RG, DAY 13: IL GIORNO DELLE SEMI MASCHILI

Penultimo atto del tabellone maschile al Roland Garros 2015. Tsonga vuole riportare la Francia in finale, ma sulla sua strada c’è un grande Wawrinka. Murray prova a fermare l’inarrestabile Djokovic

TENNIS – Parigi. Siamo arrivati alla resa dei conti. Il secondo venerdì di torneo, come da tradizione, ci dirà i due nomi dei finalisti del tabellone maschile della 114esima edizione del Roland Garros. Le sconfitte di Rafael Nadal e Roger Federer ai quarti di finale ci hanno già regalato la prima certezza: nell’albo d’oro dello slam parigino, domenica, verrà iscritto un nome nuovo, fino a questo momento mai inciso sulla leggendaria Coppa dei Moschettieri. Oltremodo interessanti le semifinali, con la sfida tra l’idolo di casa Jo Wilfried Tsonga e lo svizzero Stanislas Wawrinka, che fa da prologo al match tra i due tennisti più in forma dell’anno: l’imbattibile Novak Djokovic e il neo specialista del rosso Andy Murray. L’inizio dello show è fissato per le 13.00, la cornice è la solita, lo stadio “Philippe Chartier”.

Tsonga vs Wawrinka (H2H 3-3). La Francia attende da 32 anni, che uno dei suoi figli riesca a vincere a Bois de Boulogne. Nell’era open un solo “galletto” è stato capace di mettere le mani sulla coppa dei moschettieri. Nel 1983, Yannick Noah sconfisse a sorpresa in finale il campione in carica Mats Wilander e conquistò l’unico major della sua carriera in quello che forse è stato il giorno più bello della storia moderna del tennis francese. Soltanto in altre due occasioni un “blues” è arrivato in finale. Nel 1972 vi riuscì quello che successivamente sarebbe diventato il cognato di Noah, ovvero Patrick Proisy, sconfitto dallo spagnolo Andreas Gimeno. L’ultimo in grado di giungere fino all’ultimo atto, salvo cadere sotto i colpi “vendicativi” di Wilander, fu Henri Leconte nel 1988. Per la seconda volta in carriera, Jo Wilfried Tsonga, il giocatore che, anche per fisionomia e tipologia di gioco, maggiormente ricorda Noah, proverà ad accedere finalmente alla partita che assegna il titolo di Parigi. Nel 2013, contro David Ferrer, non ci fu partita e Cassius Jo si arrese in tre set, anche e soprattutto per colpa di una cattiva gestione  della pressione. Domani dall’altra parte della rete ci sarà Stan Wawrinka, apparentemente tornato Stanimal in questo torneo, dopo più di un anno di sostanziale appannamento. Contro Federer il tennis esplosivo dello svizzero è tornato al massimo del suo potenziale, con servizio, diritto e rovescio a girare a mille all’ora. Federer non ha avuto scampo e anche domani, contro Tsonga, è Stan l’uomo da considerare favorito per la conquista di una finale, che sarebbe la seconda nella carriera dell’elvetico, dopo quella vinta lo scorso anno in Australia. I precedenti sono in perfetto equilibrio, con tre vittorie a testa. I cinque confronti disputati sulla terra però, si sono risolti per tre volte in favore di Wawrinka. Pari anche i precedenti al Roland Garros, con successo svizzero, in rimonta dopo aver perso i primi due parziali, al terzo turno del 2011 e vendetta francese negli ottavi, l’anno successivo, con vittoria sempre al quinto set, dopo che Wawrinka aveva provato a ripetersi, recuperando i due parziali d’apertura persi. Il numero due rossocrociato ha vinto anche gli ultimi due confronti, compresa la significativa partita di Lille, nella finale di Coppa Davis dello scorso anno, ottenuta in quattro frazioni, ai danni di uno Tsonga in non perfette condizioni fisiche. Dalla parte del francese ci sarà senza dubbio il pubblico transalpino, che nel corso del torneo si è oltremodo appassionato alle gesta del suo pupillo, inaspettatamente protagonista sulla terra parigina, in un momento che non poteva proprio considerarsi il più brillante della sua carriera. Proprio l’effetto “Chartier” potrebbe essere l’arma in più dell’ex top ten francese, per sovvertire un pronostico che lo vede partire indietro.

