RICCI BITTI: SCOMMESSE? NON SIAMO UN SPORT MARCIO

Il numero uno del tennis mondiale: "Abbiamo studiato il fenomeno delle combine e ora siamo un modello". Eppure, "anche i Governi e le agenzie di scommesse devono venirci incontro". Per fortuna c'è la finale di Davis: "La più interessante degli ultimi 10-15 anni"
martedì, 28 Ottobre 2014

TENNIS – Gli italiani sono fatti così. Basta aggiungere il suffisso “-topoli” e la polvere finisce subito sotto il tappeto. I più distratti, poi, saranno i primi a dimenticare. Peccato che stavolta nemmeno gli imbranati cronici abbiano fatto in tempo a cancellare l’onta di “Racchettopoli”, l’inchiesta sulle presunte combine nel mondo del tennis a sua volta costola di un’inchiesta ancora più complessa sul calcio-scommesse. Ferita ancora viva, “Racchettopoli”, ma ora arrivano anche le rassicurazioni: “Il nostro sport non è affatto marcio, piuttosto è leader nell’affrontare la questione delle scommesse illegali”. A dirlo è il presidente dell’International Tennis Federation, Francesco Ricci Bitti. Parole consegnate alla trasmissione “La Politica nel Pallone”, in onda su Gr Parlamento, e riprese poi dalle agenzie di stampa.

“Siamo uno degli sport, dopo il calcio, dove si scommette di più – continua il numero uno del tennis – Abbiamo studiato il problema e creato la ‘Tennis integrity union’ per combattere questo fenomeno e ora siamo un modello. Guarderemo gli ultimi casi con la massima attenzione, ma nel frattempo ci sono state due squalifiche a vita confermate dal Tas e abbiamo adottato una politica di tolleranza zero”.

Eppure Ricci Bitti lascia intendere che la strada da percorrere sia ancora lunga. E, soprattutto, che il tennis e lo sport in genere da soli non possono farcela. “Questo fenomeno non può risolverlo esclusivamente lo sport. I grandi attori sono i governi, perché in materia le leggi sono diversissime e gli operatori di scommesse, che per ora favoriscono la quantità piuttosto che la purezza delle stesse. Qualche progresso è stato fatto. Il Consiglio d’Europa, ad esempio, sta emettendo un documento per uniformare le leggi dei diversi Stati in materia. Ma è un mondo molto giovane, e c’è bisogno che le parti si siedano attorno a un tavolo per lavorare assieme”.

“LA FINALE DI DAVIS? SARA’ LA PIU’ INTERESSANTE DEGLI ULTIMI ANNI” Parola di Ricci Bitti: tanto è stato fatto, ma tanto ancora c’è da fare. Sia per quanto concerne la guerra alle scommesse illegali, che per quanto attiene la lotta al doping (“Dal primo gennaio entrerà in vigore il nuovo codice Wada, molto più comprensibile per gli atleti”). Nel frattempo c’è da star tranquilli, poiché lo sport va avanti. Il tennis va avanti. E Ricci Bitti è già proiettato all’ultimo appuntamento dell’anno, la finale di Coppa Davis, a Lille, tra Francia e Svizzera. “Sarà un grande spettacolo, la finale più interessante degli ultimi dieci-quindici anni”. E ancora: “Sono arrivate richieste di biglietti da tutto il mondo. Il palazzetto di Villeneuve-d’Ascq sarà tutto esaurito. In tutto 27.000 spettatori, ma avrebbero potuto essere il triplo”.


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