RIDOTTA A 15 MESI LA SQUALIFICA DI MARIA SHARAPOVA

Il Tribunale arbitrale dello sport ha ammorbidito la sanzione che in primo grado aveva visto la russa condannata a due anni di stop
martedì, 4 Ottobre 2016

TENNIS – Aprile 2017, giorno 27 per la precisione. E’ questo il “numero magico” di Maria Sharapova, che nella giornata di oggi ha visto la sua lunga squalifica (comminatale in primo grado per essere stata trovata positiva al “meldonium” durante un controllo anti-doping agli ultimi Australian Open) ridotta da 24 a 15 mesi da parte del Tribunale arbitrale dello sport.

Sarà quella quindi la data in cui la tennista russa potrà tornare in campo, e sarà anche il giorno in cui l’ex numero uno del mondo spera di mettere definitivamente la parola fine a questa brutta vicenda, che si è protratta in tutti questi mesi del 2016 privandola oltre tutto, lo scorso mese di agosto, del sogno di giocare alle Olimpiadi di Rio de Janeiro.

La sentenza di primo grado infatti era arrivata all’inizio di giugno, ma la Sharapova aveva sperato di difendere i colori della sua nazioni ai giochi olimpici di Rio visto che, in un primo momento, la Corte arbitraria dello sport avrebbe dovuto esprimersi alla fine di luglio. I tempi invece si sono allungati, tanto che la prima data utile per la sentenza di appello era stata individuata nello scorso 18 settembre, ma la corte ha prorogato ulteriormente i termini, motivando la decisione con la necessità di dover acquisire altre informazioni sul caso, fino ad arrivare al pronunciamento di oggi.

Un pronunciamento dunque abbastanza “ammorbidito”, visto che il tribunale ha ritenuto di ridurre a 15 mesi la squalifica della Sharapova ritenendola sì responsabile per aver evidenziato alcuni gradi di colpevolezza, ma senza l’aggravante di aver agito con la consapevolezza di aver assunto sostanze proibite,  nonostante il punto 63 della condanna di primo grado aveva evidenziato che l’uso sistematico del “meldonium” poteva far pensare che ci fosse la volontà di migliorare le sue prestazioni sportive.

Alla luce dei fatti quindi, la tennista russa ha ricevuto un “trattamento” simile a quello avuto da altri giocatori prima di lei, come ad esempio Marin Cilic, che all’inizio del 2013 venne squalificato prima per 9 mesi, e poi vide la sanzione ridotta a 4, riuscendo a rientrare in campo prima della fine della stagione. Inoltre, anche Viktor Troicki, sempre nel 2013, venne sanzionato con una squalifica di 18 mesi per aver rifiutato di fornire un esame del sangue (affermando di non sentirsi bene nel giorno in cui avrebbe dovuto effettuare il prelievo) poi ridotta ad un anno.

(Nella foto Maria Sharapova – www.zimbio.com)


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