ROGER FEDERER: “LE OLIMPIADI SONO IMPORTANTI”

Roger Federer, a pochi giorni dall'inzio del primo Slam stagionale, ha parlato ai microfoni di "The Project" delle sue condizioni fisiche e degli obiettivi per l'anno in corso. "Le Olimpiadi sono speciali, ho vinto la medaglia d’oro in doppio nel 2008 e quella d’argento in singolare nel 2012, ma Wimbledon rimane Wimbledon"
venerdì, 15 Gennaio 2016

Tennis – In occasione di un evento promozionale andato in scena qualche giorno fa, Roger Federer ha colto l’occasione per parlare dei progetti in serbo per il 2016, rivelando anche un’interessante chicca: “Ogni tanto mi capita di bere un bicchiere di champagne con mia moglie”.

Ma a “The Project”, uno dei Talk-Show di punta in Australia, il numero tre del mondo ha parlato principalmente dei suoi obiettivi e delle sue emozioni in questo particolare momento della vita, tennistica e non: “Sto bene, mi sto allenando con regolarità e ho recuperato un po’ della mia condizione fisica” – ha detto l’elvetico, che nella finale di Brisbane ha dovuto convivere con l’influenza e qualche acciacco – “Ho ancora bisogno di riposo, non posso dire di essere al 100%”.

Roger, che si sta allenando al coperto in vista del primo Slam annuale, ha parlato anche del rapporto tra Djokovic e gli Australian Open: “Novak è senza dubbio il favorito, su questi campi ha vinto tantissimo e in questo periodo è quasi imbattibile. Il mio obiettivo, intanto, è quello di migliorare il terzo turno dello scorso anno, poi si vedrà”.

L’elvetico punta a Wimbledon, si, ma anche ai Giochi Olimpici, che quest’anno si giocheranno a Rio de Janeiro tra la prima e la seconda settimana d’agosto. Malgrado negli ultimi giorni le indiscrezioni sulle problematiche degli organizzatori per quanto riguardo le condizioni delle strutture di gioco, e in particolar modo del campo centrale, siano state forti e ridondanti, Federer ha le idee chiare: “Le Olimpiadi sono speciali, ho vinto la medaglia d’oro in doppio nel 2008 e quella d’argento in singolare nel 2012, ma Wimbledon rimane Wimbledon”.

Wimbledon è Wimbledon, ma la medaglia d’oro in singolare rimane ancora una delle poche reliquie assenti dal palmares del campione di Basilea, che storicamente ha sempre avuto difficoltà a mantenere la lucidità e la costanza di rendimento durante i 10 giorni del torneo olimpico. Una storia di amore e odio, iniziata a Sydney nel 2000 e destinata a continuare nella capitale brasiliana tra qualche mese, intervallata da due sconfitte inaspettate con Berdych e Blake (rispettivamente nel 2004 e 2008) e dalla vittoria in doppio insieme a Stanislas Wawrinka nello stesso anno della cerimonia d’apertura l’8 agosto, in occasione del suo compleanno (2008). La prima finale in singolare è arrivata quattro anni fa, a Londra, a casa di Andy Murray. L’elvetico, dopo aver segnato il record della partita più lunga sulla distanza corta (insieme a Juan Martin Del Potro), fu costretto ad arrendersi proprio al padrone di casa al termine di una finale mai realmente in discussione.

Quest’anno, Roger, giocherà tutte e tre le discipline. Si avvarrà del suo compagno preferito, Stanislas Wawrinka, per provare a ripetere l’incredibile successo del 2008 e farà compagnia a Martina Hinghis, a 16 anni di distanza dall’ultima volta, in quella che potrebbe essere l’ultima Olimpiade per entrambi.


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