ROBERTO LOMBARDI. UNA VITA PER IL TENNIS

Tennista, tecnico, giornalista e telecronista, il Professore ha dedicato la sua vita al tennis, giocando, raccontando e soprattutto analizzando lo sport con la racchetta. È stato uno dei giornalisti e telecronisti italiani più apprezzati e preparati anche durante la malattia. Oggi avrebbe compiuto 64 anni.
giovedì, 2 Ottobre 2014

Tennis – Una delle figure più importanti del panorama tennistico italiano. Una voce inconfondibile, uno stile ironico e spiritoso, una preparazione storica fuori dal comune, una capacità di analisi tattica e tecnica forse esagerata. Roberto Lombardi, un carattere e una forza mentali che lo hanno aiutato anche nei difficili giorni della sclerosi laterale amiotrofica che se l’è portato via nel marzo 2010.

Roberto Lombardi è nato ad Alessandria il 2 ottobre 1950 e la sua carriera è stata completamente dedicata – quasi sacrificata – al tennis. In sessant’anni Roberto – o Robertino come ama chiamarlo Rino Tommasi – ha fatto tutto quello che si poteva fare nel mondo del tennis. E non si parla di vittorie slam o di master 1000. Si parla di amare uno sport in tutto e per tutto. Al punto che il giovane Roberto Lombardi comincia a giocare a tennis sin da bambino assistito dall’affidabile presenza di Giuseppe Cornara. I risultati sportivi non sono eccellenti, ma in doppio con Ubaldo Scanagatta riesce a battere Adriano Panatta e Roberto Matteoli, allora coppia numero 1 d’Italia juniores, nel torneo di San Pellegrino Terme. Arriva poi il passaggio al professionismo e la finale dei Campionati Italiani 1976 persa per mano di Corrado Barazzutti. Ad essa si aggiungono le finali raggiunte a San Benedetto del Tronto, Casale e Verona e cinque partecipazioni agli Internazionali d’Italia.

La sua carriera agonistica si esaurisce qui, ma Roberto Lombardi indossa i panni di tecnico federale. Il suo assistito si chiama Diego Nargiso e nel 1977 vince Wimbledon juniores. La competenza di Lombardi ha così il primo grande riconoscimento internazionale e lo porta a collaborare attivamente con il centro tecnico federale di Riano, dove collabora prima con Paolo Canè e poi con Stefano Pescosolido.

Il terzo atto della vita di Lombardi si consuma all’inizio degli anni ’80. Rino Tommasi diventa direttore dei servizi sportivi di Canale 5 e chiama alla sua corte gli altri tre tenori televisivi del tennis italiano. Si tratta di Gianni Clerici, Ubaldo Scanagatta e, appunto, Roberto Lombardi. L’apice della carriera di questo storico team a Canale 5 si ha nel 1988, quando Mediaset acquisisce i diritti di trasmissione del torneo di Wimbledon. Robertino Lombardi, che già scrive per il Corriere della Sera e per La Stampa, diventa telecronista sportivo. Da Mediaset passa poi a Tele+, dove ritrova Tommasi, Scanagatta e Clerici e va a comporre quelli che lo stesso Rino Tommasi definirà i “quattro moschettieri del tennis italiano”. Infine passa a Sky, non rinunciando mai alle telecronache o all’approfondimento sul tennis.

La sua competenza viene ancora una volta riconosciuta dalla Federtennis, che nel 2001 lo nomina direttore della Scuola Nazionale Maestri, che dopo la sua morte prenderà il suo nome. La sua presenza televisiva si estende anche a SuperTennis, il canale satellitare della F.I.T.. Famoso e molto interessante il suo programma di approfondimento sui temi tecnici e tattici del tennis. A lui si devono le numerose spiegazioni delle impugnature, la chiusura del movimento di braccio, l’efficacia e le varianti di rovescio a una mano o bimane. A lui si devono espressioni come “taglio sotto” o “diritto anomalo”, neologismi dei quali, come ricordato dal suo grande amico Ubaldo Scanagatta, il telecronista di Alessandria non ha mai esitato a rivendicare la paternità. Roberto Lombardi rappresenta in quel periodo un importante punto di riferimento per chi il tennis lo conosce, ma rappresenta altresì un ricettacolo di conoscenze per chi si avvicina a questo sport sia da narratore sia da giocatore. Il nemico più cattivo lo colpisce all’improvviso, lo costringe a una sedia a rotelle e a una maschera d’ossigeno e se lo porta via il 18 marzo del 2010.

Il Professore è stato un personaggio di grande carattere. Un carattere non sempre bello e non sempre facile, come raccontato in più di un’occasione da quelli che sono stati i suoi colleghi in tv, amici nella vita e avversari in campo. Rino Tommasi ha scritto su ubitennis.com: “In un ristorante di New York, prima ancora di ordinare, lo avevo già classificato come il peggior cliente di ristorante. Alle normali difficoltà di ottenere i piatti preferiti Roberto aggiungeva la lite con il cameriere, non sempre in grado di capire il suo spirito e le sue battute”. Ubaldo Scanagatta ricorda le vicende del “Duo Primavera”, nomignolo con cui venne ribattezzata la coppia da lui composta assieme, appunto a Roberto Lombardi durante la parentesi a Tele+. E poi dà di Lombardi l’immagine di una persona che non ha mai voluto smettere di imparare e di migliorarsi. Un laureato in matematica che è riuscito nel corso della sua vita –  e con la gentile collaborazione del colto Gianni Clerici – ad associare alla scientificità del dato statistico una capacità dialettica non indifferente. Tutto questo è stato Roberto Lombardi. Buon compleanno Professore.

 


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