RITARDI A RIO, GLI IMPIANTI SONO ANCORA IN COSTRUZIONE

Rio de Janeiro ancora indietro per quanto concerne gli impianti destinati al tennis. A soli sette mesi dall'evento il caso sembra preoccupare.
sabato, 16 Gennaio 2016

TENNIS – Il sindaco di Rio de Janeiro ha rescisso il contratto con il consorzio che era (corretto usare il passato) stato incaricato per la costruzione degli impianti inerenti al tennis in vista dei Giochi che si disputeranno in estate. Questa notizia non è, di certo, il miglior modo per guardare avanti con rinnovata fiducia nel rispetto delle consegne previste nelle date stabilite e, in questo modo, mette in serio rischio non tanto i giochi quanto impianti all’altezza di un evento di tale portata.

Il sindaco, inoltre, pare aver multato il consorzio infliggendo a quest’ultimi un’ammenda di circa $ 2750000, una delle più salate mai viste in Sud America. Gli impianti, al momento, sono letteralmente in una fase di stallo, ed i lavori sono completamente fermi da circa un paio di settimane, il che significa il protrarsi dello stato di ‘stand by’. Il grande appuntamento, per la quale Roger Federer ed il suo staff ha ridotto nientemeno che i tornei su terra rossa per risparmiare preziose energie, vive dunque nell’incertezza più totale nell’attesa che, stavolta, un nuovo consorzio possa prendere in mano le redini dei lavori e portarli, stavolta, alla naturale scadenza prefissa.

Tuttavia, alcune voci provenienti dall’organizzazione sembrano non temere nessun tipo di ‘rischio’ facendo trapelare che, stando ai dati in possesso da quest’ultimi, circa il 90% delle infrastrutture preposte per l’evento sono già completate e che, i ritardi e i rallentamenti avuti a dicembre non avranno nessun tipo di riflesso tra sette mesi quando tutto, ma proprio tutto sarà assolutamente perfetto.

Questo stato di cose, però, non sembra aver fatto felice il vicepresidente del Cio che, anche e soprattutto nei mesi scorsi, aveva lanciato numerosi appelli utili al fine di velocizzare e terminare tutto quanto c’era da fare scongiurando una seconda Atene (edizione del 2004 arrivata quasi ad un passo dal tracollo a causa di impianti non terminati secondo scadenze precedentemente prefisse). In Grecia, però, il problema era ‘finire’ alcuni impianti mentre in quel di Rio, soltanto pochi mesi fa si è cominciato a costruire mandando nel pallone a soli sette mesi dallo start ufficiale, più di un’organizzazione. A tal proposito riecheggiano le parole di Francesco Ricci Bitti, ex presidente del massimo organismo del tennis mondiale, che soltanto otto mesi fa aveva affermato: “Questa situazione è la più critica degli ultimi vent’anni”, una sorta di presa di coscienza, senza dubbio un vero e proprio appello disperato per chi, normalmente, vorrebbe soltanto gustarsi l’evento più importante di sempre.

 

 


Nessun Commento per “RITARDI A RIO, GLI IMPIANTI SONO ANCORA IN COSTRUZIONE”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.