ROGER E MARTINA, LA MALEDIZIONE DI ROMA

Tennis. In diverso modo e in epoche diverse, Federer e Navratilova hanno segnato la storia di questo sport, conquistando insieme un totale di 34 prove dello Slam e alzando trofei in ogni angolo del globo. Ma nella capitale italiana nessuno dei due è mai riuscito a vincere.
venerdì, 24 Maggio 2013

Tennis. Hanno trionfato in qualsiasi continente, su qualsiasi superfice e sono stati i dominatori dei rispettivi circuiti per tanti anni. Martina Navratilova ha messo in bacheca 167 titoli in singolare, tra i quali ben 18 prove dello Slam(tre in Australia, due al Roland Garros, quattro agli Us Open e nove a Wimbledon). Roger Federer ha portato a casa 76 titoli, con 17 Slam (quattro Australian Open, cinque Us Open, un Roland Garros e sette Wimbledon). Ma tutti e due hanno un tabù in comune, una città e un torneo dove non sono mai riusciti a vincere: gli Internazionali d’Italia a Roma. Per vari motivi, come possono essere stati delle autentiche bestie nere come avversari e magari condizione fisica non proprio al 100% durante la settima romana (per arrivare in forma a Roland Garros e Wimbledon), i due campioni non sono mai riusciti a sfatare il tabù del Foro Italico, seppure arrivando in finale diverse volte.

La cecoslovacca naturalizzata americana è stata fermata a un passo dal titolo per ben quattro volte, con la prima e la quarta ad addirittura venti anni di distanza. Cosa che ha dell’incredibile circa la sua longevità, o meglio, immortalità tennistica. Nel 1974 e nel 1975 la storica rivale di sempre Chis Evert non le lasciò scampo, concedendole solo pochi game. Dovettero passare altri quindici anni per rivedere Martina in finale, quando incrociò in un match tra diverse generazioni la potente Monica Seles, perdendo con un netto 6-1 6-1. Mentre all’ultimo tentativo, nel 1995, la Navratilova capitò nel periodo di regno quadriennale di Conchita Martinez, arrendendosi dopo una dura disputa per 7-6 (5) 6-4.

Federer è invece arrivato tre volte vicino titolo al Foro. La prima nel 2003, alla prima apparizione a Roma, quando ventunenne e numero cinque del mondo, sconfisse il re della terra rossa di allora Juan Carlos Ferrero in semifinale. Ma all’atto conclusivo, lo svizzero finì per cedere tre set a zero alla sorpresa Felix Mantilla, tennista intorno alla 40.ma posizione mondiale che aveva centrato la settimana della vita. Nel 2004, anno in cui conquistò tre Slam, Roger decise di saltare Roma e disputò solo il Master 1000 di Amburgo in programmazione del Roland Garros, dove poi fu sconfitto da Gustavo Kuerten, vecchia gloria sulle terra rossa. Anche nel 2005 Roger non prese parte al Master 1000 della capitale, scegliendo ancora una volta Amburgo prima dello Slam di Parigi.

La seconda, storica, ha segnato l’inizio della lunga rivalità con Rafael Nadal. Era il 2006 e i due diedero vita a una delle più belle finali di sempre viste sul centrale, finita al tie-break del quinto set per lo spagnolo. Da quell’anno lo svizzero ha fatto molta fatica ad arrivare in fondo al torneo romano. Nel 2007 è stato sorpreso dal nostro Filippo Volandri, che ha sfoderato una straordinaria prestazione prendendo Roger in contropiede. Il 2008 è stato probabilmente quello che più di tutti poteva portare il titolo allo svizzero. Motivo l’eliminazione di Nadal che, bloccato dalle vesciche ai piedi, perse ai primi turni con Ferrero. Ma Roger non sfruttò l’occasione perdendo 7-6(6) 7-6(6) da Radek Stepanek ai quarti di finale. Poi le due semifinali perse da Djokovic nel 2009 e nel 2012, con in  mezzo le sconfitte patite da Gulbis(2010)  e Gasquet(2011), entrambe tirate e con molte occasioni sprecate. Fino ad arrivare all’ultima finale della settimana scorsa, persa in malo modo contro Nadal. Partita che ha messo probabilmente fine alle speranze di Roger di vincere nella capitale, almeno fino a che ci saranno il ragazzo di Manacor e un Djokovic di una forma superiore in tabellone. La maledizione di Roma non sarà mai sfatata. 


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