ROGER FEDERER E LA DAVIS CUP. STORIA DI UN CAPITOLO CHIUSO?

La scelta di Roger Federer prima e di Stan Wawrinka poi, di non giocare il primo turno Davis contro il Belgio ha spaventato i tanti tifosi rossocrociati. Ma un cavillo nel regolamento potrebbe, forse, spingere il fenomeno di Basilea ancora in campo...
mercoledì, 25 Febbraio 2015

TENNIS – Impegnato, ieri, nella prima giornata dell’Atp di Dubai, Roger Federer fa sempre e comunque notizia. La sua decisione di non giocare il primo turno di Davis con la sua Svizzera ha fatto storcere a molti il naso, impauriti che il fenomeno di Basilea potesse lasciare definitivamente la nazionale rossocrociata. Ricordiamo che, la sua ultima apparizione in nazionale è datata 23 novembre in finale a Lille contro Richard Gasquet.

Poi la decisione di non giocare, assieme all’amico Wawrinka, il turno di Davis e da qui il tam-tam mediatico che solo una figura come Roger riesce a smuovere. Se l’ex numero uno del mondo, però, ha intenzione di rincorrere l’unico trofeo che ancora manca nella sua invidiabile bacheca, la medaglia d’oro individuale alle Olimpiadi, è obbligato dalle regole del gioco a giocare almeno una Coppa Davis in questi quindici prossimi mesi.

“La questione non è certamente archiviata. Sono convinto al 100% che Roger e la Davis Cup sia solo un discorso rimandato”, dice René Stammbach. Il presidente della Federazione svizzera di tennis si è dunque mostrato più che ottimista circa il discorso Roger Federer – Coppa Davis cercando, per quanto possibile, di spegnere sul nascere qualsivoglia polemica.

“Posso capire la sua ira, per partecipare alle Olimpiadi di Rio il prossimo anno, un giocatore deve sempre giocare una partita di Coppa Davis a cavallo tra il 2015 ed il 2016”, aggiunge René Stammbach. Federer ha mostrato tutto il suo disappunto proprio ad inizio settimana in quel di Dubai, turbato da questo cavillo regolamentare, una rabbia espressa nei termini più duri. “Ho letto la trascrizione integrale della conferenza stampa”, precisa Stammbach. In nessun momento Roger ha formalmente detto che non giocherà la Davis nel mese di settembre. “Nelle sue parole, anzi, è emersa la voglia di giocare questa competizione. Roger ha detto di sperare che Stan Wawrinka possa essere presente nel mese di settembre alla Davis in modo che la squadra resti quanto più competitiva possibile.”

“Roger e Stan – ha aggiunto il Presidente – hanno offerto a Lille una delle pagine più belle della storia recente della Svizzera. Essi non devono nulla alla Federazione. Se decidessero di giocare di nuovo in Coppa Davis, sarà la ciliegina sulla torta. Se non fosse così, avremmo soltanto da lavorare duro per costruire una squadra competitiva in grado di poter difendere il trofeo vinto in Francia”.

I rumors nelle ultime ore hanno parlato di un Roger Federer in Davis si, ma dal 2017, quando la carta d’identità segnerà 35 anni. Anche qui Stammbach ha le idee piuttosto chiare: “Vincere la Davis come l’abbiamo vinta a novembre, peraltro in Francia, è una gioia che ti porti dentro per sempre. Nessuno lo può biasimare per non esserci stato contro il Belgio al primo turno. Certo è che nel 2017 nessuno può predire il futuro quindi lavoriamo giorno per giorno guardando all’attualità”.


Nessun Commento per “ROGER FEDERER E LA DAVIS CUP. STORIA DI UN CAPITOLO CHIUSO?”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.