ROGER FEDERER E QUEI RIMPIANTI PASSATI

Roger Federer confessa i suoi rimpianti e le partite che vorrebbe rigiocare per cambiare qualcosa.
domenica, 16 Novembre 2014

Tennis – Nonostante una carriera invidiabile ed un palmares impeccabile che annovera più di 80 titoli vinti in carriera, Roger Federer ha rivelato a Sport Magazine che rigiocherebbe alcuni match per riassaporare sensazioni passate provate per la prima volta e cambiare il risultato finale di un match.

 Wimbledon 2001, contro Pete Sampras: “Pete è stato il mio idolo da bambino ed ero molto stupito dal fatto che faceva sembrare tutto facile. Sono stato molto fortunato a giocare contro di lui a Wimbledon 2001. Ricordo quel match come fosse ieri. Era la mia prima volta sul centrale di Wimbledon. Quando ho cominciato ad avvicinarmi a tutti i suoi record, lui è stato sempre molto gentile e solidale con me. Questo mi ha dato la motivazione per lottare ancora di più.” Il numero 1 svizzero replica “Rigiocherei quella finale con Sampras a Wimbledon per provare a vincere di nuovo. Provare di nuovo quel nervosismo e quell’incredulità sul match point”. Sensazioni che ora difficilmente Roger si troverebbe ad affrontare data la grande esperienza matura in carriera nel circuito ATP, l’esperienza ha forgiato un combattente capace di dominare sensazioni e stati d’animo.

Wimbledon 2008, contro Rafael Nadal: a testimonianza del legame inscindibile di Federer con il torneo più famoso della storia del tennis, c’è il rimpianto dello svizzero per la finale persa contro il maiorchino e la voglia di cambiare il risultato: “Rigiocherei la finale di Wimbledon contro Nadal, cercando di cambiare il risultato finale. Cercherei di vincere qualche punto in più alla fine”. Una sconfitta che ancora brucia dopo una partita da molti definita come fra le più belle di sempre.

Federer, a detta di molti “il miglior tennista di sempre”, ha potuto misurarsi con tennisti eccellenti, da Sampras a Djokovic passando per Nadal: oltre un decennio di sfide che provano il proverbio “per essere ritenuto il migliore devi sfidare i migliori”. Quasi 1000 partite vinte in carriera, ma ci sono anche altre finali in cui Federer e Nadal hanno dato spettacolo sfidandosi e lottando per ore per la conquista del titolo.

Masters 100 Roma, finale 2006: 2 matchpoint salvati nel quinto set dallo spagnolo che chiude in 5 ore e 5 minuti con il punteggio di 6-7 7-6 6-4 2-6 7-6. Una partita straordinaria da parte di Federer, che, però, deve arrendersi sul finale al perfetto trinomio Nadal-mancino naturale-terra rossa.

Australian Open, finale 2009: Altra finale altra sconfitta, stavolta condita dalle lacrime e da una frase emblematica “God, It’s Killing Me”. Si, perché tutto quello lo stava davvero uccidendo. Era il periodo in cui Nadal si era affermato come bestia nera di Federer: allora Roger perse la prima finale sul cemento contro l’eterno rivale. Rafa vinse 7-5, 3-6, 7-6, 3-6, 6-2 scavalcando lo svizzero come numero 1 del ranking Atp. Fu il crollo delle certezze di Federer. Due minuti di shock da cui il campione svizzero riesce a riprendersi alla grande, come meglio sapeva fare: vincendo, nonostante le tante difficoltà affrontate negli anni a seguire ed i tanti dubbi alla chiusura della stagione tennistica del 2013, con una condizione fisica precaria e le vittorie che scarseggiavano.

Da allora “King Roger” si è saputo ricostruire cambiando tanto: coach, stile di gioco, racchetta e mentalità .Fra poche ore, a 33 anni, come numero 2 del ranking, Federer sfiderà il numero 1 Novak Djokovic nella finale del Master di fine anno a Londra. Solo il tempo potrà dirci se sarà una finale di gioia o di rimpianti.


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