dove battè in maniera piuttosto netta sia la coetanea Kristina Mladenovic che la futura semifinalista a Wimbledon Petra Kvitova, prima di inchinarsi al cospetto di Iveta Benesova.

Al di là della categoria di torneo leggermente superiore (Mosca, come scritto, è un Premier) e del fatto che nella manifestazione ceca Zarina avesse avuto una wild card, Diyas ha così pareggiato la sua migliore prestazione, che le regala uno status che nessuna delle sue attuali coetanee può vantare: infatti, nessuna giocatrice nata non prima del 1993, quest’anno, ha saputo conquistare un risultato così prestigioso. Sfogliando il libro dei numeri della stagione 2010, troviamo infatti che una coetanea di Zarina, Michelle Larcher De Brito, è stata sì capace di aggiudicarsi due match in un tabellone principale del circuito maggiore, però a Birmingham, dove due vittorie ti conducono fino agli ottavi di finale, visto il tabellone a 48 e non a 32. Nessun’altra, insomma, è stata capace di finire tra le best 8. La stessa tennista lusitana (in altre 3 occasioni), Sloane Stephens (2), Ajla Tomljanovic e Kristina Mladenovic sono le uniche che sono inoltre state capaci di vincere almeno un incontro in un main draw WTA, oltre a Laura Robson, riuscitavi anche lei a Birmingham, ma nata nel 1994.

Viene dunque piuttosto automatico cercare di andare a scoprire se qualcuna, invece, fosse stata in grado di eguagliare il quarto di finale di Diyas nella stagione precedente (nella quale terremmo in considerazione quindi tutte quelle tenniste nate dal 1992 in poi). La situazione, come avrete avuto modo di intuire, in realtà è stata la medesima vista nel 2010, perché oltre al primo acuto della kazaka, si registrava un altro terzo turno di Larcher de Brito – però al Roland Garros – la quale coglieva anche altri tre secondi turni, mentre, tra le atlete più vecchie di un anno, la sola Christina McHale riusciva a vincere un incontro WTA, negli Open degli Stati Uniti. Una statistica davvero povera, che si arricchiva di due nomi piuttosto sconosciuti, riconducibili a due tenniste che all’epoca, essendo nate nel 1994, avevano solo 15 anni. Si trattava della svedese Ellen Algurin, wild-card con vittoria nel torneo di Bastad, superando la qualificata Ksenia Palkina, e di Nigina Abduraimova, anche lei invitata nella manifestazione organizzata nel suo Paese, vale a dire Tashkent, dove colse un prestigioso successo sull’ucraina Tsurenko.

Se l’uzbeka, tuttavia, ha dato prova quest’anno di poter essere in prospettiva una giocatrice da tenere in considerazione, Allgurin ha perlopiù disertato la scena mondiale, lasciando quindi desta l’impressione di poter essersi trattato di un fatto episodico, che non avrà mai un vero seguito. Quello che invece non sembra essere il destino di Zarina Diyas, tennista da record, pronta a farne segnare tanti altri nel corso della sua carriera.


Nessun Commento per “RECORD DA DIYAS”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.