RIO 2016, PREMIATA LA FAVOLA DI MONICA PUIG

La prima medaglia d'oro della storia di Porto Rico, conquistata da Monica Puig, non è passata inosservata. La 23enne è stata eletta come miglior atleta donna delle Olimpiadi di Rio 2016
giovedì, 17 Novembre 2016

TENNIS – I record sono fatti per essere superati, le barriere per essere abbattute, i sogni per essere realizzati. Lo sport incontra la vita, esplode, si espande e prepotente ripete il suo corso minuto dopo minuto, anno dopo anno. La fiamma olimpica che brucia nel cuore di ogni atleta, alcune volte, riesce addirittura ad accendere la leggenda, l’immortalità. La sorte, alle Olimpiadi di Rio, ha toccato anche il viso di Monica Puig, 23enne nata e cresciuta a San Juan, Porto Rico.

Tra il nord-est del mar dei Caraibi, la Repubblica Dominicana e le Isole Vergini, il cuore batte principalmente per il basket e il baseball. Quando Monica, nel 2013, raggiunge gli ottavi di finale a Wimbledon, riceve addirittura una chiamata dal governatore del suo paese, prende contatto con una realtà nuova, diventa bandiera di uno sport semi-sconosciuto, al suo ritorno a San Juan incontra addirittura Ricky Martin, anche lui nato a San Juan.

Monica, che senza saperlo si avvicina al tennis ancor prima di nascere, vive la sua vita con umiltà. La mamma Astrid rimane estremamente colpita dall’aggressione subita il 23 aprile del 1993 da Monica Seles e, proprio in onore della ceca, decide di regalare alla figlia un nome pieno di responsabilità. La piccola di casa Puig cresce però nel mito di Jennifer Capriati e inizia a giocare a tennis un po’ per caso.

La sua favola, contro ogni aspettativa, si concretizza in pieno agosto, a Rio de Janeiro. Quando si presenta alle Olimpiadi per rappresentare la sua piccola nazione, che non ha mai portato a casa una medaglia d’oro, sulle spalle si ritrova il fardello di un’intera popolazione. Nel 2016 ha già fatto finale a Sydney, ha raggiunto il suo best ranking, ha battuto giocatrici del calibro di Belinda Bencic e Caroline Wozniacki. Ma per Monica, che tende ad ingrassare velocemente, il pericolo è quello di non riuscire a sostenere tutte le fatiche che un’Olimpiade può offrire, dentro e fuori dal campo.

Gli Dei la assistono, Monica pesca bene, sfrutta un tabellone agevole, concede due game ad un’irriconoscibile Garbine Muguruza e prima di arrivare in semifinale lascia per strada appena 14 game. Nelle ultime due partite vince di tigna, orgoglio, rabbia. Porta a casa un’incredibile medaglia d’oro, la prima per Porto Rico, ed entra nell’Olimpo. Pur senza riuscire a costruire altro nella tournée asiatica, Monica chiude la miglior stagione della sua vita con una consapevolezza, quella di poter ancora raccontare tanto al mondo del tennis, quello che da un giorno all’altro le ha dato la possibilità di diventare una vera e propria bandiera, quello che da un giorno all’altro le ha consetito di diventare immortale.

La favola di Monica Puig non è passata inosservata. La portoricana è stata eletta come miglior atleta femminile alle Olimpiadi di Rio 2016. Insieme a lei anche sudafricano Van Nierken – che ha corso i 400 metri in 43:03 (abbattendo quello precedente di Michael Johnson) – la nazionale di rugby delle Fiji e la squadra femminile britannica di hockey su prato.


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