ROGER FEDERER: “ROSSI E TOTTI SONO ICONE, CREATORI DELLA STORIA”

L’elvetico è rientrato sulla terra battuta di Monte Carlo vincendo all'esordio contro Guillermo Garcia Lopez: “È un onore essere paragonato a personaggi come Francesco Totti e Valentino Rossi. E non diteci che siamo a fine carriera”.
martedì, 12 Aprile 2016

Tennis – Roger Federer è rientrato. Dopo l’operazione al menisco successiva agli Australian Open e il periodo di stop il numero 3 del mondo può dirsi ufficialmente ristabilito. Lo dimostra il match giocato oggi a Monte Carlo contro Guillermo Garcia Lopez, regolato in due set con il punteggio di 6-3, 6-4.

Sono passati 74 giorni e oggi il tennista di Basilea ha mostrato ancora una volta, nonostante un leggero appannamento sul finire del match, un livello di tennis molto alto. Si sa, ancora oggi, a quasi 35 anni, Roger Federer rappresenta una rarità nel mondo del tennis. Proprio come nel calcio lo è Francesco Totti e nel motociclismo Valentino Rossi. “Può sembrare uno scherzo – dice lo svizzero intervistato da rs.n1info.com – ma ci si sente molto bene a essere paragonati a loro. Francesco e Valentino sono l’essenza dello sport che praticano. Nessuno può dire che Francesco non abbia fatto nulla per il calcio. Nessuno può dire il Dottore non abbia fatto nulla per il motociclismo. Sono icone, sono i creatori della storia e nessuno può permettersi di dire loro che sono a fine carriera. Se Totti vuole giocare ancora io sono il primo a fare il tifo per lui. E glielo dirò non appena metterò piede a Roma. Valentino Rossi non lo vedo da un po’, ma sono sicuro che la stagione passata gli ha dato grandi motivazioni per continuare a correre. E poi ci chiamano veterani…”.

Una sorta di sacrilegio. Perché per Federer si apre una nuova fase adesso che l’infortunio è un ricordo: “Sono stato a casa per un mese, ma quando ho iniziato di nuovo ad allenarmi mi sentivo come un bambino. Questa è la mia diciottesima stagione da professionista. Devo solo sperare di giocare bene. Parigi, Wimbledon e le Olimpiadi sono eventi importanti ma difficili e io voglio godermi al massimo questa stagione”. Anche perché le voci di ritiro e le domande su quando esso avverrà si fanno sempre più pressanti. Ma questo Roger Federer lo sa: “Non posso giocare per sempre. Verrà il tempo in cui potrò permettermi di riposare e dedicarmi completamente ai miei figli. Sono quasi pronto per quel momento. Ma non ancora”.

Le motivazioni, infatti, ci sono ancora e la voglia di programmare con attenzione i tornei, gli allenamenti e gli eventi è ancora tanta: “Mi piace essere ben organizzato – ammette il vincitore di 17 prove del Grande Slam – ma cerco anche di non esagerare. Non tutto deve essere stabilito in anticipo. Io ragiono torneo per torneo e non voglio essere ossessionato. E quando un giorno mi sveglierò e mi renderò conto che non ho motivazioni allora saprò che quello è il momento giusto per smettere. Ma sarà una scelta che farò io”.

Certo, il mondo del tennis è difficile da immaginare senza Federer e non è neanche detto che lo svizzero lo abbandoni definitivamente: “Non so quello che farò quando smetterò di giocare. Potrei diventare commentatore, giornalista o allenatore. Ma so che il tennis, assieme alla mia famiglia, è la mia vita. Neanche nelle mie fantasie più folli avrei potuto immaginare tutti i miei successi. Volevo vincere Wimbledon e l’ho fatto sette volte. Volevo essere il migliore del mondo e sono stato al vertice per 302 settimane, ma ci sono ancora obiettivi che voglio raggiungere. Sono molto felice di giocare e viaggiare con la mia famiglia, il mio amore per il tennis non è una farsa. E a 35 anni il mio lavoro è essere ancora Roger Federer”.

Una certezza che lo svizzero ha grazie alla sua proverbiale integrità fisica che gli ha consentito di subire pochi infortuni in carriera. Poco importa se il problema al menisco ha persino richiesto un intervento chirurgico: “Gli infortuni ti fanno pensare molto. Prima e dopo l’operazione mi sentivo completamente impotente. Ma nello stesso tempo mi sentivo eccitato e quando mi sono rimesso in piedi per me è stato come iniziare nuovamente a camminare”.

Foto: Roger Federer (www.zimbio.com)


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