ROAD TO SINGAPORE, IL 2015 DI SIMONA HALEP

Simona Halep arriva al Master di Singapore da testa di serie n.1, in virtù dell'assenza di Serena Williams: ne sarà all'altezza?
giovedì, 22 Ottobre 2015

Tennis. Simona Halep manca nuovamente la vittoria in una prova del Grande Slam, ma questa volta non ci va nemmeno vicina. Il miglior risultato sono le semifinali agli Us Open, perse contro la nostra Flavia Pennetta. Per noi motivo di infinita gioia, ma dal punto di vista della n.2 al mondo, un quasi fallimento.

Il 2015 della rumena era iniziato sotto i migliori auspici con la vittoria a Shenzhen, poi i quarti a Melbourne persi con la Makarova a rigettarla subito nello sconforto. La reazione è però travolgente: mette in serie ben 15 vittorie di fila da Dubai ad Indian Wells (favorita dal ritiro di Serena in semifinale) fino a Miami, qui invece la n.1 del mondo gioca e la batte al penultimo atto in tre set tirati.

Da qui comincia il momento peggiore della stagione, su terra rossa: proprio laddove ha raggiunto lo scorso anno l’unica finale Slam della carriera. Semifinale persa a Stoccarda, fuori al primo turno da Madrid ed in semifinale a Roma. Il peggio deve ancora venire però: al Roland Garros deve arrendersi alla n.70 del mondo Lucia-Baroni appena al secondo turno. Periodo nero che continua a Birmingham, eliminata ai quarti di finale ma soprattutto due settimane dopo a Wimbledon: una sola partita ed è fuori, per mano della Cepelova n.106 del Ranking Wta.

La stagione sul cemento americano è molto positiva, se non esistessero le finali: arriva all’ultimo atto sia in quel di Toronto che a Cincinnati, ma sconfiggerla è prima la baby prodigio Bencic poi Serena Williams. Agli Us Open disputa un gran torneo facendosi spazio in un tabellone pieno di insidie ma in tre set elimina prima la Lisicki poi la Azarenka al termine di una grande battaglia. Poi arriva la Pennetta, con la quale vince appena 4 game.

La trasferta cinese è fallimentare tanto quanto quella su terra rossa: 3 partite vinte su 3 tornei fra Guanghzou, Wuhan e Pechino. A Singapore però arriva con la testa di serie n.1, tanta pressione ed un onere ereditato dal forfait della Williams. Sarà in grado di rispettare il pronostico?


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