RIO 2016. VENUS WILLIAMS SUONA LA QUINTA: “GIOCARE PER IL PROPRIO PAESE È IL MASSIMO”

A 36 anni Venus Williams prenderà parte alla sua quinta Olimpiade, ma con l’esperienza maturata in più di 20 anni di carriera e con quattro medaglie d’oro al collo si candida come possibile outsider per il torneo di Rio de Janeiro.
mercoledì, 3 Agosto 2016

Tennis – Venus Williams non è mai stata teatrale. Alla grinta incontenibile della sorella Serena ha sempre fatto prevalere la calma, i gesti decisi ma mai appariscenti, i toni bassi e le esultanze quasi a denti stretti. Ma c’è una cosa sola che, nonostante sia da più di 20 anni nel circus del tennis, ha il potere di scatenare il suo entusiasmo: i Giochi Olimpici.

Intervistata da Tennis.com, la maggiore delle sorelle Williams descrive ancora come “l’apice della mia carriera” l’esperienza di giocare per il proprio paese. E dire che dal suo debutto ai Giochi Olimpici di Sydney sono passati 16 anni. E quando le viene chiesto cosa significhino le quattro medaglie d’oro che si è messa al collo tra Sydney, Pechino e Londra la risposta è persino troppo scontata: “Sono state la ciliegina sulla torta della mia carriera”. Ancora più decisa Venus quando parla della medaglia vinta a Londra: “Le Olimpiadi sono sempre state qualcosa di grande per me. Quando ho vinto l’oro nel torneo di doppio di Londra ho avvertito la sensazione che quello fosse il momento migliore della mia carriera. Prima del torneo mi sentivo tesa e spesso piangevo. È stato un momento di grandissima importanza per me”.

Ma i Giochi sono un momento della carriera di un atleta in cui ci si diverte e si pensa anche a portarsi dietro dei ricordi. Nemmeno la Venere Nera del tennis è mai stata immune a questa usanza diffusa tra molti atleti: “Ho una borsa piena di bandierine degli altri atleti e ho intenzione di continuare a collezionarle. Ma credo che tutti conoscano questa mia passione. Magari quando chiuderò la mia carriera farò qualcosa di cool con questi cimeli”.

Da queste parole si capisce quanto la rassegna a cinque cerchi sia importante nella vita di Venus Williams. Sembra che i Giochi siano sempre stati un obiettivo per la ex numero 1 del mondo. Nel 2000, a Sydney, vinse l’oro in singolare e in doppio. Nel 2004 la sua corsa si fermò troppo presto, ma Venus promise che sarebbe tornata a Pechino 2008 nonostante fosse consapevole dell’inesorabile declino cui era destinata. E dopo l’oro vinto in doppio alle Olimpiadi cinesi Venus decise persino di partecipare a Londra 2012.

Quella fu probabilmente la partecipazione più a rischio per la tennista americana. Perché nel 2011 Venus annunciò di aver contratto la sindrome di Sjogren, una malattia debilitante che la fece precipitare in classifica fino alla posizione numero 134. L’ipotesi di ritiro si fece via via sempre più concreta, ma Venus trovò ancora una volta la forza per rialzarsi ed essere presente in Gran Bretagna: “Penso solo alle Olimpiadi – disse in quell’occasione – essere lì per me è la cosa giusta e avere questo obiettivo mi tiene sulla retta via”.

Una retta via sulla quale Venus sembra camminare ancora, anche dopo altri quattro anni di carriera. E il suo impegno per qualificarsi alle Olimpiadi di Rio de Janeiro le darà accesso diretto alla storia, qualora ce ne fosse ulteriore bisogno: Venus Williams sarà la prima tennista a competere in cinque Olimpiadi. Le faranno sicuramente piacere le parole della connazionale americana Sloane Stephens, che aveva 7 anni quando Venus si mise l’oro olimpico di Sydney al collo: “Venus è una bestia – ha detto qualche mese fa – per me giocare un’Olimpiade sarebbe un grande risultato, ma lei giocherà la sua quinta. Non è una cosa umana”.

Ma per la vincitrice di 7 tornei del Grande Slam la manifestazione a cinque cerchi rappresenta anche qualcos’altro. Un modo, ad esempio, per stare insieme a colleghi e amici, per conoscere e frequentare altri sportivi che nella carriera tennistica da singolarista difficilmente si possono incontrare: “Non si tratta di amicizie che durano tutta la vita – dice ancora a tennis.com – ma si possono avvicinare tante persone con le quali, durante la stagione, non si riesce nemmeno a parlare”.

I tennisti, poi, sono fortemente competitivi e Venus non è certo una che non ha fatto dello spirito competitivo la sua ragione di vita. Ma c’è anche tanto amore per lo sport, non necessariamente il tennis. E la tennista originaria della California mostra infatti qualche rimpianto: “Non ho mai partecipato a un evento olimpico. A Pechino c’erano le gare di tiro con l’arco dall’altra parte della strada. Avrei tanto voluto andarci e sentirmi parte di quel mondo e di quello sport”.

Ricordi indelebili che viaggiano fino a Sydney 2000, la sua Olimpiade. Medaglia d’oro in singolo e in doppio, ovviamente in compagnia dell’inseparabile Serena. Un momento che Venus ricorda come il più bello della vita, con il padre Richard a esultare in tribuna: “Mio padre è la ragione per cui amo così tanto le Olimpiadi. Ha sempre voluto parteciparvi e ha sempre pensato che fosse un evento speciale”.

Foto: Venus Williams ha vinto quattro medaglie d’oro ai Giochi Olimpici , due a Sydney 2000 e altre due tra Pechino 2008 e Londra 2012 (www.zimbio.com)


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