RICHARD WILLIAMS: “MAI PIÙ AD INDIAN WELLS”

In uscita negli Stati Uniti "Black and White: The Way I See It". Il libro in cui Richard Williams spiega la sua visione del mondo, soffermandosi a lungo su quanto accaduto ad Indian Wells nel 2001.
mercoledì, 30 Aprile 2014

Tennis – Richard Williams torna a far parlare di se. In occasione dell’uscita del suo libro “Black and White: The Way I See It” in distribuzione negli Stati Uniti dal prossimo 6 maggio, il famoso papà di Serena e Venus racconta, attraverso un’autobiografia scritta a quattro mani assieme a Bart Davis, la sua visione del mondo. Il sogno americano, un’infanzia difficile trascorsa in una Louisiana in cui imperversava quel razzismo che lo avrebbe segnato per tutta la vita facendogli prendere decisioni importanti come nel tristemente famoso Indian Wells del 2001.

Nelle 292 pagine del libro, grande spazio viene dedicato a questo capitolo infelice nella carriera meravigliosa delle sue figlie Serena e Venus, che da 13 anni non mettono più piede sul cemento californiano dopo le pesanti accuse che vennero mosse nei confronti della loro famiglia.

Tutto iniziò poco prima della semifinale che le due sorelle avrebbero dovuto giocare una contro l’altra, ma che invece non andò in scena per un forfait di Venus ad una manciata di minuti dal match. La decisione non venne accolta bene ed in molti puntarono il dito verso Richard, accusandolo di aver scelto a tavolino la finalista regalando a Serena, più accreditata ad un successo finale, una qualificazione senza sforzi.

L’amaro epilogo avvenne proprio durante la finale che l’attuale numero uno al mondo giocò contro Kim Clijster, con il pubblico schierato contro la beniamina di casa con fischi ed insulti che ancora oggi riecheggiano nella testa di papà Richard.

“I tanti fischi che in quel momento si sentirono nello stadio, mandarono a me, Serena e Venus un messaggio molto chiaro”  si legge nelle pagine del libro “Fu un richiamo all’umiliazione della razza nera, problema che ancora non è stato del tutto risolto. Le accuse e gli epiteti razziali erano facilmente udibili all’interno dello stadio.”

Una ferita aperta che non si è rimarginata come testimonia una recente intervista, in cui lo stesso Williams senior dichiara di non voler tornare mai più ad Indian Wells, aggiungendo però, che la decisone se giocare o no spetta a Serena e qualora lei decidesse di tornare sui suoi passi, avrebbe l’appoggio della famiglia al 1000 per cento.

Come in molti ricordano, la scorso marzo qualcosa stava per cambiare. Dopo la morte di Nelson Mandela, Serena, riascoltando le parole del padre della lotta all’Apartheid sembrava pronta a dimenticare tutto, ma poi un problema alla schiena ha ufficialmente rimandato un eventuale riappacificazione tra la famiglia Williams ed il Bnp Paribas Open.

Forse il problema fisico esisteva veramente o forse rileggendo la “bozza” del futuro libro, la vincitrice di 17 Slam in carriera, avrà colto qualche segnale soprattutto nei passaggi in cui Richard racconta il rapporto difficile con suo padre che più volte nella vita lo ha abbandonato nel momento del bisogno.

Toccanti le parole che descrivono una di queste situazioni con il giovane Williams picchiato in strada da alcuni membri del KKK: “Alzai gli occhi e vidi che tra la folla c’era mio padre. Assisteva alla scena senza muovere un dito per aiutarmi. Diede un’occhiata a quello che succedeva, e appena la folla si è voltata verso di lui in cerca di un altro nero da colpire, come bersaglio per la loro rabbia e il loro odio, è scappato via lasciandomi solo. E’ terribile non essere amato, sapere che tuo padre ti avrebbe lasciato morire piuttosto che alzare un dito per aiutarti. E’ stato un rifiuto così freddo che brucia ancora nella mia memoria: ha fatto qualcosa che i bianchi non avrebbero mai potuto fare”.

Sembra naturale dunque per Serena restare ferma sulle sue decisioni, schierandosi ancora a fianco di suo padre che, sempre attraverso le pagine del libro, parla anche del rapporto con le sue figlie e delle aspettative di uno dei genitori più famosi al mondo.

“Visto che mio padre non mi ha dato nulla, ho deciso che avrei dato alla mia famiglia tutto quello che avevo” si legge in alcuni passaggi del libro che prosegue “Ho insegnato alle mie figlie a prendere decisioni importanti. Ho sempre pensato che se la gente fosse venuta da me a dire che le mie figlie erano delle grandi giocatrici di tennis, senza aggiungere altro, avrei fallito” scrive Richard “Il vero successo è stato quando sono venuti da me e mi hanno detto che le mie figlie sono persone fantastiche”.


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