FEDERER, IL SOLE IN AUTUNNO

Roger Federer domina il finale della stagione per il secondo anno consecutivo e zittisce chi lo vedeva sul viale del tramonto. Diamo uno sguardo ad un torneo nato e terminato nel segno dell'elvetico

Fin dalle prime battute, o addirittura prima, il successo di Roger Federer nelle finali ATP di Londra sembrava inevitabile. Complici i problemi fisici di Novak Djokovic, la crisi psico-fisica di Rafael Nadal, e lo spreco di energie di Andy Murray nella tournee asiatica, Roger si presentava da netto favorito, fresco del primo successo a Bercy.

Come lo scorso autunno, il Roger tremebondo di troppe tappe primaverili ed estive si è presentato in versione vintage a partire dal torneo di Basilea, circondato da quell’aura di imbattibilità che ha caratterizzato gli anni del suo dominio ma che nelle ultime stagioni spesso lo ha abbandonato, preferendo i più giovani Rafael Nadal e Novak Djokovic.

E nessuno ha saputo penetrare la corazza invincibile tornata a proteggere l’elvetico. Del resto nessuno dei partecipanti al Masters londinese sembrava in grado di fare l’impresa. A partire -ma anche a finire- da Jo-Wilfried Tsonga, carnefice di Federer nel tempio di Wimbledon, ma non in condizioni sfavillanti in questo finale di stagione. Il francese ha comunque strappato due volte un set al re d’Autunno, prima nel match di esordio, e poi nella finalissima. Il Mohamed Ali del circuito ATP ha così meritato la medaglia d’argento londinese al termine di una stagione che lo ha restituito ai vertici, o almeno alla “seconda fila” del tennis mondiale.

Tsonga è stato la vittima di due delle cinque vittorie londinesi di Federer. Gli altri sono stati un Nadal imbarazzante, che ha regalato all’eterno rivale una vittoria tanto straripante da consigliare sobrietà nei festeggiamenti al vincitore, un Mardy Fish annunciato in condizioni fisiche precarie, ma bravo a strappare un set, ed un David Ferrer incapace di spezzare la scia di successi di Roger nel giorno delle semifinali.

La semifinale è stata il momento in cui è apparso chiaramente che il destino aveva già scelto il vincitore del torneo. Dopo un girone da dominatore, Roger si è presentato in condizioni non favolose alla semifinale di Sabato, costipato e affaticato da un fastidioso raffreddore. Il leggiadro protagonista del girone faticava molto di più, persino sudava, fenomeno rarissimo per la splendida macchina dell’ex numero uno del mondo. Una situazione ideale per fare lo sgambetto all’elvetico, ma la sorte aveva scelto l’avversario di Roger in modo perfetto. Chi di meglio di David Ferrer che, a parte il suo pedigree non straordinario, aveva perso undici volte in undici sfide al trentenne di Basilea? E così David si è consegnato al peggior Federer della settimana, lasciando strada al predestinato per la dodicesima volta.

E così, per il secondo anno consecutivo, è proprio il maturo elvetico a piazzare lo sprint finale, limitando i danni dopo due stagioni lontane dai livelli degli anni d’oro. Ora tacciono le voci che descrivevano Roger sul viale del tramonto, e proprio l’autunno, stagione che tipicamente  fa da metafora al tramonto diventa il tempo della rivincita.

Ci colpisce che proprio il più anziano dei top player finisca per dominare il finale di stagione ai danni di giocatori ben più giovani, ma logorati da una stagione estenuante. Ma il fisico di Roger Federer è e rimane una macchina perfetta, hardware ideale per il gioco a tutto campo del dominatore del tennis nel primo decennio di questo secolo.

E’ istintivo chiedersi cosa può significare questo finale trionfale nell’ottica della prossima stagione, anche se già nel 2010 Roger aveva chiuso alla grande la stagione senza poter dare seguito a questi risultati nel 2011. Il 2012 per Roger significa il tentativo di vincere un ennesimo slam, ma anche e soprattutto rappresenta probabilmente l’ultima chance di conquistare il titolo olimpico di singolare, forse l’unica pecca della sua inebriante carriera.

La verità è che, anche per il 2012, il futuro di Roger Federer rimane nelle mani di Novak Djokovic e Rafael Nadal e, in misura minore, di Andy Murray. Questa è la differenza principale con gli anni del dominio dell’elvetico, quando tutto era nelle sue mani, e solo una sua (rara) defaillance poteva aprire chance per gli avversari. Forse più dell’exploit di fine anno, le speranze di Roger girano intorno alla sua capacità di affrontare alla pari il maestoso Djokovic del 2011. Federer ha infatti impartito a Nole l’unica sconfitta in uno slam, a Parigi, ed ha mancato per un pelo il bis Newyorkese.

Per il resto il Masters londinese lascia solo una pletora di giocatori infortunati o malconci, dai tre rimanenti fab-four a Fish, a cui si unisce il terzetto dei semifinalisti, Tsonga, Ferrer e Berdych. Neanche questi ultimi han brillato particolarmente, e si sono limitati ad un ruolo di comprimari del vincitore designato. Forse solo il nome di Roger Federer può nascondere il grigiore di questa edizione delle finali ATP, un grigiore che ha confermato le lamentele dei giocatori per un circuito troppo stressante e che impedisce di rendere al meglio per tutta la sua durata


6 Commenti per “FEDERER, IL SOLE IN AUTUNNO”


  1. Maurizio ha detto:

    Roger Federer è davvero un esempio di dedizione e di volontà per tutti gli
    sportivi e non solo di tennis , spero di vederlo giocare con la sua classe immensa ancora per molto tempo.

  2. Rita ha detto:

    Condivido in pieno. Se gli altri non si sanno gestire, sono problemi loro. Il fatto è che Nadal e Djokovic, bravissimi, puntano troppo sul fisico per essere a livelli altissimi ed è inevitabile che alla fine scoppino. Triste però vedere un torneo di così alto livello come il Master trovi giocatori in queste condizioni. Dopo gli Slam è sicuramente il torneo più importante. Non ci fosse stato Federer sarebbe stato penoso vederlo. Anche i tifosi meritano rispetto.

  3. daniele ha detto:

    Re Roger è il tennis,gli altri solo dei bambini con una racchetta in mano

  4. bruno ha detto:

    sono un discreto giocatore ed un appassionato tennista,posso pertanto dire la mia ( penso che il tennis si identifichi in ROGER FEDERER)nessuno come lui può essere definito il TENNIS.Non ci sono definizioni per la perfezzione, SUBLIME. Bruno

  5. christian ha detto:

    Sei veramente un fenomeno vederti giocare è poesia …Roger Federer colui che è stato…colui che è….e colui che sarà….la leggenda Sua MAESTA’ ROGER FEDERER

  6. Luca ha detto:

    Ma stiamo scherzano? ora venite a dirmi che su 8 giocatori che hanno partecipato a Londra 7 erano stanchi e infortunati..mentre Re Roger..vicendo da MAESTRO ed essendo il più vecchio era in forma smagliante? Cosa si lamentano a fare? sono tutti ragazzi di 24-25 anni e si sentono stanchi? Partecipano solo agli slam e agli Atp 1000…che si arrangino…se non sono nemmeno capaci di stilarsi un calendario come si deve!


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