ROAD TO SINGAPORE, DIAMO I NUMERI

TENNIS - Manca ancora molto alla chiusura dei giochi. Il sito della Wta ha però voluto tirare qualche somma sul rendimento delle prime tenniste della Race stilando una classifica mista sulla base di alcune variabili di gioco. Il risultato è molto interessante, c'è ovviamente anche una quota azzurra
giovedì, 17 Aprile 2014

Tennis. Ci mettiamo alle spalle questo primo quarto di stagione consci di avere in organico alcune tra le tenniste più in forma del momento che ci hanno regalato e, si spera, continuino a regalarci grandissime soddisfazioni. Alle porte della semifinale di Ostrava, dove le nostre eroine di Fed Cup cercheranno di estromettere le rappresentanti femminili del tennis ceco, il sito ufficiale della Wta ha cercato di tirare un po’ le somme e buttare giù qualche statistica in merito alle prestazioni delle prime 10 tenniste della race. Si tratta delle dieci tenniste che più si sono distinte in questa prima fase della stagione a suon di vittorie e risultati. All’interno di questo ristretto gruppo troviamo anche un’azzurra, la nostra Flavia Pennetta che se la stagione dovesse finire oggi andrebbe dritta a Singapore in virtù della posizione numero sei che ricopre attualmente. Andiamo a dare un occhiata dunque a queste statistiche miste e come si colloca ciascuna delle top 10, non del ranking ma della race ricordiamolo, a seconda della variabile di gioco misurata.

Cominciamo proprio con la capogruppo Li Na che in virtù dei due trofei vinti a Shenzhen e soprattutto a Melbourne, più la finale di Miami, guarda tutti dall’alto. Ebbene la numero uno cinese si conferma per il momento tennista solidissima in battuta: nelle percentuali di giochi di servizio vinti e palle break salvate è infatti seconda solo a Serena Williams. Molto più modesta invece per quanto riguarda gli aces giocati sino ad ora e la percentuale cumulativa di punti vinti sulla seconda di servizio dove è tra le peggiori (posizione rispettivamente ottava e settima). La variabile riguardante le percentuali di prime in campo non vede nessuna delle migliori 10 della race eccellere, dunque il secondo piazzamento di Na Li va preso con le dovute cautele (si tratterebbe infatti della 19esima nella classifica totale). Non male infine i risultati della cinese in risposta: si classifica infatti quarta sia per la percentuale di palle break convertite che per i turni di risposta vinti.

In secondo piazzamento attualmente troviamo la tennista più sorprendente del momento che se non fosse stato per la coriacea Na Li avrebbe forse un bottino molto più consistente ad oggi, mentre si è dovuta accontentare per ora del solo trofeo di Acapulco. La finale a Melbourne è valsa a Dominika Cibulkova comunque la seconda piazza della Race vediamo perché. Dando un’occhiata alle statistiche vediamo che quelle della piccola slovacca sono le più carenti in una visione d’insieme. Gli unici punti positivi risultano essere la percentuale di giochi in risposta vinti sintomatici della grande esplosività che caratterizza il suo tennis quando non è al servizio. Bene anche per il numero di palle break salvate, addirittura prima tra tutte per numero di prime in campo (ma sarebbe comunque la 17esima totale). Per il resto però il servizio risulta essere il suo tallone d’Achille (penultima e terz’ultima per quanto attiene i punti vinti con prima e seconda di servizio, ancora terz’ultima con i giochi vinti al servizio).

Terza per il momento la solita Agnieszka Radwanska, tennista che fa della continuità il suo valore aggiunto. Anche in questo spicchio di 2014 ha sempre timbrato il cartellino nei tornei che contavano. Molto regolare con le prime in campo (ma ricordiamo che la variabile è da prendere con le molle), mentre con i punti vinti alla prima ed alla seconda di servizio fa peggio della Cibulkova: penultima con le seconde addirittura fanalino di coda quando si tratta di fare punto con la prima di servizio. Il tutto si traduce con un pessimo rendimento nei giochi in battuta dove non vi è nessuna tra le prime dieci della Race che fino ad ora fa peggio di lei. Detto che gli aces non sono mai stati il suo forte, la polacca si difende in risposta riportando ottimi risultati nei giochi in cui riceve ed anche per quanto riguarda le palle break convertite (seconda e quinta).