Djokovic vs Murray (H2H 17-8). Novak Djokovic ed Andy Murray sono ognuno nel destino dell’altro. Sono nati ad una settimana di distanza, nel maggio del 1987, crescendo quindi di pari passo nella carriera tennistica giovanile prima, e professionistica poi. Djokovic ha vinto in finale contro Murray tre dei suoi otto major, mentre lo scozzese, i suoi unici due titoli slam, li ha portati a casa, superando allo showdown proprio il suo coetaneo ed amico. Per la prima volta domani si affronteranno al Roland Garros, in una sfida sulla terra, al meglio dei cinque set. Negli unici due precedenti sul rosso Nole si è sempre imposto, ma nella semifinale di Roma del 2011, Murray arrivò ad un passo dall’infliggere la prima sconfitta ad un Djokovic fino a quel momento imbattuto in quella stagione. Il serbo riuscì ad avere la meglio solo al tiebreak. Entrambi si presentano alla semifinale con una striscia di successi aperta. Quella del serbo dura addirittura da 28 match, con l’ultima sconfitta risalente a febbraio, nella finale del torneo di Dubai. Quindici sono invece le affermazioni in fila ottenute da Murray, tutte sulla terra e tutte dopo il matrimonio con la fidanzata di sempre Kim Sears. L’ultimo a far assaggiare il sapore della sconfitta al campione britannico è stato proprio Djokovic, che gli ha inflitto un pesante 6-0, nel parziale decisivo della finale del Master 1000 di Miami. Il bilancio complessivo degli H2H è di 17-8 in favore del numero uno del mondo, Murray però non riesce a battere il suo rivale di sempre dalla finale di Wimbledon 2013 e negli ultimi sette confronti ha incassato altrettante sconfitte, racimolando appena due miseri parziali. Una tendenza che ben evidenzia come lo scozzese soffra mentalmente il suo avversario di domani, soprattutto nei momenti più importanti dei match di maggior prestigio. Oltre alla finale di Miami citata, è ancora fresco il ricordo dell’ultimo atto dell’Australian Open 2015, nel quale il britannico era avanti 2-0 nel terzo set, sul punteggio di uno pari, prima di cedere di schianto e perdere 12 dei successivi 13 game, lasciando così strada spianata per l’ottavo major della carriera del serbo. Quella di domani sarà una giornata in cui entrambi i protagonisti dovranno fare i conti con un’enorme pressione. Murray vincendo diventerebbe il primo britannico a raggiungere la finale del Roland Garros dal 1937 (Bunny Austin), situazione simile a quella vissuta a Wimbledon, dove un suddito di sua maestà non vinceva dal 1936, prima del trionfo di Andy del 2013. Anche Djokovic però dovrà fare i conti con il peso dell’occasione di potersi avvicinare, forse in maniera decisiva, a quell’unico slam mancante nella sua bacheca, che lo farebbe diventare l’ottavo membro di quell’iperesclusivo club riservato ai tennisti capaci di vincere almeno una volta tutti e quattro i tornei più importanti. Poi ci sarebbe anche la questione del Grande Slam, ma questa, è tutta un’altra storia.

CLICCA QUI PER IL PROGRAMMA COMPLETO DEL DAY 13 


Nessun Commento per “RG, DAY 13: IL GIORNO DELLE SEMI MASCHILI”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Ottobre 2019

  • Sinner scatenato. Partito dalle qualificazioni, il 17enne altoatesino ha infuocato gli Internazionali d'Italia! Scoprite la sua storia nell'ultimo numero di Tennis Oggi.
  • Che caratteraccio Daniil! Medvedev ha un temperamento a volte iroso che lo rende poco simpatico, ma il suo tennis imprevedibile che non piace agli avversari piace molto al pubblico...
  • Il grande talento di Bianca. La Andreescu è la prima tennista nata nel Terzo Millennio capace di conquistare un titolo Slam. Ci è riuscita agli US Open sulla pericolosissima beniamina di casa Serena Williams.
  • Un secolo di gloria. Lo storico Circolo Canottieri Roma ha compiuto 100 anni e ha festeggiato con una favolosa festa alla quale sono intervenuti 500 soci ed ospiti illustri del mondo sportivo, artistico e culturale. A concludere la serata dei sontuosi fuochi d'artificio.