Inizio in sordina come al solito per la numero uno del mondo Serena Williams la quale comunque ha messo in bacheca i trofei di Brisbane e del solito Miami. Per lei al momento quarto piazzamento nella race e primo posto assoluto per aces giocati, punti vinti su prime e seconde di servizio, nonchè giochi vinti in battuta e palle break salvate. Serve dire altro? Quando si gioca contro little sister ottenere un break è impresa non da poco. Dove pecca la statunitense? Di sicuro in risposta dove è addirittura penultima se si guarda al numero dei giochi vinti in ricezione, mentre non brilla per palle break realizzate. Le prime in campo costituiscono un altro limite (terz’ultima e fuori dalle prime 50 nella classifica totale).

Quinto piazzamento per un’altra new entry di quest’anno in top 10. Simona Halep ha fatto sfaceli nella seconda parte di 2013, quest’anno ha già intascato Doha e sebbene ora sia ferma per infortunio rimane una delle mine vaganti del ranking. In effetti la terribile romena non eccelle statistiche alla mano in molti fondamentali eccetto due strategici che sono i punti vinti con la seconda di servizio (terza) e soprattutto la percentuale di palle break che si sono trasformate in break veri e propri dove all’interno del gruppo non conosce rivali. Quando vede palle break Halep ha dimostrato sino ad ora di essere una sentenza, ma le percentuali al servizio sono per lo più tutte da migliorare.

Sesto posto nella race per la più in forma attualmente delle tenniste azzurre. Flavia Pennetta ha dato seguito all’ottimo finale di 2013 centrando in questi primi mesi due importanti quarti a Melbourne e Dubai ed uno storico successo al Premiere di Indian Wells. Risultati che l’hanno fatta balzare nella classifica delle partenti per Singapore a fine anno. Il cammino è ancora lungo, ma continuando a proporre il suo gioco la brindisina potrebbe togliersi grosse soddisfazioni in questo 2014, decisivo potrebbe essere a tal proposito il suo rendimento sulla terra. Dando uno sguardo alle statistiche fornite dalla Wta possiamo notare che l’azzurra ha tra i suoi punti di forza ovviamente il servizio: per punti portati a casa con prima e seconda di servizio è inferiore solo alla Williams, bene anche il numero di aces serviti. C’è da lavorare sul fronte palle break. Pennetta infatti è ultima tra le prime dieci per numero di palle break salvate, idem per quanto riguarda quelle trasformate. Brindisina dunque tanto fatale al servizio quanto fragile in risposta, stando alle statistiche è questa la variabile da migliorare nei prossimi mesi.

Non brilla nei rendimenti statistici l’attuale settima della race Angelique Kerber così come nei rendimenti sul campo. La tedesca vanta due finali fino ad ora entrambe perse malamente, il gioco c’è eccome, ma quando si tratta di tirar le somme lei difficilmente dimostra di avere una tenuta mentale da top player. I piani alti li occupa sempre grazie alla scorza dura che le permette di rimanere a galla anche nei momenti di difficoltà, vedi l’alta percentuale di palle break salvate. Per il resto non vi è una variabile di gioco in cui eccelle particolarmente. Molto male il rendimento in risposta dove riporta al momento il minor numero di giochi vinti tra le favorite.

All’ottavo e nono posto ecco il duello in casa serba per l’ultimo posto rimasto sul treno per Singapore. Se i giochi dovessero chiudersi oggi sarebbe Jelena Jankovic a spuntarla ai danni della compatriota Ana Ivanovic. A livello statistico le due si spartiscono equamente la torta: nessuna eccelle particolarmente eccetto Jankovic che risulta la migliore per giochi in risposta vinti, poi è un continuo altalenarsi con Ivanovic più attenta nella gestione dei break concessi mentre pecca nella trasformazione e Jankovic da rivedere nei punti vinti con la prima di servizio rifacendosi leggermente con le seconde. Un duello tutto da gustare anche per il prosieguo della stagione.

Outsider di lusso di questa specialissima classifica è Eugenie Bouchard. In quello che potrebbe essere l’anno della definitiva consacrazione la giovane canadese ha esordito alla grande centrando una semifinale a Melbourne seguita da una seconda semi a Charleston qualche giorno fa. Da rivedere il lavoro sulle seconde di servizio che spesso e volentieri le costano il break cosa successa spesso in questo primo spicchio di 2014 e che le ha fatto crollare le percentuali di giochi vinti al servizio e di palle break salvate. Meglio in quelle trasformate dove si dimostra molto cinica, la Halep la precede di qualche millesimo percentuale. Con un maggiore solidità al servizio la 20enne di Montreal potrebbe anche aspirare ad insidiare qualche sua illustre collega nella corsa alle Championships.

Se volete  consultare la statistica originale eccovi il link all’articolo.


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